Cosa fare se un figlio non vuole andare a scuola e mostra un netto rifiuto?

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Per prima cosa parlare con le maestre e capire come si comporta quando si trova a scuola. Comprendere quindi se le proteste sono esclusivamente riservate ai genitori oppure anche a scuola presenta dei comportamenti di rifiuto – piange, si isola e/o accusa mal di pancia e dolori vari.

Dopo aver escluso motivi di rifiuto all’interno della scuola (problemi con insegnanti o compagni di classe) la soluzione va ricercata all’interno del sistema familiare.
Il Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali classifica il rifiuto di andare a scuola come fobia scolare  e lo liquida come un Disturbo di Ansia da Separzione.

Io trovo che le etichette siano utili agli psicologi per destreggiarsi nella comprensione dei sintomi, ma  dannose per chi le riceve perché incastrano nel ruolo di malato senza fornire soluzioni.

Quindi.

Quando un bambino presenta un evidente disagio – in questo caso non vuole andare a scuola, per un periodo decisamente lungo (le giornate no capitano), i genitori le hanno provate un po’ tutte ma senza risultati e il problema compromette la vita familiare – il suo disagio va letto come un messaggio per la famiglia.

Secondo la psicologia sistemica quando un bambino ha comportamenti disfunzionali significa che sta facendo un regalo ai suoi genitori. Sicuramente è un regalo incartato male, ma quando un bambino crea un problema è come se cercasse di distrarre i genitori da un altro problema. In questo modo i genitori, preoccupati per lui, si distraggono dai loro conflitti.

È un po’ come dire, se due genitori stanno litigando e il figlio appicca un incendio, sicuramente questi smetteranno di litigare e correranno  a spegnere l’incendio.

Lo psicologo può essere utile?

Da psicologa rispondo sì, ma quando i bambini sono piccoli, io credo che dallo psicologo dovrebbero andare i genitori, o tutti insieme. Perché il bambino è solo il riflesso di ciò che accade in famiglia. E lavorando sulla famiglia, come effetto domino, si avranno cambiamenti sul comportamento del bambino.

A volte una terapia di coppia, quando un figlio presenta un disagio, aiuta molto più di quanto si pensa.

Perché la vera e più importante risorsa dei bambini è la famiglia.

 

Sunniva Richardsen – credits photo