Maschere paurose

20 ottobre 2014

Ibiza vive in una carnevalesca e perpetua notte di Halloween: le discoteche organizzano feste e serate a tema, con ballerine e staff dai look bizzarri, stravaganti e costumi ai confini della realtà.
La maggior parte dei locali notturni, il 31 ottobre, avrà già chiuso i battenti, quindi i bambini saranno gli esclusivi protagonisti paurosamente mascherati dell'isola.

Indecisa sul tipo di abbigliamento per i miei figli ho preso un po' di ispirazioni dalla sezione di Smallable.
E ho ovviamente analizzato i significati di ciascun travestimento. 

Perché ai bambini piacciono le maschere paurose e i personaggi ai confini della realtà?

Super Eroi:

Basta dire ad un bambino la parola SUPEREROE che subito in lui scattano processi di identificazione, emulazione ed innamoramento.
Credits: Smallable - Notsomummy
I super eroi sono persone dall'identità segreta e capaci di imprese straordinarie.
Le mamme, per esempio, sono dei super eroi - allattano, si alzano di notte, si sveglino di giorno (per prime), giocano, lavorano, cucinano (contemporaneamente), con una mano imboccano un figlio con l'altra tengono in braccio l'altro.
Anche la loro identità è segretissima: se chiedi ad un bambino "chi è il super eroe di casa?" lui fermo e sicuro risponderà:
"Il papà."

Se mi lascia non vale

18 ottobre 2014

Da una parte ci sono quelli che vengono sempre lasciati e dall'altra ci sono i lasciatori.
Forse quelli che lasciano sono più bravi degli altri a rompere i legami quando non funzionano più o forse sono semplicemente dei bastardi egoisti senza speranza.

illustrazioni di Ilaria Urbinati - Se mi lascia non Vale -

Enuresi notturna: cause e rimedi

17 ottobre 2014

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Mi è stato chiesto di affrontare l’argomento dell’enuresi notturna da un punto di vista psicologico e pratico.

credits

Per prima cosa è importante sottolineare che il bambino che bagna accidentalmente il letto non soffre di enuresi notturna. 

Prova a cambiare!

13 ottobre 2014

Onestamente, se fosse stato per me, non me ne sarei mai andata dall'Italia.
Ero consapevole dei limiti del nostro paese, ma amavo la mia routine e forse mi ero anche abituata ad una certa immobilità economica e lavorativa.

Tutti i miei sbagli

10 ottobre 2014

Ora che sono una bis-mamma mi rendo conto di quanti errori io abbia fatto al primo giro. 
Ho quindi pensato di condividere ciò che avrei potuto fare diversamente, per un confronto, perché alla fine, quando si parla di figli-famiglia ed educazione una verità assoluta non esiste.


A volte sembra che per crescere figli felici, sicuri ed indipendenti occorra mettere al centro di qualsiasi mondo i loro bisogni. 
Io con il tempo ho capito che un NO insegna molto di più di un Sì e anche se quel no è molto difficile da portare avanti, a lungo termine i risultati arrivano. 

1- Coltivate i desideri dei vostri bambini. 

La salute e l'amore sono necessità imprescindibili per i bambini.
Su tutto il resto possiamo discuterne. 
I giochi che stimolano il QI, la scuola più prestigiosa per un futuro migliore, cercare di accontentarlo sempre per tutelare la sua autostima, è superfluo. 

Lasciare qualche desiderio insoddisfatto ai nostri figli è un grande regalo: quell'insoddisfazione sarà la benzina che lo spingerà a staccarsi dal suo nido, darsi da fare e costruire il proprio futuro. 

2- Limiti e ruoli. 

Ciò che i bambini cercano nell'adulto è il limite, il no, il confine, la definizione dei ruoli.
I confini danno sicurezza, perché definiscono i ruoli - "io sono il bambino, tu sei l'adulto".
Un bambino al quale è tutto permesso (senza confini) diventerà un piccolo dittatore famiglia e un disadattato fuori casa. 

3- L'indipendenza.

