La parità in famiglia. Non solo lavatrici.

Che cosa si intende per “parità dei ruoli familiari”?

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Intanto, per mettere in pratica la parità dei ruoli in famiglia, bisogna averne la possibilità.

Penso ad esempio a chi fa i turni, a chi durante la settimana è in trasferta lavorativa o a chi ha un ristorante e lavora negli orari opposti a quelli scolastici.

Penso al mio compagno che durante l’estate lavora fino alle 5 di mattina, si sveglia a mezzogiorno, ha un’ora per riprendersi poi deve correre a sbrigare commissioni e subito dopo rientrare al lavoro.

Penso che in situazioni di questo tipo, dividersi equamente i compiti genitoriali, sia un’utopia.

Lui non può uscire dal locale, di sera, per mettere il pigiama ai bambini e addormentarli. Io non gli chiederei nemmeno di dormire due ore per accompagnarli a scuola il giorno dopo.

E nonostante la mia stanchezza, penso che quello che se la passa peggio sia lui. Solo per il fatto che si sia perso tanti pezzi di vita dei suoi figli, che non torneranno più.

E’ anche vero che quando vado a fare le mie trasferte di un paio di giorni e lascio i bimbi a casa, lui c’è e ci organizziamo. I ruoli non sono equamente distribuiti ma c’è collaborazione reciproca.

Quindi.

Quindi penso che l’equilibrio non sia solo nella divisione equa delle lavatrici, ma anche nella realizzazione personale di ognuno all’interno della coppia e della famiglia.

E perché questo sia possibile credo che le donne dovrebbero iniziare a fidarsi un po’ più dei maschi che hanno scelto come padri dei loro figli. Criticandoli meno e lasciandoli fare un po’ di più.

Ma soprattutto credo che le donne dovrebbero aprire la mente sugli infiniti modi di essere madre.

Ad esempio, proprio in una delle mie trasferte, ricordo una mamma che mi chiese dove fossero i miei bambini, in particolare il piccolo, che all’epoca aveva nove mesi. Io risposi che erano a Ibiza, con il papà e la baby sitter. Lei mi guardò con un pò di sdegno, aggiungendo che quando sono così piccoli dovrebbero stare solo con la mamma.

Effettivamente stavano sempre con me. Eccetto quelle quarantotto ore.

Quindi credo che prima di pretendere una parità dai nostri compagni dovremmo concedercela noi stesse. Prima di tutto mentalmente.

Ph M. Maltoni
Elena wears – shirt – stella Mc Cartney, Skirt – Douuod
Leon and Thiago wear – suit – Douuod kids
2018-09-26T23:33:54+00:00

10 Comments

  1. veronica 20/10/2015 at 10:33 - Reply

    Sono d’accordo !!!!! più cheequilivrio io direi collaborazione….. se io no ci sono lui sa perfettamente cosa fare …. e se no losa si arrangiano ha problemi…… è genitore no!!!!!
    io no misono mai fata dei problemi..eroio a non volermi staccare da loro ed è diverso!!!!!
    ogni famiglia ogni coppia hale sue dinamiche e perfortunanosiamo tutte uguali..
    veroveromamma

    • Elena J 20/10/2015 at 22:00 - Reply

      🙂 Quello di non volersi staccare sarebbe un altro luuuuungo discorso 🙂

  2. NonPuòEssereVero 20/10/2015 at 14:32 - Reply

    Noi siamo entrambi turnisti. Facciamo quello che possiamo,mettendo al primo posto il sonno.
    Ci dividiamo le cose in modo non scritto, se tralasciamo qualcosa amen.

    • Elena J 20/10/2015 at 22:00 - Reply

      Anche noi mettiamo al primo posto il sonno.

  3. Giovanna 29/10/2015 at 17:30 - Reply

    “Criticandoli meno e lasciandoli fare un po’ di più.”
    Questa tua frase centra il punto: le donne che pretendono le cose fatte da subito e come vorrebbero loro sono le peggiori nemiche di se stesse.
    Basterebbe solo fiducia, tolleranza, compromessi e, perchè no, prendere in considerazione che alcune cose imparano a farle pure meglio, se gli si lascia spazio e gli si da appoggio!
    Quindi togliamoci la presunzione e poniamoci con umiltà, vedrete che con alcuni otterrete la vera parità, che non è quella della divisione matematica dei ruoli, mentre agli altri furbetti toglierete la scusa del “Lei non mi fa fare niente!” e il pretesto di passarsi 😛

  4. Mammapiky 02/11/2015 at 7:25 - Reply

    Ecco hai detto perfettamente quello che io cerco di spiegare a chi mi dice che infine la gestione dei miei figli e’ tutta su di me senza avere la minima idea di quanto tempo sta fuori casa mio marito per lavoro di cosa faccia e di ciò che serve per farlo. Questo non vuol dire che non possa o non debba occuparsene, ed infatti lo fa, e’ presente anche quando non c’è figuriamoci, però è oggettivamente difficile dividersi i compiti a metà. Ognuno di noi ha un progetto di famiglia e un equa distribuzione parte da lì.

  5. Maddalena 22/11/2017 at 11:55 - Reply

    Mi trovi perfettamente d’accordo , ma sto facendo fatica a fare il salto riuscire a staccare senza nessuno , tornare solo me stessa , donna . Non mamma di o compagna di … ci sto lavorando , ma devo ricrearmi un nuovo giro interessi amicizie e faccio ancora fatica e a dire il vero sono troppo selettiva !!!

  6. Graziella 01/09/2018 at 17:17 - Reply

    Penso che la parità tra mamme papà sia soprattutto ontologica..cioè dell’ essere persona…poi la ricchezza che ognuno di noi versa in famiglia risiede proprio nella diversità…non tanto nello svolgimento dei compiti in casa (lavatrici…accudimento bimbi…) bensì nel proprio modo unico e originale di “camminare” nel mondo…di prendersi cura dell’ altro, di organizzare impegni ed eventi in famiglia e tra famiglie. Non vorrei essere pari a mio marito…perché sentirei di perdere qualcosa di me di molto prezioso….quella diversità che mi permette di spendermi nel mondo e per i miei figli…amici…familiari che é solo mia in quanto donna e in quanto “Graziella “

  7. sara 04/02/2019 at 11:30 - Reply

    Sono d’ accordissimo. Non si tratta di divisione pari delle cose da fare, ma di trovare un equilibrio che permetta a tutti e due godersi la casa e i figli nella misura in cui i diversi impegni e lavori lo permettano.
    Anche mio marito è in trasferta ogni tanto e a me dispiace che non riesca a vedere tanti momenti bellissimi di nostro figlio, ma quando c’è è molto presente e fa ogni cosa ci sia bisogno di fare, senza distinzioni, questo è per me la parità.

    Sara di body neonato cotone organico

  8. Mario 26/03/2019 at 0:58 - Reply

    D’accordissimo anche lato nostro. Oggi abbiamo passato del nostro tempo libero ad ordinare i vestitini per la piccola su amialeurope.com, è stato del tempo passato insieme e devo dire che momenti come questo aiutano la coppia. Specialmente poi se la piccola o il piccolo si rendono conto che siamo intenzionato a “spendere” del tempo realmente assieme..

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