Sicilia

22 maggio 2013

Non sono brava a fare la guida turistica, ma se state pensando ad una vacanza in Sicilia, vi suggerisco tre posti.

Pantelleria, Palermo ed Erice. Noi l'abbiamo fatto in un week end, se avete una settimana a disposizione molto meglio.

sembra che giochino, in realtà tentano il suicidio

Palermo, mercato Ballarò
gli occhiali che vorrei

La borsa che vorrei
Erice


All'aeroporto mangiando la qualunque


Di matrigna buona non ce n'é una sola.

21 maggio 2013

Ieri, io e Lara abbiamo incontrato Rossella Calabrò: stiamo organizzando un evento di cui vi parlerò più avanti.
Doveva essere un caffé veloce dopo pranzo, poi, chiacchierando chiacchierando, ci siamo salutate a merenda inoltrata.

Lara, Rossella
il nostro tavolo. Coincidenza?

Tornata a casa ho pensato che era stato un pomeriggio interessante, che Rossella é una bella persona e che dovrebbe istituire dei corsi per matrigne e famiglie allargate.


In Italia sono sempre più numerose le famiglie ricomposte, ma pochi, forse nessuno, parla delle dinamiche familiari di questi nuovi nuclei allargati e di come sia più indicato comportarsi.
Perchè se già in una famiglia tradizionale è complicato trovare un equilibrio, avere a che fare con ex mogli e figli altrui, sicuramente, lo è ancora meno.

Tutte le matrigne e le ex mogli che ho conosciuto, per lavoro o per amicizia, erano in dichiarata guerra tra loro.
A volte sembrava quasi che la relazione fosse tra la matrigna e la ex moglie, tale era l'ossessione che una nutriva nei confronti dell'altra.

Se una relazione è finita e poi è arrivata un'altra donna perchè dichiararle guerra, quando questa persona potrebbe diventare una risorsa?
E perchè le matrigne chiamano, molto cordialmente, chi le ha precedute "quella stronza della sua ex moglie"?
Certo perchè ci sia conciliazione occorre anche avere a che fare con persone intelligenti e dotate di buon senso, cosa non sempre possibile.
Il Caffè letterario "Bistrò del Tempo Ritrovato", dove si incontrano le ragazze del Club delle Matrigne
Mi sono innamorata del mobile rivestito di cartone. Voglio rivestire tutti i miei mobili così.


Rossella ci ha raccontato come sia difficile, all'inizio, gestire quesiti di ordinaria amministrazione:

" Impongo delle regole con i suoi figli, oppure no?" 

"Come devo comportarmi?" 

"Il bambino vuole dormire nel lettone con noi, lo caccio o lo faccio restare?"

Se sei genitore, qualsiasi cosa fai, sbagli.
Se sei matrigna, ancora di più.
E sia io che Lara abbiamo appurato che psicologi e ricercatori hanno snocciolato libri e teorie sulle famiglie, sui bambini e sulle coppie separate, ma di letteratura sul tema matrigne non vi è traccia, da nessuna prospettiva.
Come al solito siamo un pò indietro rispetto a un modello familiare nuovo, diverso e in movimento.

Rossella è l'esempio di come si possa riuscire ad essere matrigne buone, collaborare con la ex moglie nella gestione dei figli e superare -con il tempo- tutte le difficoltà del caso.
Rossella sull'argomento ha scritto un libro, condivide la sua esperienza durante gli aperitivi del Club delle Matrigne e nel suo seguitissimo blog su Style

Mamme, super poteri, Pantelleria.

20 maggio 2013

Andate un week end fuori porta, in un luogo incantevole, verde, selvaggio, nel cuore della natura.
Andateci e passerete il vostro tempo a sventare i tentativi di suicidio dei vostri figli.

Una vista panoramica si trasformerá in un trampolino di lancio nel vuoto.
Le pietre laviche diventeranno bersagli da centrare di testa in picchiata. 
Un anonimo terrazzino, per i vostri figli, sará un'ottima occasione per fare trekking senza protezione.
Qualsiasi cosa, anche la piú banale, per i bambini sotto i dieci anni si trasformerà in un oggetto contundente con cui giocare.