Qui casca l'asino della mamma italiana (mi ci metto anch'io).
Per le mamme i figli sono sempre troppo piccoli per dormire da soli, vestirsi da soli, mangiare da soli, mettere a posto i propri giochi da soli.
A volte chiedere la loro collaborazione nei piccoli lavori domestici (apparecchiare, cucinare, ordinare) può diventare un gioco per loro e un sollievo per noi.
La verità è che finché sanno che c'è qualcuno che fatica al posto loro non si sbatteranno mai.
E io che ora ne ho due, se gli avessi insegnato a fare qualcosa in più da solo, avrei vita più facile. 

4- Co-sleeping. 

Parliamone. 
Io l'ho attuato verso i due anni, dopo un'otite, più per sopravvivenza che per altro. 
Poi mi sono adagiata sugli allori degli effetti miracolosi sulla psiche e sull'intelletto dei bambini che praticano co-sleeping.
In rete ci sono milioni di post sull'argomento che mamme morte di sonno spammano su Facebook per pulirsi la coscienza (e indirettamente chiedere a mamme, suocere, amici e mariti di smettere di sindacare sulla loro scelta).

In realtà sospetto che durante il periodo in cui andava per la maggiore Estivill un gruppo di mamme - distrutte dalle notti insonni e riluttanti a lasciar piangere il proprio figlio per ore- abbia messo in giro la voce che i bambini che dormono con i genitori sono più intelligenti.
Secondo me il co-sleeping è l'ultima spiaggia per sopravvivere ai risvegli e va bene se hai un solo figlio.

Se decidete di praticare il co-sleeping e state per allargare la famiglia ricordatevi che un neonato non può dormire nel lettone se c'è un altro bambino.
E se optate per una culla di fianco al vostro lettone affollato ricordate che quello piccolo sveglierà quello grande, quello grande sveglierà quello piccolo e voi ballerete la samba tutta la notte, non dormirete mai e maledirete tutte le teorie che sostengono i benefici del cosleeping. 
  

Il Gufo a Milano

08 ottobre 2014

Il Gufo ha inaugurato un nuovo negozio a Milano.

In quei giorni ero in città, senza figli ma con il tiralatte, con poche ore di sonno ma con un impegno di lavoro, senza una casa ma con amici molto ospitali.

Ma soprattutto ero una neomamma in libera uscita.
Le neomamme in libera uscita le riconosci: hanno quell'espressione un po' persa nel vuoto,  controllano il cellulare temendo che senza di loro i figli saltino in aria e sono un po' monotematiche: passano la serata raccontando con enfasi noiosissimi dettagli della loro creatura.

Ero uscita dal mio nano mondo ovattato e come prima tappa delle ventiquattro ore milanesi sono andata all'inaugurazione dello store del Gufo.

C'era una torta buonissima, da bere e ovviamente la nuova linea autunno inverno.

Il negozio è fiabesco, rassicurante ed accogliente.
Proprio come il micromondo delle mamme e dei loro bambini.

La linea autunno inverno, che avevo già visto alla sfilata di Pitti Bimbo, con una capsule collection in collaborazione con Woolmark è elegante e raffinata.

Se siete a Milano passateci perché il posto e la nuova collezione meritano.





La mia serata è proseguita con una cena con le amiche.

Al primo giro da neomamma non avevo amiche con figli e nessuna capiva che:
"Andiamo a cena?"
"Ehm prima devo capire come organizzarmi e a chi lasciare il piccolo"
"Oh ma perché non porti anche lui?"
Oppure:
"Perché non dorme/piange/si ammala sempre che problemi ha?"
"...."

Adesso che più o meno tutte si sono riprodotte le domande sono leggermente cambiate:
"Perché MIO figlio non mi ascolta/fa i capricci/non dorme/si ammala sempre?"
"Non lo so, credo sia normale. Prima o poi passerà."

Allattamento in pubblico

04 ottobre 2014

Ho allattato Thiago per diciotto mesi e sto allattando Leon da due. 

Mi piace allattare ma non sono una talebana del latte materno: se io non ci sono e il latte tirato non è sufficiente in dispensa c'è una bella confezione di latte artificiale, da usare in caso di necessità.

Un grande vantaggio dell'allattamento al seno è che quando sei in giro non rischi di dimenticarti a casa il necessario. 
E io ho allattato un po' ovunque: in spiaggia, al ristorante, sull'aereo, per strada.
Nessuno mi ha mai detto nulla.

