La questione dell’orgasmo femminile e dei sex toys non è una curiosità dell’ultim’ora.

Molti studi scientifici parlano dell’orgasmo femminile sia da un punto di vista medico che psicologico ed esiste anche una terapia comportamentale per curare i disturbi sessuali. Insomma, per gli addetti ai lavori non c’è niente di misterioso e che non sia stato studiato.

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Siamo abituati alla classificazione di due tipi di orgasmo: quello vaginale e clitorideo.  In realtà recenti studi hanno dimostrato che l’orgasmo vaginale non esiste, o meglio sarebbero la stessa cosa:

Il dott. Puppo del Centro Italiano di Sessuologia di Bologna e Giulia Puppo dell’Università di Biologia di Firenze, hanno pubblicato su Clinical Anatomy, una ricerca che dice chiaramente che  l’orgasmo vaginale non esiste. L’orgasmo vaginale e il punto G non sarebbero altro che continuazioni del clitoride. Perciò a seconda del punto stimolato durante il rapporto si avranno differenti sensazioni e tipi di orgasmo.

Secondo me c’è un grande però.

L’orgasmo femminile – che non ha tempi refrattari come quello degli uomini – può essere continuo e ripetuto, può variare d’intensità, ma soprattutto può essere amplificato da tutto ciò che accade durante il sesso.

Le zone erogene in una donna sono tantissime, quindi l’idea di  concentrarsi troppo su un punto (in questo caso il clitoride) escludendo il resto e pensando all’orgasmo come ad un bottone da accendere e spegnere, secondo me non è la strada giusta. Insomma mettere in primo piano il clitoride, ma senza dimenticare il resto. (Inoltre alcune posizioni permettono la stimolazione del clitoride anche con la penetrazione).

Raggiungere l’orgasmo: un percorso, soprattutto interiore.

Il raggiungimento dell’orgasmo, per la donna, è un po’ (poco non inventiamo troppe scuse) più complesso rispetto quello all’uomo.

Le difficoltà sono in parte anatomiche – l’apparato femminile è meno visibile rispetto a quello maschile – e in parte culturali. Ancora oggi infatti la sessualità femminile è un argomento con molti (troppi) pregiudizi.

Escluse eventuali cause organiche – aderenze clitoridee, cappuccio del clitoride stretto, rilassamento del muscolo pubococcigeo, fibrosi, sclerosi – se manca l’orgasmo è importante soffermarsi su ciò che riguarda la dimensione psichica e di coppia. 

Perché l’orgasmo ha a che fare, prima che con la fisica con la testa.

Il significato che una donna dà al piacere, all’idea di lasciarsi completamente andare e di entrare in una profonda intimità con l’altro, inciderà sulla qualità e sulle possibilità del suo orgasmo.

L’orgasmo ha a che fare con l’autostima. Con la confidenza con il proprio corpo, quanto si apprezza e quanto si accetta. Può diventare difficile l’orgasmo se non ci si piace.

L’orgasmo a che fare con il partner. Non siamo macchine e nemmeno attori porno. E spesso i sentimenti che ci sono in ballo con l’altra persona possono bloccare o far esplodere l’orgasmo.

Diciamo quindi che l’orgasmo femminile non dovrebbe essere inteso come un punto di arrivo ma come un viaggio da percorre, da sole, o meglio ancora con il proprio compagno.