Quante cose succedono, in una vita, sul corpo delle donne.

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E quanto lottano le donne, nel corso della vita, contro il proprio corpo.

Lottano contro le circonferenze e i diametri: delle tette, dei fianchi e delle cosce. Lotte che si consumano tra la bilancia, il frigorifero e i camerini di Zara. Questi ultimi sono i più impietosi.

Gli uomini l’unica cosa del loro corpo che misurano è il pisello, ma su quello c’è poco da fare. Così ce l’hai, così te lo tieni.

Il corpo delle donne, invece, è in continua mutazione.

Lo sviluppo. La gravidanza. Il parto. L’allattamento. 

Mentre aspettavo i miei figli mi fermavo a pensare come fosse incredibile che un esserino, attaccato alla mia pancia e ancora di più alla vita, stesse crescendo con ossa, capelli e organi dentro di me. Aiutato da me, senza che io facessi realmente nulla.

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Il corpo delle donne è bello da vedere.

Quello degli uomini no. Anche il maschio più fisicato e dotato, nudo, non sortisce lo stesso effetto del corpo femminile.

Il corpo delle donne ha una bellezza inspiegabile. Forse per questo c’è chi cerca di coprirlo – dicono sia per proteggerlo (!?) – o peggio ancora c’è chi accusa una donna che veste troppo succinta, se viene poi molestata, di essersela cercata.

Assurdo.

Sul corpo delle donne si combattono battaglie concettuali. 

Dai comportamenti sessuali più appropriati, all’abbigliamento, fino al diritto di abortire. Ci sono leggi che sanciscono come le donne devono comportarsi con il loro corpo, in alcuni paesi del mondo. E dove le leggi sono dalla loro parte, c’è la morale.

Giudizi che arrivano sia da uomini, che da donne.

Le donne qualsiasi cosa facciano con il proprio corpo  – dalla vita sessuale, allo scegliere se allattare o meno, a come partorire (partorirai  con dolore!) sono sempre in bilico tra i giudizi di chi le circonda e in alcuni paesi vanno incontro a vere e proprie restrizioni.

Lo stesso non accade per gli uomini.

Forse perché loro non hanno un corpo così potente.