La vita da mamma è un po’ come un’esercitazione militare.

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Sempre all’erta, anche di notte:

La vita da mamma assomiglia ad un’esercitazione militare perché sei sempre all’erta. Anche mentre sei nella fase più profonda del sonno qualcuno ti sveglia. Sei confusa, vorresti dormire, non capisci nemmeno quale figlio ti stia chiamando, non capisci se tu stia sognando, che ore siano, chi tu sia. Eppure ti alzi.

Signorsì e sull’attenti, porti a termine la missione: tipo recuperare un ciuccio perso o rassicurare da un brutto sogno.

Dopo la missione hai due possibilità: o svenire nel letto di qualche figlio ripiegata su te stessa e svegliarti il giorno dopo con un attacco di cervicale. Oppure arrivare al tuo talamo. Se ci riesci hai molte probabilità di svegliarti completamente e non riaddormentarti più.

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La casa, il campo minato:

Quello che un tempo era un comune salotto ora è un campo minato pieno di insidie. Residui di cibo che rendono il pavimento scivoloso, giochi che ti costringono ad un percorso ad ostacoli. Lego mimetizzati con i tappeti che rischiano di conficcarsi nei tuoi piedi o farti scivolare come una buccia di banana.

La tua casa è stata definitivamente occupata.

L’attacco dal cielo:

Quando meno te lo aspetti tuo figlio sale sullo schienale del divano e poi si butta con un doppio carpiato sulla tua cervicale, abbracciandoti e rischiando di fratturarti la schiena. Ma è una dimostrazione d’affetto.

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L’addestramento all’aperto:

Perché portare i bambini all’aria aperta fa bene, quindi tu ce li porti. Ma non fa bene alla tua cervicale. 

ll parchetto, o la spiaggia per chi vive al mare, sono i momenti più faticosi dell’addestramento. Con qualsiasi intemperia i bambini vogliono uscire. Non soffrono né il freddo, né il vento, né l’umidità. Ma tu sì.

Non vogliono più rientrare a casa, almeno finché non si siano rotolati nel fango, immersi in acqua fino alle caviglie, lanciati di testa dallo scivolo, arrampicati impropriamente su qualche gioco. E tu di peso li hai riportati in una zona franca del parchetto.

Ogni sera, dopo l’esercitazione militare, tu avresti bisogno solo di una cosa. Di un bravo fisioterapista. Invece l’esercitazione non finisce mai.

 

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