Ricordo quando sono tornata a casa dall’ospedale con Thiago. Era sera.

Avevo preparato la culla, sicura che avrebbe dormito nel suo lettino. Sempre. E’ andata a finire che la culla non l’ha nemmeno toccata e io ho capito che i figli sono bravissimi a smontare ogni tua certezza.

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Ho anche capito che non esistono soluzioni universali – per la nanna, per l’allattamento, etc – ma che ogni famiglia deve trovare l’arrangiamento migliore per sé. E le soluzioni non sono mai definitive perché vanno riadattate man mano che i figli crescono e la famiglia si allarga.

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Una cosa invece non ho mai capito.

Perché se c’è una zanzara nella stanza Martin non riesce a prender sonno, ma se un figlio si sveglia e strilla come un’aquila non lo sente e continua a dormire come un sasso?

Per questo motivo i risvegli notturni sono sempre stati affar mio. E visto che dopo due risvegli perdevo l’orientamento spazio temporale, l’unica via di sopravvivenza con Thiago è stato il cosleeping.  E con Leon pure.

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Thiago stava nel lettone, mentre Leon, per evitare un sovraffollamento notturno,  dormiva nella Next2Me: un lettino senza sbarre che si attacca al letto, lo stesso che consigliato nella puntata “Ostetriche.Quando Nasce una Mamma” .

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In Italia uso il lettino con le sbarre, che non amo particolarmente perché Leon, muovendosi durante la notte, sbatte contro le sbarre e si sveglia molto arrabbiato. Con la Next2Me potevo allattare senza dovermi alzare, Leon aveva il suo spazio ed evitavamo affollamenti nel lettone.

Thiago nel frattempo ha iniziato a dormire nella sua stanza, ma ogni tanto, nel cuore della notte, torna a farci visita, nel lettone. Insomma a casa nostra di notte c’è sempre un gran movimento.

E la verità è che se hai un figlio che si risveglia ennemila volte, prima delle teorie è meglio pensare alla sopravvivenza di ogni membro della famiglia e optare per soluzioni che permettano qualche ora di sonno (e serenità) in più per tutti.

A voi la vostra.

Post in collaborazione con Chicco.