Però mamme, non preoccupatevi. 
Quando i vostri angioletti inizieranno a deambulare, svilupperete doti sovrannaturali. 
I Super Poteri.
Arrivate in qualsiasi luogo, il vostro cervello riuscirà a scannerizzare in 0,0001 nano secondi, ad occhio nudo, eventuali pericoli nel raggio di 500mq e anche oltre.
Quindi mamme, non rammaricatevi se non riuscirete piú a rilassarvi al mare, in montagna o in cittá. 
State allenando i vostri super poteri. 



vista mozzafiato, ma senza protezione. La prima cosa che ha fatto è stata tentare di tuffarsi in mare direttamente da qui.





Il lancio del bambino: una tranquilla amaca può trasformarsi in una fionda. I gemelli che erano con noi ce l'hanno fatta


salto nel vuoto

Isola di Pantelleria.

I nostri bambini ci ascoltano anche mentre dormono.

14 maggio 2013

Come si litiga da genitori?


Sarebbe opportuno non litigare di fronte ai figli, sarebbe meglio discutere con toni sereni e pacati e soprattutto quando i figli dormono profondamente.
Anzi no, nemmeno quando sono tra le braccia di morfeo.
I bambini ci sentono, anche quando dormono, e il loro cervello si modifica, irrimediabilmente.



Questo è ciò che è emerso da una ricerca pubblicata su Psychological Science . Insomma roba seria.

I ricercatori hanno scansionato le risposte cerebrali di un campione di neonati: questi bimbi, mentre dormivano erano sottoposti, in cuffia, a diversi toni di voce: felici, neutri e arrabbiati. 
I dati emersi sono risultati sorprendenti.
Il cervello dei neonati esaminati non solo ha risposto in modo diverso alle diverse voci (quindi i nostri bambini ci ascoltano e "reagiscono" anche mentre dormono!), ma sono state trovate forti differenze tra i bambini stessi. 

I ricercatori hanno rilevato che i neonati provenienti da famiglie con un alto tasso di conflittualità, cioè dove i genitori gridavano e si chiamava con appellativi sgradevoli, hanno mostrato un'attivazione accresciuta in alcune aree del cervello.

 "Quello che vediamo per i bambini che vivono in case ad alta conflittualità è che mostrano una maggiore reattività a toni di voce molto arrabbiati e che la reattività è nelle regioni del cervello che riteniamo importanti in età adulta, in termini di capacità di regolare le emozioni e di funzionare bene."

Questo cosa vuol dire?
Praticamente da questa ricerca si ipotizza che un neonato, sottoposto fin dai primissimi giorni ad un ambiente conflittuale, svilupperà una reattività maggiore alle situazione conflittuali. 
Questo significa che, probabilmente, il suo sistema psichico ed emotivo reagirà in modo disfunzionale di fronte a situazioni stressanti e conflittuali.
Un bambino che cresce in un ambiente dove si urla e ci si insulta sarà un adulto -secondo i ricercatori- con maggiori difficoltà a regolare le emozioni.

Dimostrazione scientifica a ciò che dice il buon senso: "Figli che crescono in un ambiente sereno diventeranno adulti sereni".

Mi viene in mente una donna che ho visto pochi giorni fa e che mi diceva:
"Mio padre ci ha sempre picchiati. Picchiava me, mia madre e mio fratello. Io adesso, quando vengo provocata, quando discuto e mi arrabbio, arrivo a un punto che non riesco più a parlare, mi si annebbia la vista e inizio a picchiare chi mi trovo davanti, come faceva mio padre con noi."
Mentre me lo raccontava piangeva.
Ci sono modelli comportamentali che il nostro cervello acquisisce prendendone le forme e le sembianze e per liberarsene, in età adulta, diventa difficile.

La vera notizia non credo sia che certi comportamenti si ereditano, come il dna, ma il che il cervello, a seconda degli stimoli a cui è sottoposto, si modifica.




Ho sempre pensato che un figlio sia un'ottima occasione per migliorare sè stessi, ma non sempre è facile.
In questo caso, per evitare tensioni e conflitti di fronte ai vostri figli, voi, cosa suggerireste? Come si può interrompere un'eredità così difficile?

