Un matrimonio sulla spiaggia

Se penso ad un matrimonio tradizionale penso all’entrata in Chiesa della sposa, trionfale ed emozionante, mentre raggiunge il suo sposo all’altare. Tutto ciò tra la commozione generale e la paura di inciampare ribaltandosi sullo strascico.

Se penso al matrimonio che vorrei (e chissà se ci sarà mai) penso ad una cerimonia alternativa, senza chiesa e con pochi invitati.

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Matrimonio sulla spiaggia:

Se dovessi sposarmi vorrei un matrimonio sulla spiaggia, come quello celebrato a Cap de Falco, dove gli sposi si sono detti sì davanti al mare e al tramonto, in un’atmosfera tutt’altro che tradizionale.

E anche il prete era abbastanza alternativo: il matrimonio infatti è stato celebrato da Martin, che proprio prete non è.

Ultimamente in molti, per i matrimoni non religiosi, si fanno sposare dagli amici con un rito personalizzato, dove gli invitati partecipano con battute e aneddoti. Forse il momento perde un po’ di sacralità ma è sicuramente più divertente. E detto tra noi, l’omelia in Chiesa, durante i matrimoni, secondo me in pochissimi l’ascoltano.

Al tramonto i bonghi hanno salutato il sole. La musica e gli spettacoli di ballerine hanno animato la cena e la festa. Gli alcolici hanno fatto il resto.

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Se mi dovessi sposare vorrei un matrimonio sulla spiaggia come questo, con i nostri figli scalzi che ci portano le fedi.

E lascerei la tradizione alle coppie che riescono a scandire le tappe del loro amore con assoluta coerenza. Noi, che nel nostro cammino abbiamo battuto strade non asfaltate e spesso tortuose, probabilmente non attraverseremo mai navate sontuose, ma forse un giorno balleremo scalzi in spiaggia, sotto la luna e davanti al mare.