I bambini anticipatari a scuola: pro e contro

I bambini che compiono 6 anni dopo il 31 dicembre ed entro il 30 aprile, possono tranquillamente essere iscritti alla scuola primaria, ma tanti genitori si chiedono se sia giusto o meno anticipare l’ingresso a scuola.

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Il passaggio anticipato dalla scuola dell’infanzia a quella primaria è spesso sconsigliato dagli insegnanti, tuttavia alcuni pediatri non sono d’accordo.

Tutto dipende, infatti, dalla “maturità” del bambino.

La scelta va ponderata bene, anche perché un cattivo inizio può essere talmente faticoso scoraggiare il piacere dell’imparare.

Nella scuola inglese, che frequentano i miei figli, si inizia a leggere e scrivere praticamente a cinque anni. Quindi io non credo che la difficoltà sia nell’imparare a leggere e a scrivere per un bambino di cinque anni (con il metodo montessori alcuni bambini, riescono a riconoscere le lettere già a quattro anni) ma dalla fatica nello stare dietro ai compagni, che avendo un anno in più sono ovviamente più avanti.

Cosa bisogna valutare per mandare un bambino a scuola un anno prima?

Secondo gli esperti, nel valutare l’ingresso anticipato tra i banchi di scuola vanno presi in considerazioni vari aspetti, in primis il lessico.

In sostanza il bambino deve sapersi esprimere senza balbettare e in modo quasi normale.

Inoltre, deve saper riconoscere i colori almeno 2 su 3; deve riuscire a prendere una palla al volo almeno in 2 casi su 3 (quindi avere capacità motorie) e deve saper disegnare un uomo in 3 parti definite, con testa, tronco e gambe. Se un bambino rispetta questi requisiti può andare a scuola anche a 5 anni.

Da non sottovalutare poi il tipo di scuola e di didattica. Ci sono, infatti, insegnanti più esigenti e altri che accompagnano gradualmente gli alunni alla lettura e alla scrittura. Secondo gli esperti, ad ogni modo, l’ideale e confrontarsi con il pediatra, il cui parere, in caso di dubbi, è più attendibile di quello di un insegnante.

È chiaro che chi va a scuola prima finisce prima, ma nella scelta non bisogna farsi fuorviare dalle proprie aspirazioni, altrimenti si rischia di prevaricare sulle reali esigenze dei figli.

 

Pochi mesi di differenza, è il caso di dirlo, a quell’età possono fare davvero la differenza.

 

2018-09-26T23:33:16+00:00

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