I disordini alimentari nei bambini

I disordini alimentari nei bambini nascondo sempre un messaggio.

Il cibo è una metafora d’amore. E un bambino, persino un lattante, che manifesta un disagio del comportamento alimentare, sta mandando un messaggio alla famiglia. Questo messaggio può essere una richiesta d’attenzione o solo un dubbio rispetto al posto che occupa all’interno della famiglia.

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Di questo argomento ne hanno scritto Aurora Mastroleo e Pamela Pace, nel loro libro “Mangio o non mangio” I disordini alimentari dei bambini.

Io ho trovato il libro molto interessante e per nulla scontato. Lo consiglio a tutti i genitori.

Non per colpevolizzarli, anzi. La più grossa risorsa dei figli sono proprio loro. Sopratutto per quanto riguarda i disturbi alimentari.

Disordini alimentari nei bambini:

– Quanti significati ha il cibo?

Molteplici. Nel testo scriviamo che  il cibo è un nutrimento per la pancia e anche per il cuore. L’alimentazione infatti contribuisce a fornire il nutrimento necessario al corpo per crescere e sostentarsi ma è anche l’ambito in cui il neonato, fin dal primo vagito, instaura la relazione affettiva con la mamma e poi anche con il papà. Mangiare e non mangiare per l’essere umano riguardano al contempo un bisogno ma anche il desiderio della relazione con l’altro.

– Disordini alimentari nei bambini. Perché per tanti genitori è così importante che i bambini finiscano tutto ciò che c’è nel piatto? 

Il bambino che restituisce il piatto vuoto mostra di aver accettato e gradito la loro offerta e dunque li gratifica. Fare a meno di questa conferma non è sempre facile poiché il piatto restituito vuoto dal proprio bambino, rappresenta per molti genitori lo specchio in cui si riflette la loro immagine di genitore adeguato e amabile. Quando il bambino cresce le cose talvolta cambiano, anche in maniera improvvisa e così quello che prima poteva essere uno scambio amorevole – ti faccio contenta così anche io sono contento – può viceversa servire al piccolo per manifestare una protesta e/o un’opposizione.

– Disordini alimentari nei bambini. Come fare prevenzione? 

Ci sono tanti modi e tanti livelli di prevenzione. La nostra sfida  è fare prevenzione non partendo dal comportamento patologico ma dall’origine e cioè dall’intreccio tra fame e affetto, che fin dalla prima poppata si instaura nell’esperienza dell’essere umano. Per questo abbiamo pensato di partire dalla gravidanza. Nutrire chi dovrà nutrire, dunque.

Per noi la prevenzione dei disturbi alimentari nei bambini si fa prima di tutto coinvolgendo i genitori e gli adulti di riferimento. Cioè insieme a chi poi dovrà offrire il cibo e l’amore. Nel libro spieghiamo che prevenire  disturbi alimentari nei bambini significa sensibilizzare genitori e adulti rispetto al significato affettivo/relazionale implicito nell’atto alimentare, all’esigenza del piccolo di esprimere e vedere riconosciuta la propria soggettività anche a tavola e informare sui vari sensi che il rifiuto e l’accettazione del cibo veicolano. “Aggiungere prima per non dover riparare poi!”

 

2018-09-26T23:33:50+00:00

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