La vita che non ho scelto

Ogni volta che torno in Italia vedo la vita che non ho scelto: la vedo attraverso le vite degli altri, di chi è rimasto.

E penso a come sarebbe la mia di vita se fossi rimasta qua.

ibiza

 

Penso che sarebbe tutto più facile con l’aiuto dei nonni, sempre presenti – che forse dopo un po’ diventerebbero pure invadenti.

Penso che mi sentirei meno sola, meno stanca, meno sopraffatta.

Penso anche che mi sentirei più semplice. Perché andandotene altrove non è che trovi risposte, ti arrivano solo più domande.

Se vivessi ancora qui, sicuramente, avrei quella voglia di evadere che hanno tutte le persone che non hanno mai vissuto altrove, quelli che si lamentano tanto della loro vita, di come tutto sia sempre uguale a se stesso ma non fanno nulla per cambiare, perché in fondo gli va bene così.

Ogni volta che torno a casa vedo quello che mi manca, ovunque vada: una casa che non sia di passaggio, le radici, gli amici da una vita e la piadina.
Ma vedo anche quello da cui sono scappata: un posto che si evolve molto lentamente, che fa resistenza al cambiamento, prima ancora con la mentalità che con le infrastrutture.

(Sia chiaro, rimanere sempre in un posto non è che sia una cosa sbagliata: chi ha forti radici, come gli alberi, è più stabile. Ma non si muove.)

Poi, come ogni volta, arriva il momento di partire.

Di tornare in una città, paese, isola, che ora è casa, ma che non ha visto i miei natali, non costudisce i miei affetti, ma detiene il mio futuro. Quello (forse) migliore per i miei figli,  ma più difficile per me.

La settimana che precede la partenza è la peggiore. Un po’ per l’organizzazione: devo fare un numero di valige che tende all’infinito selezionando vestiti, scarpe, giochi, cose da portare e cose da lasciare.

I ricordi no, quelli vengono con me. E sono dei bastardi perché si ripropongono nei momenti più impensati, come la pizza con le cipolle, e generano nostalgia, tristezza, scazzo.

E poi c’è il distacco, forzato, obbligato, innaturale, dai tuoi cari. Che è un po’ come mettere insieme la sindrome premestruale, il dolore di un gatto castrato e la frustrazione dell’Italia, che ai mondiali sbaglia i rigori.
Tutto poi passa, basta abituarsi.
La distanza a volte consente di sapere che cosa vale la pena tenere e che cosa vale la pena lasciare andare.
(Lana Del Rey)
2018-09-26T23:33:25+00:00

One Comment

  1. Concetta 27/09/2017 at 14:47 - Reply

    Ciao Elena, sarò a Ibiza il 13 -14 ottobre sto valutando di trasferirmi sull’isola 6 /7mesi l’anno per lavoro, vorrei chiederti qualche consiglio.. mi piacerebbe incontrarti se sei disponibile in quei gg..volevo farti i complimenti per il post “la vita che non ho scelto” sembra scritto su di me 🙂 un abbraccio!

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