Dove si trova la cameretta dei bambini rispetto al resto della casa?

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Lontano o vicino a quella dei genitori, più grande rispetto alle altre stanze?

Chi dorme con chi e dove?

Sono dettagli che possono dare informazioni sulla posizione psicologica che i bambini occupano all’interno della famiglia.

Certo, la scelta logistica della cameretta dei bambini dipende anche dalla disposizione della casa e degli ambienti, ma a volte si potrebbero ricavare soluzioni funzionali anche da piccole metrature, invece se ne adotta una, più per motivi psicologici che di spazio.

Con questo non voglio dire che esiste un modo giusto o sbagliato di disporre gli spazi: ovviamente ogni famiglia trova il proprio equilibrio, ma vorrei dare un significato ad alcuni arrangiamenti familiari.

Che posizione occupa la cameretta dei bambini all’interno della casa?

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Due mondi lontani:

Ci sono genitori che adibiscono la cameretta dei bambini dall’altra parte della casa come per dividere il mondo dei piccoli e degli adulti. Questo non è un male, probabilmente sono famiglie dove i confini e i ruoli familiari sono ben delineati, però occorre fare attenzione che i confini non siano troppo rigidi: se i due mondi sono troppo lontani anche la comunicazione (tra genitori e figli) potrebbe risentirne.

La diffusione degli spazi:

In altri casi invece, nonostante ci sia la possibilità, non esiste una vera cameretta dei bambini e una vera camera dei genitori: i bambini dormono con mamma e/o papà (seppur in età scolare e senza disturbi del sonno) e quella che dovrebbe essere la cameretta è occupata da cose dei genitori che potrebbero stare altrove.

E’ come se in queste case non esistessero confini precisi. Non voglio prendere posizioni sul cospleeping (che ha anche dei vantaggi per i neonati e per i genitori quando i figli hanno continui risvegli notturni), ma mettere in luce alcune criticità soprattutto quando si parla di adolescenti e preadolescenti.

Chi dorme con chi:

A volte dietro al dormire con i figli (ad esempio il papà che dorme sul divano e la mamma nel lettone con i bambini, o il papà che dorme nella stanza con i bambini e la mamma da sola nel letto matrimoniale) potrebbe essere il sintomo di un problema di coppia piuttosto che un bisogno dei figli o di riposare.

Ovviamente ho preso due modalità estreme di vivere la casa e i confini familiari e ripeto, non voglio sostenere che siano arrangiamenti sbagliati – credo fortemente che non esitano famiglie normali o anormali – ma ho cercato di  mettere in luce le possibili criticità dei due estremi, suggerendo qualche spunto di riflessione.

 

Voi cosa ne pensate?

 

Per il post mi sono ispirata, creativamente, a Minuchin e alle sue teorie dei confini familiari