Rapporto tra fratelli: come possiamo influenzarlo positivamente?

Rapporto tra fratelli: non si sceglie né si apprende

Il rapporto tra fratelli è unico, non si sceglie né si apprende, ma può essere molto influenzato e costruito dall’ambiente circostante.

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Il rapporto tra fratelli perfetto non esiste. E’ importante ricordarlo perché ci sono sempre molte aspettative da parte dei genitori su questa relazione così vicina, imprescindibile e piena di sfumature.

Ciò che ho capito sul rapporto tra fratelli in questo periodo:

– non pretendere un rapporto lineare

Non pretendere la perfezione e il reciproco amore incondizionato, non pretendere che giochino sempre insieme, che il grande condivida tutti i suoi giochi con il piccolo e che lo ami senza se e senza ma. Quello tra fratelli è un rapporto vero e come tale avrà mille sfaccettature compresa la gelosia, la competizione e altri sentimenti non proprio amorevoli.

– intervenire il meno possibile nei litigi

Ovviamente se il litigio diventa pericoloso per l’incolumità di qualcuno sì, ma nella relazione fraterna è normale è giusto che i figli sperimentino competizione, rivalità e qualche litigio. Intervenendo eccessivamente si toglie ai fratelli la possibilità di imparare a gestire i conflitti in autonomia.

– non rinchiudere i figli in un ruolo

Senza accorgercene, all’interno della famiglia si attribuiscono dei ruoli, più o meno dinamici. Ad esempio. Dove c’è un figlio che piange sempre ce ne sarà un altro che non piange mai. Dove c’è un figlio determinato ce ne sarà un altro che non lo è. E’ importante che i genitori evitino, rimarcando di continuo, di far diventare alcuni tratti del carattere dei propri figli delle etichette che non possono togliersi.

I genitori dovrebbero lasciare ai figli la possibilità di essere tante cose. È difficile, ma importante perché i ruoli quando si cristallizzano rischiano di produrre patologie.

Comunque lo so, la teoria è molto più semplice della pratica.

Bibliografia: 

– Fratelli & sorelle. Hänsel e Gretel o Caino e Abele? di Salvatore Capodieci

– Famiglia: un’avventura da condividere. Valutazione familiare e terapia sistemica di Salvador MinuchinMichael P. NicholsWai-Yung Lee

– Storie permesse, storie proibite di Valeria Ugazio

2018-09-26T23:33:28+00:00

4 Comments

  1. baby1979 06/04/2015 at 15:34 - Reply

    Quanto hai ragione! Io ero quella che doveva mettere a frutto la propria laurea nel campo scelto, non come mia sorella che invece si era accontentata di un altro lavoro pur di non rischiare…e adesso sono qui, a 7000 miglia da casa, a chiedermi ancora se questo lavoro e’ proprio quello che sognavo di fare o se ho semplicemente fatto miei i sogni di qualcun altro.

    • Elena J 06/04/2015 at 15:40 - Reply

      Eh. Capisco, ma si è sempre in tempo per permettersi di vivere i propri sogni (o parte di essi)

  2. veronica 07/04/2015 at 11:04 - Reply

    non intervenire nei litigi direiche è fondamentale mano sempre riesce…. perchè poi le litigate aiutano a delineare il carattere di ognuno..
    cmq tra fratelli c’è un legame particolare che fasorridere
    veronica

  3. Mimma 07/04/2015 at 18:26 - Reply

    Quanto hai ragione ! Ricordo che io ero la sorella brava a scuola e mia sorella da cui ci dividono solo 18 mesi è un anno di classe no. Ricordo i colloquio in cui tutti facevano paragoni . E a me spiaceva . Ricordo che dicevo sempre che ai miei figli non avrei fatto frequentare stesse sezioni ! Ed ero una bambina e per di più quella che veniva fuori bene da Qs terribili ruoli ! Quanto hai ragione . Ma le etichette esistono sempre e in pratica è facile caderci! Ma hai proprio ragione !

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