L’ obesità è causata da una discrepanza cronica tra l’energia calorica assunta e
quella consumata.

Nello specifico, viene assunto cibo in eccesso rispetto a quanto richiesto dal metabolismo corporeo, causando così un aumento dell’indice di massa corporea (BMI) (Shloim et al.,2015). Questo squilibrio cronico è influenzato dall’interazione tra geni e ambiente (Hetherington & Cecil, 2010). Numerosi studi hanno stabilito che ad influenzare lo sviluppo dell’ obesità interagiscono fattori quali: fattori genetici, lo status socio-economico, l’esercizio fisico, i comportamenti sedentari ed il sonno (Hetherington & Cecil, 2010; Craigie, et al, 2011; Hart, et al., 2011; Wang, et al., 2011; Ho et al., 2012; Magee & Hale, 2012).

La commissione ECHO (Ending Childhood Obesity) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stilato un rapporto nel 2016, nel quale si evidenzia che: 41 milioni di bambini sotto i 5 anni sono in sovrappeso e obesi. Da tale rapporto risulta che in Europa 1 bambino su 3 sia sovrappeso e nello specifico in Italia, si è evidenziato un aumento di quasi 3 volte della percentuale di bambini e adolescenti obesi dal 1975 al 2016. Questi dati non sono molto rassicuranti.

L’obesità ha un’origine multifattoriale e, come tale, è il risultato di diverse cause, più o meno evidenti, che interagiscono tra loro.

Quello che emerge da studi e ricerche è che quando c’è un bambino con problemi di obesità, escluse le cause mediche, le motivazioni vanno ricercate nelle dinamiche familiari. 

Ma come si promuove un buon rapporto con il cibo? Si comincia dalla tavola, dalle buone abitudini, ma anche dalle interazioni familiari e dai significati che si danno al cibo. 

Il cibo è nutrimento ma è anche relazione.

Pensate all’allattamento, sia al seno che artificiale: è il momento del pasto del neonato, ma è anche contatto fisico, scambio di sguardi e interazioni. 

E’ il primo momento relazionale con la mamma (o il papà). 

Quando si cresce il momento del pasto è condivisione: solitamente si pranza o si cena con mamma e papà. 

In tavola oltre al cibo si portano conversazioni, regole, tensioni o silenzi. 

Cucinare è anche un gesto di cura, di amore. 

E quindi attraverso il cibo non passa solo il nutrimento, ma tanti significati, diversi a seconda della cultura e delle dinamiche che ci sono in quella famiglia. 

Il cibo assume significati che iniziano a costruirsi all’interno della famiglia in tenerissima età e per avere un rapporto con il cibo sano è importante che i genitori, oltre ad avere un regime alimentare vario ed equilibrato, tengano conto anche degli aspetti psicologici. 

Un sito interessante su questo argomento è alimentazionebambini , che esprime l’impegno di Coop sulla corretta alimentazione e la lotta alla obesità infantile. Questo progetto che Coop porta ormai avanti da oltre 10 anni, è curato da un comitato di pediatri e nutrizionisti esperti dell’infanzia facenti parte delle società scientifiche più importanti e attive sul fronte dell’obesità: la ECOG (European Childhood Obesity Group) e la SIO (Società Italiana dell’Obesità).

Sul sito ci sono tanti stimoli e informazioni utili: consigli degli esperti su vari temi come l’alimentazione, lo svezzamento, l’educazione, la psicologia infantile… guide mediche di primo soccorso pediatrico, laboratori, giochi ed anche tante ricette suddivise per fasce d’età.

Come promuovere una sana alimentazione: 

Mi sembra scontato dire che sia importante proporre in tavola cibi sani, vari e avere una dieta equilibrata. 

E’ anche importante fare attenzione agli snack e alle merende fuori pasto. Evitare bevande gassate e zuccherate. 

E ovviamente promuovere l’attività fisica. 

Sicuramente, un genitore che da il buon esempio, con le suddette indicazioni, è già a metà dell’opera.  

Diciamo che fin da piccoli è importante educare i bambini a una sana e corretta alimentazione con uno stile di vita corretto e buone abitudini alimentari. 

Per insegnare ai bambini un buon rapporto con il cibo è importante anche tenere in conto dei significati che si danno al cibo. 

Come abbiamo detto il cibo non è solo nutrimento, ma anche relazione e a volte alla base di un cattivo rapporto con il cibo ci sono significati errati.    

TENSIONI A TAVOLA: 

Quando la tavola smette di essere un luogo di incontro e diventa un luogo di scontro e conflitto. 

Come si puo’ far apprezzare il cibo se ogni volta che ci sediamo a tavola ci sono discussioni e liti? Insomma come possiamo pretendere che i bambini mangino serenamente se noi genitori siamo lì sempre pronti a sgridarli e alzare la voce se non stanno composti, se si sporcano, se non mangiano tutto? 

Sarebbe uno stress per chiunque. 

USARE IL CIBO COME STRUMENTO DI RICATTO EMOTIVO. 

“Dai finisci tutto quello che hai nel piatto! Così mamma è felice” 

“Se finisci le verdure ti do il dolce”

Il cibo diventa un mezzo di ricatto. E questo insegna ai bambini che possono usarlo come strumento di contrattazione. 

Magari lì per lì il bambino si rassegna e mangia, ma si risolve un piccolo problema (finire quello che c’è nel piatto) e se ne crea uno maggiore (rapporto distorto con il cibo). 

Rifletteteci. 

USARE IL CIBO COME CONSOLAZIONE 

Quando il bambino è annoiato o fa i capricci, i genitori, propongono del cibo come calmante o consolazione. 

Questo stratagemma di solito viene usato con i bambini piccolissimi.  

Alcuni genitori sono più propensi a consolare i figli con il cibo, piuttosto che fare attenzione ad indizi che indichino la sazietà del bambino (Stifter et al., 2011). Questo meccanismo aumenta la probabilità di sviluppare il mangiare di tipo emotivo. 

In più, si è notato proporre cibo con lo scopo di consolare il bambino aumenta, negli anni successivi, il mangiare come risposta ad emozioni piuttosto che a fame, causando una minore capacità di autoregolarsi durante i pasti. 

Tutto questo contribuisce allo sviluppo precoce e duraturo dell’obesità (Anzman-Frasca et al., 2012).

Per educare un bambino a un rapporto sano ed equilibrato con il cibo è importante avere buone abitudini alimentari (che noi genitori dobbiamo osservare e rispettare per primi, dando il buon esempio) e fare attenzione ai significati che assume il cibo nella nostra famiglia. 

Particolarmente utile, oltre alle ricette che spaziano da primi, secondi, contorni e creative idee per merenda e colazione, è la sezione Alimentazione corretta del sito che vi consiglio di visitare perché ricca di informazioni utili.

Ad esempio, troverete la Piramide Alimentare elaborata in occasione della III Conferenza internazionale del CIISCAM (Centro Interuniversitario Internazionale di Studi sulle Culture Alimentari Mediterranee).

*Post in collaborazione con Crescendo Coop