Solo in Messico, in un ristorante è arrivato un cameriere che prima mi ha buttato un telo addosso - e io che stavo per dirgli "grazie, ma non ho freddo" - poi ha aggiunto che se volevo allattare dovevo coprirmi, perché non era buon gusto mostrare le tette. 

E' davvero un gesto che può infastidire l'allattamento in pubblico?

Oggi, 4 ottobre, in numerose piazze italiane, si è svolto un flash mob per sensibilizzare la cultura e l'importanza dell'allattamento.
E su Facebook ho letto dei commenti allucinanti sulla questione "mamma che allatta nei luoghi pubblici": chi gridava allo scandalo, chi accusava le mamme di esibizionismo ed egocentrismo e via dicendo.
I giudizi più infelici e feroci venivano ovviamente dalle donne.

A parte che un bambino quando ha fame ha fame, non è come un adulto che può aspettare.
Un bambino quando ha fame deve mangiare e se è allattato al seno la mamma deve dargli da mangiare e stop.
A parte che non comprendo quale ancestrale fobia possa evocare un neonato attaccato al seno.

Ma dopo tutto questo livore penso che più che un flash mob per l'allattamento ne servirebbe uno per sensibilizzare la solidarietà tra donne, per ricordare che le critiche gratuite inquinano le persone e che tagliando le teste degli altri non si diventa più alti.


In giro con un neonato

02 ottobre 2014

Un neonato suscita sempre domande e affermazioni a cui difficilmente si riesce a dare risposta.
Tipo:
Leon total look Benetton - scarpe converse

Scena 1.
Stai passeggiando.
Quello nel passeggino inizia a piangere e tu ti fermi tentando la carta del ciuccio.
Ad un certo punto senti una presenza alle tue spalle.
Ti volti e vedi una signora che sta ficcando la testa dentro al TUO passeggino.
La guardi interrogativa e lei soave, rivolta al pargolo, domanda:
"Cos'ha? Perché piange? Si è svegliato male?"

Scena 2.
Entri in farmacia, c'è una persona davanti a te e tu ti metti in coda.
La creatura dorme beata.
La persona davanti a te si gira, lo guarda un secondo ed esclama:
"Guarda come dorme, si vede proprio che è un bambino bravo e sereno!" E intanto ficca una mano dentro al passeggino, strizzandogli un piedino e svegliandolo.
"Oh non dorme più! Forse ha fame!"

Scena 3.
La creatura dorme, tu sei al bar e approfitti del preziosissimo momento di pace per fare colazione, rispondere alle mail e leggere il giornale, che è quasi un mese che non sai cosa accade nel mondo.
Ad un certo punto arriva una sconosciuta che ti chiede:
"E' un bambino che piange?"
"In che senso? Tutti i bambini piangono."
"No! Quelli bravi non piangono mai."
Tu raccogli la mascella e te ne vai a casa continuando ad ignorare cosa accade nel mondo.

Scena 4.
Non hai ancora terminato la quarantena, quindi non hai ancora iniziato ad avere rapporti e forse è l'ultima cosa che in questo momento ti passa per la testa quando qualcuno, a sorpresa, ti dice:
"Ti vedo bene! Sei pronta per il terzo!"

Ma questa volta hai la risposta pronta e ne sei sicurissima:
"No, sono pronta per un buon anticoncezionale"

Ogni riferimento a persone e cose non è casuale.

Case vacanze per bambini.

22 settembre 2014

Prima dell'avvento dei bambini le mie vacanze preferite erano quelle last minute dove si dormiva dove capitava.

Ricordo un tour del Sud America con il maschio alfa: stavamo insieme da pochissimo ed era tutto una magica scoperta: scendevamo dall'aereo senza sapere dove avremmo soggiornato, dormivamo dove capitava e io gli davo sempre ragione.

Dopo i bambini tutto è cambiato.
Anche solo per un weekend l'organizzazione assomiglia più a un trasloco che a una vacanza.
Solo io ho sempre ragione.
E la a scelta dell'Hotel/Casa viene fatta soppesando un'infinità di dettagli apparentemente inutili, ma determinanti per il benessere psicologico di tutta la famiglia.
In primis della sottoscritta.







Bigellonando su instagram ho scoperto Kid & Coe un sito, davvero bello, di renting vacation kid friendly, con proprietà in tutto il mondo.
Funziona più o meno come i portali di affitto case vacanze: tu scegli dove vuoi andare, inserisci le date e il sito ti propone tutte le abitazioni disponibili in quel posto, in quel periodo.
Così tu, solo guardando le case delle vacanze, inizi a sognare.

