C’è davvero parità tra madri e padri?

 

Congedo parentale. C’è davvero parità tra madri e padri? Secondo me no. Ma è proprio per questo che i papà sono necessari. Da subito.

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La legge sul congedo parentale prevede 2 giorni obbligatori per il padre. In Europa, siamo il fanalino di coda. Come dire: i figli deve crescerli la mamma.   

Le differenze biologiche tra maternità e paternità esistono. Che i padri non vivano la gestazione e non partoriscano è un dato di fatto.

E’ la mamma che porta in grembo il bambino, che lo partorisce e lo allatta (quando c’è il latte): grazie a questo, la madre sviluppa un rapporto speciale e simbiotico con i propri figli.

Ma un figlio non è affare solo della mamma.

I padri, nel loro ruolo, partono un po’ in svantaggio e a volte in questo svantaggio ci si crogiolano per troppo tempo.

Il legame tra madre e figlio, i papà lo vivono – anche se con molta partecipazione –  inevitabilmente da spettatori. Alcuni sono così empatici da avere gli stessi sintomi della gravidanza, altri non capiscono proprio, altri ancora si sentono esclusi da un legame così speciale.

Ed e’ proprio per questo che è necessario il padre, fin dalla nascita.

I papà partono leggermente in svantaggio, ma da subito sono complementari.

Perché là, dove tra madre e figlio c’è un rapporto simbiotico, il padre è quello che apre le porte al mondo. Ad altro.

Il padre aggiunge creatività al rapporto madre e figlio: apparentemnte perfetto ma anche molto limitante.

Il padre  deve fare spazio. Deve farsi spazio.

Massimo Recalcati nel suo libro, “il complesso di Telemaco”, scrive su come il padre debba farsi strumento di rottura tra madre e bambino perché questi due, da soli, non restino una cosa sola, ma proseguano il loro sviluppo come individui separati e diversi.

Il padre è il simbolo di spazio e di ponte tra madre e figlio.

Dicono che per crescere un bambino occorrerebbe un villaggio. A volte basterebbero due genitori (e un po’ di giorni di congedo parentale in più).

 

 

2018-09-26T23:33:27+00:00

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