Educare e crescere figli maschi

Credo che le donne abbiano fatto molti passi avanti negli ultimi anni, in fatto di parità. Non siamo alla parità completa (sulla carta abbastanza, ma non nella pratica) e perché questo avvenga  servono gli uomini: i loro passi avanti, i loro cambiamenti. Perché uomini e donne devono “camminare insieme”, nella stessa direzione.

Educare e crescere figli maschi:

Una cosa che mi piacerebbe insegnare (insegnare poi… i genitori hanno anche la pretesa di insegnare!) ai miei figli è riconoscere e accogliere il loro lato femminile.

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Ho conosciuto maschi che vivevano male alcuni loro stati d’animo o modi di essere, perché associati al femminile. Perché i loro genitori, in qualche modo, gli avevano insegnato che essere o sentirsi così, non andava bene. Perché loro erano maschi e dovevano fare i maschi e non c’era spazio per altro. Questa loro insicurezza, insofferenza, frustrazione si manifestava in diversi aspetti della loro vita. Nelle relazioni, sul lavoro, con gli amici.

Tutti abbiamo un lato maschile e femminile. Uno dei primi a parlarne è stato Jung nelle sue teorie sugli archetipi. Dai tempi di Jung il mondo si è evoluto e soprattutto il ruolo dell’uomo e della donna sono cambiati. Per fortuna.

Semplifico molto la questione, ma respingere la parte femminile ed emotiva in un uomo è dannoso. Per tutti.

Educare e crescere figli maschi:

  • I pregiudizi pongono solo dei limiti: Ad esempio dire che questo (gioco, sport, lavoro) è da maschio o da femmina non solo è politicamente scorretto ma preclude l’opportunità e la possibilità a una persona di realizzarsi nella vita. Ne ho sentiti tanti che avrebbero voluto fare cose – lavoro, sport, hobby – che non ritenevano adatti a un uomo. Ne hanno fatti altri, sentendosi poi  frustrati, insoddisfatti, falliti perché non era la loro strada. Cosa sarebbe stato meglio?
  • I ruoli più sono rigidi più creano fratture: si parla tanto di parità, cioè dell’uomo che aiuta in casa e nella gestione dei figli. E va benissimo. Ma anche frasi come “non ti fare sottomettere da una donna” “tua moglie guadagna più di te” – che non riguardano la divisione dei compiti familiari ma sottolineano una gerarchia – per me sono ancora peggio di una lavatrice in più o in meno. Insomma il comando non è maschile o femminile, il comando è di chi sa dove bisogna andare.
  • Riconoscere le proprie emozioni. Si chiama intelligenza emotiva. A volte questa cosa è più difficile con i maschi perché alcune emozioni sono considerate femminili. Non puoi piangere, non devi aver paura, sei un maschio! In realtà riconoscere le proprie emozioni e quelle degli altri non solo è la base per ogni rapporto sociale, ma è anche fondamentale  per la riuscita in qualsiasi ambito della vita.

 

2018-09-26T23:33:17+00:00

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