Come sviluppare l’intelligenza emotiva nei bambini

Intelligenza emotiva, che cos’è?

Secondo lo psicologo americano Goleman – il primo ad averne parlato –  l’intelligenza emotiva è una forma particolare di intelligenza legata all’uso corretto delle emozioni per riuscire ad affrontare meglio la vita.

Le emozioni, infatti, hanno una forza davvero dirompente e possono ostacolarci nel raggiungimento dei nostri obiettivi, ad esempio impedendoci di decidere lucidamente o paralizzando la nostra capacità di agire. Se adeguatamente gestite, però, le emozioni possono aiutare a relazionarsi meglio con gli altri, a vivere i rapporti in modo sano, a raggiungere maggiori risultati al lavoro, insomma, a vivere una vita piena e soddisfacente.

intelligenza-emotiva

Goleman ha suggerito che l’intelligenza emotiva è caratterizzata da 5 competenze emotive:

  • Consapevolezza: questa è la competenza principale dell’intelligenza emotiva. Essere consapevoli significa riconoscere la relazione tra ciò che si prova e l’effetto che tali emozioni possono avere sui propri comportamenti.
  • Autocontrollo: è la capacità di regolare e gestire le proprie emozioni. Chi possiede buone capacità di autocontrollo è in grado di adattarsi bene ai cambiamenti, di gestire i conflitti e stemperare le tensioni. Essere capaci di controllare il proprio stato emotivo aiuta non prendere decisioni affrettate e salvarsi da comportamenti di cui in futuro ci si potrebbe pentire.
  • Motivazione: le persone emotivamente intelligenti sanno come motivarsi per raggiungere i loro obiettivi e sono in grado anche di ispirare gli altri.
  • Empatia: è la capacità non solo di riconoscere gli stati emotivi degli altri (assumendone il punto di vista e cogliendo i messaggi non verbali), ma anche di dare una risposta a queste informazioni.
  • Abilità sociali: è la capacità di saper interagire con gli altri, costruendo relazioni di qualità. Le persone emotivamente intelligenti sanno far sentire a proprio agio gli altri interessandosi a loro e dandogli completa attenzione.

Intelligenza emotiva nei bambini:

Secondo molti esperti l’intelligenza emotiva non è innata, ma si può imparare. Come si può insegnare ai bambini a gestire le emozioni? John Gottman, autore di “Intelligenza emotiva per un figlio”, ha messo a punto una guida per aiutare i genitori a diventare dei bravi allenatori emotivi per i loro figli.

Gottman sostiene che un genitore deve saper accettare le emozioni negative dei figli, ma non i comportamenti, che sono sbagliati vanno corretti. Questo significa che il genitore deve sempre mettersi nei panni del figlio, gestendo i momenti di crisi con più pazienza, ascoltando tutti i sentimenti del bambino senza minimizzare o deriderlo.

Nella sua guida Gottman spiega come diventare buon allenatori emotivi in 5 passi:

Capire se dietro il comportamento sbagliato c’è un disagio: quando un bambino fa i capricci, piange, è rabbioso o spaventato, il genitore deve sforzarsi di immedesimarsi in lui e capire cosa può aver scatenato quest’emozione.

Considerare il momento di crisi del bambino come un’occasione di crescita: anziché innervosirsi quando il bambino è noioso o rabbioso, il genitore deve pensare a questo momento come un’opportunità per allenare il proprio figlio emotivamente, senza mai ignorare o sminuire le emozioni negative. I bambini, infatti, hanno un profondo bisogno di imparare a capire quello che provano sentendoselo dire dai genitori. È importante, inoltre, che un genitore sia in grado di risolvere i problemi insieme al bambino prima che scoppino.

Ascoltare i sentimenti del bambino senza giudicare o dare soluzioni: quando il bambino vive un momento di crisi il genitore deve sforzarsi di capire quello che prova, evitando critiche e mostrandosi rilassato, ma senza fornire soluzioni.

Aiutare il bambino a trovare le parole per definire le emozioni che prova: aiutare i figli a dare un nome alle emozioni che stanno provando è fondamentale, perché può aiutarli a trasformare una sensazione sgradevole e amorfa in qualcosa di definibile, con confini ben precisi.

Porre dei paletti ai comportamenti sbagliati e aiutare il bambino a trovare la soluzione al problema da solo: è compito dei genitori porre dei limiti a capricci e atteggiamenti scorretti, ma senza mai ledere la dignità del bambino. Ad esempio: “Sei arrabbiato perché la tua amica ti ha preso la bambola, anch’io sarei infuriato, ma non va bene che la picchi. Cosa potresti fare invece?”. Per aiutare un bambino a trovare da solo la soluzione al problema che l’affligge è importante chiedergli che cosa vorrebbe, incoraggiandolo a generare in autonomia le sue idee.

2018-09-26T23:33:16+00:00

2 Comments

  1. Elisabetta 28/06/2018 at 12:13 - Reply

    Ciao Elena,
    l’intelligenza emotiva è un argomento davvero interessante e trovo che esserne consapevoli può aiutarci a gestire tantissime situazioni con i nostri figli! A me personalmente ha aiutato molto a gestire la rabbia di mio figlio, l’immedesimazione con lui e con la situazione che l’aveva generata è stato il fattore chiave che mi ha permesso di sentirmi in connessione con lui nei momenti di crisi e pian piano ha dato il via a un processo di crescita che oggi mi commuove!
    Ciao
    LizzyEliBetta

    • Elena 02/07/2018 at 11:18 - Reply

      Ciao Elisabetta, grazie per il tuo commento, è importantissima l’intelligenza emotiva.

      ciaooo

Leave A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.