Il metodo Steiner – conosciuto anche come metodo Waldorf o metodo steineriano – prende il nome dal suo ideatore: il filosofo, pedagogista ed esoterista Rudolf Steiner (1861-1925).

L’approccio di Steiner è pensato per coprire tutto il ciclo educativo, dal nido ai 18 anni e le scuole che applicano questa metodo sono diffuse in tutto il mondo.

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Il metodo Steiner e le affinità con il metodo Montessori:

Il metodo Steiner condivide alcuni principi con quello montessoriano.

  • Entrambi gli approcci, ad esempio, riconoscono nel bambino un grande potenziale.
  • Entrambi ritengono che il bambino debba avere la massima libertà e potersi muovere in un ambiente studiato appositamente per lui.
  • Entrambi giudicano i voti inutili, se non addirittura dannosi, riservando all’arte un ruolo fondamentale.

Chiaramente ci sono però delle differenze sostanzialie anche del metodo Staineriano dobbiamo valutare pro e contro in maniera soggettiva.

Il metodo Steiner, infatti, mira in primo luogo a nutrire l’animo dell’essere umano, mentre l’apprendimento passa in secondo piano. Non a caso l’insegnamento della lettura e della scrittura viene proposto solo dopo i 7 anni. Prima di quest’età, secondo il pedagogista, infatti, riteneva che il bambino fosse ancora in una dimensione pre-natale.

A Ibiza ero stata in una scuola Steiner, prima di iscrivere Thiago alla scuola nel bosco, e lì infatti non era prevista alcuna attività didattica: i giochi erano tutti “destrutturati” per lasciare la massima libertà ai bambini.

Per Steiner infatti l’immaginazione è fondamentale fin dalla più tenera età. Per questo motivo i giocattoli proposti sono grezzi e rudimentali, in modo tale da stimolare la creatività. L’arte e i lavori manuali, nelle scuole Waldorf, rivestono un ruolo di primaria importanza.

Le attività svolte nelle scuole steineriane:

  • pittura, scultura
  • musica
  • maglia
  • cucito
  • fabbricazione della carta
  • lavorazione del legno e del metallo

Il metodo Steiner è contrario, inoltre, all’uso della televisione, del computer e di altri strumenti tecnologici in genere, favorendo invece il gioco all’aperto.

Quando ero andata a visitare la scuola Steineriana di Ibiza era pomeriggio, quindi “dopo scuola” e c’erano solo tre bambini. Questi erano nel parco, scalzi (la scuola era quasi totalmente all’aperto) che si menavano. Di fianco a loro una capra.

“Si menano. Non fate niente?”

“No, si stanno esprimendo. Vanno lasciati liberi di esprimersi e devono imparare a trovare il proprio equilibrio. Anche questo è apprendimento”

Un metodo sicuramente affascinante e filosofico, da cui prendere spunti. Ma come la filosofia più raffinata un po’ difficile da integrare alla vita comune. Almeno secondo me.

 

 

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