Padri e figlie

I film di Muccino dividono. C’è chi entra in empatia e si immedesima nei personaggi e chi invece non li ama a prescindere perché troppo melensi, perché troppo drammatici, troppo Mucciniani.

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Sta di fatto che il suddetto regista ha ottenuto un discreto successo all’estero – cosa che dovrebbe riempire d’orgoglio i suoi connazionali – e i suoi film continuano a riempire le sale, quando i cinema, nel bel paese, piangono miseria.

L’ultimo film di Muccino  – Padri e Figlie –  quarto in classifica – è un film che parla di genitori e di amore. Intreccia il rapporto intenso e doloroso tra un padre e un figlia, durante l’infanzia, e le difficoltà che la donna incontrerà con l’amore nell’età adulta.

L’ha visto la mia amica Nadia, l’ho sentita appena uscita dal cinema ed era entusiasta. Per questo le ho chiesto una recensione.

Padri e figlie:

 

Gabriele Muccino è un personaggio che mi ha sempre affascinato.

Poi, alcuni suoi film mi sono piaciuti, altri meno.

Mi sono avvicinata quindi a Padri e figlie con molta curiosità.

Ho seguito con interesse la promozione legata al film e l’altro giorno, finalmente, sono andata al cinema.

Padri e figlie è la storia di una bambina, Katie (Kylie Rogers, prodigio di L.A. che lascia davvero a bocca aperta per la sua bravura) che perde la mamma e si attacca con tutte le sue forze al padre (Russell Crowe) per superare la perdita, ma purtroppo i problemi mentali di quest’ultimo non gli permettono di stare con la figlia nel modo in cui vorrebbe.

La figlia cresce (e da adulta è interpretata da Amanda Seyfried, una delle donne più belle del pianeta) e chiaramente affronterà la vita con un bel fardello sulle spalle, una perdita dietro l’altra, l’affidamento ad una zia che non sa amare, tante paure.

Il film è commovente, delicato e mai scontato.

Davvero l’opera migliore di Gabriele Muccino fino ad ora.

Sappiamo tutti che siamo quello che siamo stati.

Che tutto quello che capita durante l’infanzia, rimane dentro per tutta la vita.

I traumi non si dimenticano, ma a volte, forse, si superano.

Da vedere.

Nadia Venturini

Lavora a Radio 105

Drammaturga professionista

Odia i ricci 

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2019-08-13T17:41:02+00:00

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