Quando dico che vivo a Ibiza, tutti mi dicono “Ah, Ibiza, beata te!” oppure iniziano le solite frasi sull’espatrio, dove – soprattutto chi vive e ha sempre vissuto in Italia – pensa che uscendo dal bel Paese i problemi spariscano e tutto sia più facile.

In realtà vi dico una cosa. Crescere un figlio all’estero è più difficile. E voglio pure sbilanciarmi: è più difficile per la mamma che per il papà.

Certo, crescere un bambino all’estero ha anche i suoi vantaggi, prima di tutto per i bambini (crescono bambini bilingue) e in seconda battuta per gli adulti. Ma come ho già detto, è più faticoso.

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La maggior parte degli espatri avviene per il lavoro del padre. Quindi spesso la mamma si trova a casa, senza lavoro. Bello no?

Sicuramente avere tutto il tempo che si desidera può essere piacevole, ma inizialmente trovarsi in “un altro mondo”, con altre abitudini e un’altra lingua può essere soprattutto alienante. Senza considerare la sensazione di sradicamento che si prova inizialmente durante un espatrio.

Queste sensazioni fortunatamente sono passeggere, ma è normale provarle.

La coppia è il perno. E viene messa a dura prova.

La coppia è il centro del mondo per gli espatriati. Perché soprattutto i primi tempi non ci sono colleghi con cui pranzare, amiche con cui prendere l’aperitivo, genitori da cui andare a pranzo la domenica.

La coppia è tutto. Il partner diventa il migliore amico, la spalla su cui appoggiarsi, la persona con cui condividere gioie e dolori.

Occorre molta complicità, fiducia e rispetto per resistere a un espatrio. Rispetto per il lavoro dell’altro, anche quando questo lavoro è stare a casa a curare i bambini.

Non si hanno aiuti.

Si dice che per crescere un bambino occorrerebbe un villaggio. Beh, quando espatriate sarà già tanto se sarete in due. Potreste persino rimpiangere vostra suocera.

C’è una buona notizia: tutte queste difficoltà si possono certamente superare. Anche in questo caso una buona complicità con il partner rende tutto più facile.

I lati positivi dell’espatrio:

Si imparano cose nuove e si superano le proprie paure: io ho imparato a parlare in Spagnolo, ho imparato un nuovo lavoro, ho conosciuto un nuovo modo di vivere. Diverso rispetto a Milano o alla Romagna. Né migliore né peggiore: semplicemente diverso.

Ma soprattutto ho superato la paura di perdermi.

Non mi sono mai persa così tante volte da quando vivo a Ibiza. Molte strade non hanno un nome, e tante case sono in degli sterrati che non sono nemmeno presenti nel Google map.

Nella mia vita precedente, quando mi perdevo in auto venivo presa da un’ondata di terrore. Ora ci ho fatto l’abitudine: se ti perdi poi ti ritrovi sempre e i posti più belli sono spesso nascosti e difficili da raggiungere.

Le difficoltà o non si affrontano o si superano (con un po’ di fatica) e una volta superate si migliora. Anche a come guidatori.