Essere genitore è una sfida -infinita- per migliorare, per migliorarsi e, in alcuni casi, rimettere al posto giusto dei pezzetti infelici della propria infanzia.
Genitori non sprecate questa occasione.


La casa delle farfalle.

13 maggio 2013

Tutto è iniziato per caso.
Una sera, una piccola farfalla notturna, ha deciso di fare un giro a casa nostra.
"una farfalla!" ho esclamato così, senza pensarci, forse con un tono di voce tra il sorpreso e lo scocciato.
Mio figlio, che è nella fase in cui ripete tutto, ho iniziato a urlare:
"Fafalla! Faffalla! fafffaalllaaa!"
Da quel momento non si è più fermato.
Ha continuato così, ripetendo "farfalla" per i giorni a seguire, tipo venti volte al giorno.
Così, lo scorso fine settimana, mentre ero in trasferta in Romagna, ho deciso di portarlo alla "casa delle farfalle", che si trova a Milano Marittima.
"Così vedi un pò di farfalle"
La sua felicità ogni volta che lo immergo nel verde e gli presento qualche amico animale è indescrivibile e contagiosa.
Così siamo andati a conoscere le farfalle tropicali di Cervia.

E' un museo naturale dove ci sono tre case: quella delle farfalle, quella degli insetti e quella delle farfalle con insetti. Le ultime due non ho avuto il coraggio di visitarle.
Le farfalle sono enormi e di una bellezza incredibile.
Se state meditando una vacanza estiva con i vostri figli, considerate la riviera romagnola, io un pò sono di parte, ma come comodità e attrezzature, per le famiglie, la zona è davvero imbattibile.
Presto un post più dettagliato, per ora qualche foto della casa delle farfalle:
  









Vestiti H&M
Scarpe Bikkembergs
Casa delle farfalle, Cervia.

La mamma perfetta secondo me. (Ma come fate?)

07 maggio 2013

L'avete vista la serie web sul corriere una mamma imperfetta?


Beh che dire.
Se non fossi mamma lo definirei una caricatura, un'esagerazione.
E invece.

Noi mamme facciamo tre cose contemporaneamente e ci sembra di averle fatte tutte e tre male.
Il tempo è il nostro nemico, il dono dell'obiquità il nostro desiderio.
Nel poco tempo a disposizione riusciamo comunque a tirar fuori un puro e selvaggio autolesionismo: ci confrontiamo con le altre mamme, con quelle che sembrano sempre più organizzate, più tranquille, più curate, più felici di noi.
Come facciano non si sa.

La mamma perfetta è sempre dietro l'angolo, in agguato, di solito è una che conosciamo superficialmente, con cui scambiamo poche parole e sulla quale proiettiamo le nostre insicurezze fantastiche al contrario.
Se non siamo riuscite a portare a termine tutti gli impegni della giornata penseremo che lei sicuramente, con quell'aria serena e rilassata, ce l'ha fatta.
E ci sentiremo sempre più insicure e frustrate.

Alla maggior parte dei maschi, con gli altri papà, questo non succede.

La mia ammirazione, ad esempio, va alle mamme biologiche e a quelle che passano i pomeriggi a fare i lavoretti.
Vi stimo tanto, ma vi invidio anche un pò.

Per i lavoretti attacca e stacca, ritaglia e incolla mi sono creata un alibi perfetto ed è lo stesso che uso per la mia inettitudine nei lavori manuali.
A dieci anni ho avuto un incidente con una porta a vetri che mi è crollata addosso: mi sono tagliuzzata braccia, mani e tendini e questo incidente ha irreversibilmente compromesso l'uso di alcune dita.
Un ottimo alibi.
La realtà è che i lavoretti mi annoiano a morte, che porto mio figlio al parco anche quando c'è la neve e preferisco arrampicarmi con lui sul quadro cinese piuttosto che chiudermi in casa e dover inventare la qualunque con carta riciclata.