Qual'è il plus per chi ha figli?
Se scegliete di affittare una casa, non dovrete preoccuparvi dei lettini perché ci sono già, del seggiolone perché c'è già, e dei giochi perché ci sono già.
Nemmeno dei libri per intrattenere i vostri bambini perché ci sono già anche quelli.
In alcune proprietà troverete persino il passeggino e le biciclette.
La nota stonata è che le case più sono belle più sono care (e in questo portale sono quasi tutte bellissime).

Quindi se siete appena rientrati dalle vacanze e un po' depressi, potete iniziare a fantasticare sulla prossima meta con tutta la famiglia, oppure se avete una casa dotata di amenities per bambini potete farla rientrare nel circuito di  kid&coe iscrivendovi.

Perché la Canalis è un po' tutte noi.

18 settembre 2014


Non ho mai conosciuto Elisabetta Canalis, ma mi era simpatica.
Mi era simpatica perché incarnava l'amica della porta accanto, quella con gli amori un po' sbagliati e burrascosi.
Quell'amica che tante volte siamo state noi, da consolare con cleenex e telefonate chilometriche.

Prendi il suo fidanzamento con Bobo Vieri.
Il Bobo dei tempi d'oro, che stava con Elisabetta e nel mentre pascolava per discoteche a piantarle corna con la prima smutandata che incontrava.
E lei mica lo lasciava, gli rigava l'auto ma poi ci tornava insieme.

Gelosia per l'arrivo di un fratellino

11 settembre 2014

Credo che la gelosia per l'arrivo di un fratellino sia un passaggio inevitabile, tipo le malattie esantematiche che prima le fai e meglio è.
E in questo momento, noi, siamo nella fase acuta. 
Acutissima.
Adesso ho ordinato il libro "Che rabbia" dicono sia molto utile nella gestione e comprensione della rabbia, vi farò sapere. 

Thiago all'inizio è stato molto contento dell'arrivo del fratellino: le prime settimane sembravano un sogno, un idillio e poi... E poi è impazzito.

Un week end in Carinzia: Back to School con Geox #geox4kids

07 settembre 2014

Lo scorso fine settimana siamo stati in montagna, esattamente in Carinzia, ospiti di Geox per la presentazione della nuova collezione bimbo autunno-inverno Back to School.
foto credits: Mamme a Spillo - instagram
Per l'occasione era venuto anche Martin, che non vedevamo da più di un mese.
Thiago era così contento di rivedere il papà che per tutto il viaggio (cinque ore di auto) non ha mai smesso di parlare. Io sono arrivata a destinazione con un po' di mal di testa.

Mamme felici

04 settembre 2014

Tutti mi chiedono come va con il secondo figlio. 
Secondo me va bene. 
Leon sta bene e io, finché non muoio di stanchezza, pure.

Con Thiago la mancanza di sonno mi pesava e preoccupava: gli altri neonati dormivano tutta la notte e il mio no, perché? 
La verità è che ogni bambino ha i suoi tempi e prima o poi dormiranno tutti. 
Arriverà anche il giorno in cui non vorranno svegliarsi e tu mamma ti prenderai una subdola rivincita buttandoli giù dal letto ogni mattina per portarli a scuola.
 
Le coliche, i pianti, le difficoltà ad addormentarsi, le ragadi, tutte le meraviglie del post parto da cui ero già passata, si sono ripresentate.
Ma questa volta c'è Thiago davanti a me, tutti i giorni, a ricordarmi
che i momenti duri sono tappe, periodi che non ritorneranno più (e in certi casi, per fortuna), fasi che passeranno lasciando il posto a nuove fasi. 

Se prima di tempo ne avevo poco, ora ne ho ancora meno. 
E la memoria si è liquefatta. 
Non ricordo nomi, parole, credo di aver fatto una cosa invece non l'ho fatta. 
La mancanza di sonno uccide i miei neuroni.

Ovviamente, per sopravvivere, ho chiesto aiuto - per riposarmi, per lavorare, per semplificarmi la vita - e qualcuno in famiglia mi ha gentilmente criticato.
All'inizio ci sono rimasta male poi sticazzi.
Trovo stupido fare paragoni tra mamme, soprattutto di altre generazioni, con altre storie, altri passati e altri futuri. 


