Tumore al seno e prevenzione: 

breast cancer

Durante gli anni del tirocinio avevo conosciuto una ragazza della mia età colpita da tumore. Era terminale, nel senso che non aveva aspettative di guarigione. Le avevano dato pochi mesi di vita e invece erano quattro anni che teneva sotto controllo, con cure pesantissime, la malattia e il dolore.

Stava preparando il matrimonio, doveva scegliere il vestito e mi aveva raccontato che gli anni della malattia erano stati difficili ma comunque felici: aveva fatto tante cose – sia lavorative che sentimentali. Sapeva che non le rimaneva molto e voleva sposarsi.

Da un giorno all’altro non l’abbiamo più vista, abbiamo sperato che fosse solo stanca. Dopo una settimana abbiamo chiamato la sua famiglia per chiedere come stesse. La malattia era degenerata: era stata ricoverata in un hospice. Era arrivata al capolinea.

Dopo qualche giorno ci hanno chiamato per dirci che se n’era andata.

La conoscevo da un mese ma ho pianto tantissimo quel giorno. Per lei, perché era troppo giovane per morire e perché la malattia non le aveva concesso nemmeno di arrivare al matrimonio.

Il tumore del seno colpisce un donna su otto.

Grazie alla prevenzione e al progresso della medicina oggi il tumore al seno, nel 98% dei casi, è curabile. 
L’obiettivo, ovviamente, è di arrivare al 100%.

Sulle cause del tumore al seno si sa ancora poco: si conoscono alcuni fattori di rischio, come la sedentarietà e il sovrappeso, ma i tumori colpiscono con l’imprevedibilità della roulette russa.

Tra i fattori protettivi c’è lo stile di vita ovviamente sano: evitare fumo e alcolici, consumare frutta e verdura, ridurre la carne rossa. E l’allattamento al seno: oltre al bambino fa bene anche alla mamma.

Ma la prevenzione non finisce qui: ci sono le visite mediche fatte periodicamente e l’autopalpazione, una volta al mese, subito dopo il ciclo.

Sembrano cose così improbabili, eppure è importante pensarci e prendersi cura di sé anche su questi aspetti.

Pink is good è un progetto lanciato da Fondazione Umberto Veronesi che lotta contro il tumore al seno e sostiene la ricerca finanziando borse per i ricercatori. Far crescere la ricerca è fondamentale, perché solo grazie alla ricerca sono avvenuti radicali miglioramenti nell’individuare cure sempre più innovative, cambiando in meglio la vita di migliaia e migliaia di donne.

Oggi si può sostenere Pink is Good anche attraverso LINES, donando preziosi minuti alla ricerca.

Basta inserire i codici che si trovano dentro le confezioni sul sito Lines.it e avrete aiutato la ricerca e le donne.

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