Fase senso motoria del bambino

Fase senso motoria di Piaget: il bambino da 0 a 2 anni.

Nei bambini, dalla nascita alla preadolescenza, ci sono delle precise fasi di sviluppo cognitivo, motorio e affettivo. Queste fasi sono state descritte da Piaget e tutt’ora sono dei capisaldi della psicologia dello sviluppo dei bambini.

Dagli 0 ai 2 anni c’è una fase detta senso-motoria.

Questa fase si può riassumere in un periodo in cui il bambino acquista piano piano consapevolezza di sé e del mondo che lo circonda.

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Dagli 0 ai 4 mesi

Il neonato, durante i primi mesi, non ha consapevolezza né di sé né del mondo esterno, anzi pensa di essere tutt’uno con ciò che lo circonda.

Nasce però con dei riflessi innati che impara ad aggiustare a seconda delle risposte che riceve dall’ambiente. Nei primi 4 mesi di vita il piccolo è incentrato su di sé e sul suo corpo: compie dei movimenti e scopre le reazioni di questi, quindi quando capisce che certe azioni hanno degli effetti cerca di ripeterle per avere lo stesso risultato. Il tutto senza avere piena consapevolezza del mondo esterno.

 

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Dai 4 agli 8 mesi

Dopo i quattro mesi il neonato inizia a concentrarsi sul mondo esterno: il sonaglio che sbattuto produce rumore e così via.

Spesso si parla di vizi e abitudini, in realtà il bambino cerca di ottenere dall’ambiente, attraverso i suoi mezzi (il sorriso, il pianto, i versetti, agitare le braccia etc), ciò che lo fa star bene; e quando un determinato gesto ottiene una risposta lui l’apprende e la ripete. Ma in questo non c’è niente di male, anzi!

Può essere utile stabilire delle routine prima dell’addormentamento per aiutarlo a prendere sonno. Inoltre per il bambino, sapere che quel determinato gesto comporta quella risposta gli darà molta sicurezza rispetto a se stesso e al mondo che lo circonda.

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Dagli 8 mesi a un anno –

Verso gli otto-nove mesi (circa) il bambino inizia a riconoscere l’estraneo: può essere quindi che di fronte ad un viso nuovo, mentre prima sorrideva, adesso pianga. Acquisisce anche la costanza dell’oggetto: cioè se la mamma va via (o un oggetto scompare dal suo campo visivo) prima per lui non esisteva più, mentre adesso inizia a comprendere che la mamma e il resto del mondo esistono anche quando non li vede.

In questo periodo si sviluppa inoltre la memoria e l’intelligenza senso motoria.

Cioè quando il bambino riesce a compiere una sequenza di azioni per raggiungere un fine: ad esempio mentre gattona verso un gioco, riesce a spostare un oggetto che intralcia il suo percorso.

Da 12 a 18 mesi –

Questa fase è detta “prove ed errori”: in questo periodo acquista sempre più consapevolezza di sé e del mondo esterno e si affinano le capacità precedentemente acquisite.

Dai 18 mesi ai due anni –

Fase della rappresentazione cognitiva – il bambino riesce a rappresentarsi mentalmente l’azione che vuole compiere. Non ha più bisogno di mettere in atto le azioni per capirle e raggiungere uno scopo, riesce a rappresentarle e scegliere quella che preferisce.

In questa fase compare anche il gioco simbolico cioè il far finta di. (molto importanti!)

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Oggi il modello di Piaget è abbastanza datato e secondo le recenti ricerche le fasi dello sviluppo del bambino sono più fluide e le competenze vengono costruite attivamente sia dal bambino stesso che dal mondo esterno. E’ quindi fondamentale il mondo che circonda il piccolo.

Questo schema però viene mantenuto come riferimento, visto che non sono stati ancora descritti ampi modelli alternativi validi.

 

Bibliografia:

Manuale di psicologia dello sviluppo di A. Fonzi – Giunti Editore

Il bambino sicuro di Stanley I. – Greenspan

2018-09-26T23:34:10+00:00

2 Comments

  1. veronica 14/04/2015 at 9:35 - Reply

    che ricordi!!!!!! il mitico piajet…. incubo universitario…
    veronica

    • Elena J 14/04/2015 at 10:06 - Reply

      Sì davvero, anche per me quell’esame è stato pesante. Psicologia dello sviluppo. Ai tempi poi i bambini erano un mondo alieno.

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