Alcune mamme sono obbligate a lavorare o a lasciare il lavoro, le più fortunate possono scegliere e altre ancora devono trovare un equilibrio tra i sensi di colpa e il senso del dovere.

Un mio limite è non riuscire a dire no al lavoro, anche quando il gioco non vale la candela. 
Ma alla fine, a me, fare cose rende felice.

Quello che direi ad una neo mamma è di non ascoltare nessuno. 
Non esiste un modo giusto o sbagliato per fare la mamma e alla fine i bambini crescono, nonostante tutto nonostante i genitori. 

Però esistono le mamme felici e le mamme meno felici. 
Una mamma felice è un bellissimo regalo per i propri figli, quello sì che fa la differenza. 

Ristoranti a Ibiza: Gojito, la metà del mio cuore

26 agosto 2014



A Ibiza ci sono più di mille ristoranti.
Purtroppo (o per fortuna) non li ho provati tutti, ma posso dire che nel centro di Eivissa (dove ne ho provati parecchi), uno dei migliori, dove si mangia meglio, è il nostro Gojito. 

Sarò di parte, ma Martin in un ristorante è una garanzia.
E vi racconto perché. 

Quando io e il mio consorte andavamo a cena da amici nessuno si azzardava a cucinare sapendo quanto fosse critico e pignolo sul cibo. 
Perciò facevano cucinare lui che addirittura andava a fare la spesa scegliendo con attenzione prodotti ed ingredienti. 
Cosa che continua a fare, ancor più scrupolosamente, per il Gojito
E' un po' ossessivo, ma ripeto, in un ristorante la sua presenza è davvero una garanzia.

Vestirsi in gravidanza

19 agosto 2014


Vestirsi in gravidanza. 
Le ultime settimane di gravidanza, solitamente, sono le più faticose. 
Non solo per gli acciacchi e il peso che ci si porta dietro ma anche perché diventa sempre più difficile vestirsi
Ok, esistono gli abiti pre-maman, ma la maggior parte sono brutti, costosi e finita la gravidanza vengono relegati in un cassetto a vita perché senza pancia ci si balla dentro (magari non subito, ma l'anno dopo si spera di sì).

Il mio parto - Vbac -

01 agosto 2014

Ci sono donne che hanno travagli lampo, altre che partoriscono senza nemmeno accorgersene e altre ancora che sostengono di non aver provato il minimo dolore.

Ecco io non rientro in nessuna di queste categorie.


Le prime avvisaglie che qualcosa iniziava a muoversi sono arrivate alle 17,30 del 22 luglio. 
Ero con Martin e stavamo bevendo un cappuccino al bar: contrazioni dolorose, ogni 15/20 minuti che sono andate avanti tutta la sera.
Alle 22,30 ho chiamato la mia ostetrica che dopo un'oretta è arrivata a casa a visitarmi: dilatazione a due centimetri, collo ancora “indietro”.

Leon

25 luglio 2014


Sono nato il 23 luglio alle 21.50.
Visto che avevano deciso di chiamarmi Leon non potevo nascere sotto il segno del cancro!
Mamma e papà non avevano mica capito che io volevo fare le cose per bene. 
Poi appena mamma si riprende vi racconta i dettagli, intanto io vi ringrazio per tutti gli auguri e le congratulazioni!

Disavventure e Assicurazioni di Viaggio

21 luglio 2014

Ho sempre viaggiato tanto, per lavoro, per piacere, per raggiungere i miei fidanzati che chissà perché me li sceglievo sempre lontani.

Il viaggio più intenso è stato un tour del Sud America prendendo non so quanti aerei: sono arrivata sino alla Terra del Fuoco, in Patagonia, il punto più a sud dell’Argentina, dove il sole sorge alle 4 della mattina e non tramonta prima di mezzanotte.
In quel mese nessun intoppo bagagli, mentre l’unica volta che mi hanno smarrito la valigia è stato per un banalissimo volo Bologna-Roma. 

Metodi per favorire e stimolare il travaglio

17 luglio 2014

Arriva un punto della gravidanza in cui passi dalla ricerca su Google di "sintomi di travaglio imminente" a "metodi per stimolare il travaglio".
 
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