Sul calcio siamo stati abituati ad un dietro le quinte fatto di gossip ed eccessi: dal lusso fastidioso alle donne in abbondanza. Pelé il film, invece, fa un passo indietro.

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Pelé il film mostra il calcio del 1950, raccontando la vita di un ragazzo brasiliano che abitava nelle favelas e come grande passione aveva il pallone.

Scontato?

Forse, ma la forza della storia di Pelé, secondo me, sta nella sua famiglia. 

Pelé il film

La forza di Pelé sta in un padre che aveva intrapreso la carriera di calciatore ma era finito a lavare i bagni di un ospedale a causa di infortunio che gli aveva bloccato la carriera.

Perché purtroppo la vita dei calciatori è anche questa: le vere sconfitte non sono i goal, ma gli infortuni che ti impediscono di giocare e a volte ti costringono anche ad abbandonare la carriera.

“Pensa a studiare, non pensare al calcio.”

Diceva il padre di Pelé  al figlio, scottato dal suo sogno infranto.

Invece Pelé ci pensava al calcio e faceva di tutto per giocarci.

Chissà, forse i nostri genitori, con i loro geni, ci trasmettono anche la passione per la vita che non sono riusciti a realizzare.

Un ruolo importante nella realizzazione del suo sogno è stata la madre, che ha capito qual era il momento giusto. (Non posso raccontare altro)

Pelé è quindi riuscito a trasformare il nome che alcuni ragazzi usavano per sfotterlo da piccolo, perché povero, in un nome che ha fatto leggenda. Facendo vincere al Brasile il titolo di campione del mondo.

La sua è una storia di forza e riscatto familiare, dove Pelé ha superato tutti i suoi limiti e record mondiali.

Tutti a parte uno:

L’unico record che Pelé non ha battuto è stato segnare 5 goal in una partita.

Impresa riuscita dal padre.

(Non vi è scesa una lacrima?)

Dal 26 maggio potete vederlo al cinema. Io ovviamente ve lo consiglio!