Freud nelle sue innovative teorie psicologiche già parlava di fasi psicosessuali infantili.

Da Freud è passato tanto tempo, ma ancora oggi, quando si parla di sessualità e masturbazione infantile, la maggior parte delle persone storce il naso.  Quindi facciamo un po’ di chiarezza su che cosa significa (e non significa) sessualità e masturbazione infantile.

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Cosa si intende con sessualità e masturbazione infantile?

Prima cosa il fine sessuale è differente: la sessualità dell’adulto è  tesa al rapporto sessuale, mentre per il bambino il fine è la scoperta del proprio corpo e del sé.

La sessualità fa parte di un individuo ed è normale che si formi molto presto.

Come nasce?

La sessualità infantile nasce con la persona e germoglia nei gesti più semplici, di tutti i giorni. Ad esempio, un neonato si accorge che alcune stimolazioni sono più piacevoli di altre:  succhiare, le coccole della mamma, il bagnetto, etc. Questi sono i primi approcci alla sessualità e alla scoperta del proprio corpo.

Poi piano piano il bambino scopre le zone erogene del suo corpo, che di solito corrispondono agli organi genitali. Perciò vedendo che queste zone se stimolate provocano sensazioni diverse – più piacevoli – il bambino inizia a toccarsi.

La masturbazione infantile quindi, non è altro che una normalissima fase di scoperta del proprio corpo ed è fisiologico che un bambino lo faccia.

Capisco che alcuni genitori si sentano spaventati all’idea che il proprio figlio si masturbi, ma connotando l’atto negativamente, rischiano solo di creare un problema che non esiste.

Un bambino si tocca con l’ingenuità con cui si tocca un piede o un orecchio. Sono gli adulti a dare una connotazione di sbagliato/sporco/perverso all’atto.

Cosa fare quando il proprio figlio si masturba?

– Non spaventarsi

– Non colpevolizzarlo

– Non dirgli che sono cose “sporche” o che “non si fanno”

– Spiegargli che ci sono parti del corpo private e che ci si può toccare in privato ma non in pubblico

Cosa fare se la masturbazione è compulsiva:

Se un genitore si accorge che il figlio ha un atteggiamento compulsivo  nei confronti della masturbazione, valgono le regole di cui sopra, ma con una particolare attenzione: la masturbazione infantile compulsiva può avere anche una valenza consolatoria o di tamponare l’ansia quindi è importante capire se il bambino stia attraversando un periodo difficile (a scuola, con gli amici), ci sia una situazione familiare che lo preoccupa (un lutto, una separazione) oppure abbia subito un trauma.

Quando si ha qualche dubbio è sempre meglio rivolgersi ad uno psicologo.