Poi mi piacerebbe tanto mettermi lì a cucinare, spadellare per ore, ma finisce sempre che faccio una pasta, una fetta di carne in padella, rovescio una busta di insalata pre-tagliata e pre-lavata, scongelo i minestroni that's amore e ciao.
Robe tristissime.
Prima cucinavo risottini, verdurine sminuzzate saltate con erbe aromatiche e al minimarket passavo ore leggendo gli ingredienti dei prodotti, scegliendo soli quelli naturali. Ora tutto ciò è un vago ricordo, non ho tempo, non ci riesco, non leggo più nessun ingrediente con la convinzione che ciò che non ammazza fortifica e fa anticorpi.

Quando mi appresto ai fornelli il piccolo vuole partecipare a tutte le attività culinarie: si aggrappa al mio fianco destro, vuole mescolare, rovesciare, assaggiare, dar fuoco alla cucina. Quindi ricette complesse ed elaborate addio.
Gli ultimi tentativi si sono rivelati fallimentari, miserabili e forse anche radioattivi.

Quindi il mio prototipo di mamma perfetta, cioè la mia antitesi, cioè come non sarò mai, è quella che ogni giorno sforna manicaretti, torte, sformati, ricama le iniziali su tutte le camicie del figlio, utilizza solo ingredienti naturali, biologici, eco-solidali e a km zero.
Non paga di aver cucinato, che nemmeno il giorno di Natale, passa il resto del suo tempo libero inventandosi, ogni santo giorno, un gioco nuovo con pezzi di carta, stoffa e la qualunque.

Se una di voi è all'ascolto mi può rispondere?
Ma come fate?


Maltrattamenti e abusi sui bambini: una vignetta che può aiutare.

05 maggio 2013


"io mio figlio, finchè non sa parlare non lo mando all'asilo, con quello che succede...."
Ho sentito pronunciare questa frase da molte mamme ed è comprensibile, se non fisiologico, temere i mostri e voler preservare i propri figli dal male.
Però i figli non si possono chiudere in casa o in una campana di vetro - a volte ci avete pensato vero? - non si può essere onnipresenti, bisogna vivere e lasciarli vivere.

Un'altra domanda che ci si pone spesso è come fare a capire quando certi comportamenti sono il segnale di un malessere importante, di un campanello d'allarme per un trauma oppure semplicemente fasi di crescita.

Può essere difficile capirlo, come mi ha raccontato Ilaria.
Ilaria è una mamma che ha dovuto affrontare un dolore estremo e assoluto: suo figlio frequentava l'asilo Cip e Ciop, luogo di maltrattamenti e assurde punizioni da parte di mostri chiamate maestre.
Ilaria ha reagito, ha risposto a questo dolore e senso di impotenza chiedendo giustizia (le maestre sono ancora a piede libero), lottando per ottenerla (in Italia la giustizia é lenta e impervia), battendosi senza mollare mai.
Ilaria dalle macerie ha creato un bellissimo progetto: L'associazione la via dei colori; un'associazione che offre supporto e sostegno ai genitori che sono costretti a vivere lo stesso calvario, senso di impotenza e disorientamento che ha vissuto lei.
La via dei colori ha avviato una nuova e bellissima iniziativa.

Mamme, lavoro e libera professione.

29 aprile 2013

Per questo ponte sono tornata al paesello e ieri sera sono stata a prendere l'aperitivo con due amiche di vecchissima data.
Parlavamo del più e del meno, di lavoro, del governo, della vita.
Loro non hanno figli e io raccontavo, di come è difficile conciliare la vita di una che lavora come libera professionista con l'essere mamma.
Abbiamo quasi litigato.

Faccio una premessa sul mio lavoro.
Se sei una psicologa e decidi di lavorare in proprio, cioè aprirti il tuo studio, i clienti non arrivano dal cielo, ma da una rete di contatti che ti devi creare tra amici, medici, altri liberi professionisti e la qualunque.
Questa rete poi la devi coccolare come una piantina esposta a mille intemperie, soprattutto se vivi in una grande città, dove la concorrenza è tanta e soprattutto spietata.
E da quello che guadagni devi calcolare che:
-50% circa se ne va in tasse,
Di quel 50% che ti resta devi pagare:
-l'affitto dello studio.
-il commercialista.
-la tata che mentre lavori sta con tuo figlio.

