Caro papà che hai lavorato tutto il giorno, torni a casa la sera e trovi tua moglie e i tuoi figli ad aspettarti.

Rientri tardi. Sei stanco e trovi una moglie altrettanto stanca, che non ha lavorato in ufficio come te, ma si è occupata dei figli, della casa, della spesa, delle camicie, di quello che è pronto nel tuo piatto.

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Caro papà che lavori

A volte pensi che la tua stanchezza sia maggiore perché tu hai lavorato in un ufficio, stai facendo carriera e grazie al tuo stipendio mantieni tutta la famiglia.

A volte ti chiedi come mai tua moglie sia così stanca anche se non lavora, non ha colleghi stronzi di cui preoccuparsi e deve solo pensare ai figli e alla casa.

Caro papà, sappi che se hai avuto quella promozione e quell’aumento di stipendio è grazie a tua moglie.

Se ti sei potuto concentrare completamente sul tuo lavoro senza pensare ogni giorno alla merenda nello zaino dei tuoi figli e senza dover incastrare i loro sport con le tue riunioni, ricordati che tutto ciò è possibile grazie a tua moglie.

Certo, fai anche tu la tua parte con i bambini quando torni a casa. E ci mancherebbe, visto che i figli sono pure i tuoi.

Certo, avete deciso insieme di dividervi in questo modo la gestione della famiglia. Magari vi siete pure trasferiti all’estero grazie al tuo lavoro, perché era economicamente più conveniente, ma con i tuoi orari era decisamente complicato per tua moglie lavorare, così avete deciso insieme che lei si sarebbe dedicata ai figli.

Caro papà, ricordati che tutto quello che sta facendo tua moglie non è dovuto. Non è scontato. Ed è tanto, anche se non è misurabile.

E’ facile misurare ciò che si fa con i soldi. Hai lavorato bene: hai guadagnato bene. Altri impieghi sono più difficili da misurare. La crescita dei figli non è misurabile.

Caro papà e cara mamma. La parità non è solo una questione di ruoli, perché a volte i ruoli sono obbligati. La parità è una questione di mentalità.