Tenendo presente che se ti viene l'influenza non hai malattie pagate, se vai in ferie nemmeno e l'affitto dello studio è sempre e comunque lì da pagare, ne vale la pena?

Genitori si diventa (con un'applicazione)

26 aprile 2013

Il manuale del genitore perfetto non esiste.

Nelle librerie ci sono scaffali e scaffali dedicati all'argomento bambini-educazione: io di libri su come far dormire i neonati ne ho comprati talmente tanti che con quello che ho speso credo di aver contribuito ampiamente all'insegna nuova della Feltrinelli dietro casa.

L'informazione (quindi internet, libri, blog) è un'enorme risorsa e va utilizzata al meglio che secondo me significa ragionarci sopra.
Partire quindi da un'informazione come spunto di riflessione e personalizzarla in base alle diversità di ciascuno.

Essere genitori è una missione e quindi informarsi, leggere e confrontarsi ben venga, ma poi occorre anche il passo un più: nessun vangelo, nessun bianco o nero, nessuna regola fuori dalla quale sei un cattivo genitore, ma una ricerca intelligente della propria dimensione familiare.
A questo proposito ho trovato mollto interessante l'applicazione "GENITORI SI DIVENTA" sviluppata da un gruppo di psicoterapeuti (li conosco bene e sono molto bravi!).
In cosa consiste?

Viene proposta una situazione.
tipo, tuo figlio fa i capricci in pubblico. Cosa fai?
Di seguito quattro opzioni più o meno verosimili.
Tu ne scegli una e dopo la scelta ti appare una schermata con la soluzione migliore, una spiegazione e il perchè le altre andrebbero evitate.

Si può giocare da soli o con il partner.
L'applicazione è sviluppata sotto forma di gioco e diventa quindi un'occasione di scambio e di confronto sui diversi stili educativi. 
L'obiettivo è quello di stimolare il dialogo e la riflessione dei genitori sulle possibili modalità di atteggiamento nei confronti dei propri figli.
All’interno dell’applicazione è inoltre possibile collegarsi ad una lista di esperti, che hanno curato i diversi pacchetti, ai quali è possibile richiedere una consulenza gratuita.



A parte che conosco personalmente chi ha creato il progetto e l'avevo già scaricata prima ancora di diventare mamma, ultimamente l'ho riutilizzata per l'argomento alimentazione e capricci ed è stata davvero molto utile.


Madri che uccidono i figli.

21 aprile 2013

Ancora una volta le cronache nere raccontano di una mamma che uccide la figlia e poi si toglie la vita. Ancora una volta si cerca di dare una spiegazione all'incomprensibile, perchè diciamocelo, l'incomprensibile fa paura e ancora di più una madre che uccide la propria prole.

"Non ce l'aspettavamo" sono le parole dei familiari che accompagnano più spesso queste tragedie.
Io non ci credo che nessuno se l'aspettava, non ci credo che le persone impazziscono dal giorno alla notte e questa frase la trovo più un alibi per difendersi dai sensi di colpa che accompagneranno -per sempre- chi poteva fare qualcosa ed è ancora qui.

Il suicidio presuppone un'elevata dose di aggressività, contro se stessi, ma soprattutto contro gli altri. Perchè il suicidio ha un significato lucido e molto più preciso di un raptus di follia.
Il suicidio è un'uscita di scena che lancia un fortissimo messaggio, un messaggio che non lascia possibilità di replica per chi rimane.
Spesso chi si suicida lo fa in modo da essere trovato dalla persona che vuole colpire, o meglio, alla quale desidera recapitare il suo violento messaggio. 

Perchè una persona si suicida è una domanda troppo ampia per aver avere una risposta definita, ogni persona ha una storia diversa e quindi per ogni caso ci sarà una risposta adeguata alla sua storia familiare e di vita.

Le spiegazioni romantiche e il luoghi comuni per chi si toglie la vita: "era depressa, pensava che la vita non avesse più senso" lasciano il tempo che trovano. Anche perchè le persone non si tolgono la vita nel momento di down, ma nel momento in cui dalla fase più profonda, scura e cupa, risalgono e stanno un pò meglio.

Perchè una madre, in questo gesto estremo, porta con sé i figli? Non lo so di preciso e penso che nessuno possa saperlo con certezza, quello che credo è che spesso i figli siano considerati un prolungamento di sé, una proprietà e va da sé che non possano rimanere qui.

Sei mesi fa avevo scritto un progetto per la provincia di Milano, c'erano dei soldi a disposizione e avevo presentato un progetto per prevenire la depressione post parto.
Non è stato accettato.

Sono convinta che sia importante monitorare le donne a rischio depressione post parto già durante la gravidanza e continuare a sostenerle dopo, a casa, coinvolgendo tutta la famiglia.
Perchè non esiste il soggetto malato, ma un sistema che rende una persona il paziente designato: cioè il portavoce del malessere della famiglia.
La depressione post parto è qualcosa di cui le donne si vergognano e se invece di concentrarsi sul singolo, tutto il sistema venisse coinvolto nel processo terapeutico, ci sarebbe una diffusione e dispersione del significato di malattia, stigma molto pesante per le spalle di una neo mamma.
Tutto ciò per responsabilizzare, non colpevolizzare.

E poi concedere alle madri la possibilità di non essere perfette, di provare stanchezza, rabbia, frustrazione, solitudine, infelicità e voglia di ritagliarsi del tempo per sé. 

Foto della settimana


Sono stata a vedere la mostra "The little black Jacket" di Karl Lagerfeld con le momsontherun . Bellissima davvero, se siete a Milano non perdetevela.

Thiago ha raccolto margherite per una bimba conosciuta al parco.

Abbiamo provato un asilo nuovo e mi è piaciuto (a lui un pò meno)

Ho camminato tanto

Tutta la verità sul parto-taglio cesareo.

20 aprile 2013

Le cinquanta sfumature di mamma hanno lanciato una bellissima iniziativa per la festa della mamma: raccontare tutta la verità sulla maternità.
Sulla pagina facebook Comitato Liberazione Mamma troverete tutti i racconti delle mamme blogger.

Io voglio parlare del taglio cesareo, che conosco personalmente, perchè è così che ho partorito.
Qui avevo raccontato il mio parto, ma non ero scesa in dettagli sul cesareo.

Si pensa che partorire con cesareo sia indolore, non è proprio così.
Ma proprio per niente.
Se volete partorire senza dolore, il taglio cesareo non fa per voi.
Sicuramente al momento della nascita non sentirete nulla, sarete anestetizzate dalla pancia in giù e l'unica sensazione sarà quella dei medici che trafficano nelle vostre budella: sensazione strana e fastidiosa, un pò come quando andate dal dentista a togliere il dente del giudizio.
Il problema del cesareo è il dopo.




Sembrava fossi alla guida di un camion piuttosto che di un passeggino

Dovrete stare per un giorno intero a letto, dovrete muovervi il meno possibile, avrete un comodo catetere infilato lì e una flebo di morfina attaccata al braccio (Dio benedica la morfina).
Io tra l'euforia della nascita e l'effetto morfina telefonavo a tutti gli amici entusiasta del parto dicendo che era stato bellissimo, non ero molto attendibile eh.

Il giorno dopo, appena vi faranno alzare, vi toglieranno il catetere e la morfina (sigh), vi manderanno a fare pipì: il primo movimento che farete per scendere dal letto sarà allucinante e penserete "non tornerò mai più come prima".
Ricordo la sensazione di "strappo" quando il mio piede, per scendere dal letto, ha toccato il suolo accompagnato dall'involontaria spinta degli addominali.
Aiuto.
La sensazione era quella di essere spezzate in due, una coltellata in pancia ad ogni passo.
"Non camminerò mai più come prima." pensavo.
Ho anche realizzato quanto vengono usati gli addominali: bastava un colpo di tosse o una risata e avevo l'impressione che la pancia e l'utero stessero per saltare in aria.

Tutto passa però e incredibilmente ogni giorno starete un pò meglio.
Io ho avuto un decorso abbastanza veloce, dopo dieci giorni era tutto come prima, a parte una sensazione di indolenzimento alla pancia tipo da acido lattico.
Però conosco donne che si sono riprese dopo un mese dal cesareo e se la sono passata molto peggio di me.
Ho conosciuto anche donne cesarizzate dire di non aver sentito nulla né prima né dopo.
Non credetegli, sono come quelle che i figli dormono tutta la notte da sempre.

Il taglio cesareo non è un parto di serie B, ma è una gran scocciatura.
Prendersi cura di una creatura e avvertire dolore ad ogni movimento non è il massimo, rende tutto più difficile.
Mi ricordo momenti di totale sconforto: dovevo occuparmi del nuovo arrivato e l'unica cosa di cui sentivo il bisogno era qualcuno che si occupasse di me e tanto riposo. (Ahahahah riposo.)
La ferita andava medicata ogni giorno e a me faceva talmente impressione che ci pensava il maschio alfa a disinfettare e cambiare la garza: se era per me lasciavo andare in cancrena la pancia e tutto il resto.
Quel taglio era orrendo, non riuscivo a guardarlo!
Lui è stato davvero bravo: medicava il cordone ombelicale del piccolo e ha tolto anche i punti del mio taglio.

Se dovessi fare uscire dal mio corpo un altro bambino riproverei con un parto naturale, ma se non dovesse andare non ne farei di certo una malattia.

Questo post è per tutte quelle mamma che hanno sofferto per avuto un parto cesareo, per quelle che si sono sentite di serie B e per chi si è sentito dire "ma tanto tu hai partorito con cesareo, non sai cosa vuol dire veramente partorire/ sei stata fortunata". Fortunata di cosa?
Le mamme che si sono sentite in colpa, incapaci, incomplete, che la loro maternità è partita male perchè non riuscivano a chiudere il cerchio ed accettare l'intervento come epilogo ed inizio, questo post è per loro.

Essere mamme non c'entra nulla con la via di uscita del pargolo.





Consigli di bellezza. Per la pelle, per il corpo e per l'umore.

17 aprile 2013

Pare che primavera faccia rima con dieta, "non ho niente da mettermi" e "oh che colorito verde che ho".
Bastano due raggi di sole in più e ci accorgiamo che il viso e' pieno di punti neri e la pelle delle gambe non è proprio tonica.
Coccolarsi e viziarsi fa bene al corpo e all'umore, ma per non spendere un capitale ecco qualche idea:

- Il miglior rimedio per idratare la pelle del corpo è l'olio di mandorle, meglio ancora quello di Argan. L'avete mai provato?

- Per cellulite e ritenzione idrica la crema Body Creator da risultati garantiti, io ogni anno la compro e già dopo la prima confezione la differenza si vede, in più non ha quell'odore tremendo che hanno tutte le creme anti cellulite, anzi. L'alternativa è Somatoline oppure le creme di Alga Guam. Tutte le altre creme lasciatele dove sono, non servono a niente.

-  Ho sentito molto parlare delle BB creme e quest'anno le provo.

- Uno scrub profumato da fare sotto la doccia, quelli di Sephora sono buoni e non costano molto.

- H&M ha creato una linea di abiti in tessuti ecologici (sono molto belli da vedere, meno da toccare)

- Vestirsi a righe. Maglie, pantaloni, giacche. Mi raccomando, sempre orizzontali per jeans e pantaloni, che snelliscono.

- Un rossetto rosso Kiko.




Un'idea carina per il guardaroba è la camicia di jeans abbinata sui jeans con una giacca, magari elegante.
Tipo così:



- Camicia di Jeans più boyfriend Jeans (ossia jeans un pò larghi) di due tonalità diverse.

- Il taglio di capelli di Candela: semplice e pari.

- La borsa e le scarpe Miu Miu.

- La versione economica di Zara bianche e nere.

- La giacca militare. 

Un suggerimento: chi ama lo shopping on line può utilizzare cuponation: è un portale che offre codici sconto sull'acquisto di diversi brand tipo Prenatal, Braccialini, Zara, Italo Treno, Zalando e molti altri: ve lo segnalo perchè risparmiare un pò in questo periodo credo non dispiaccia a nessuno.


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