I sensi di colpa delle mamme:

Un papà che si assenta per lavoro, anche se il figlio è malato, è normale. E se succede alla mamma? La mamma oltre al lavoro, ai figli e alla casa deve conciliare qualche senso di colpa in più.

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Dovevo stare fuori casa per ventiquattro ore esatte, per un impegno di lavoro. Era arrivato il papà, da Ibiza, per stare con i bambini.

Thiago era un po’ malato ma niente di grave, poi proprio il giorno della mia partenza è peggiorato ed è stato ricoverato in ospedale.

Io non c’ero.

Tutti mi tranquillizzavano dicendo che non era niente di grave. Martin mi diceva di smetterla di chiamare ossessivamente, che c’era lui e non era niente di preoccupante.

C’era il papà, c’erano i nonni, c’era persino lo zio medico, “era tutto a posto” mi ripetevo, ma non bastava.

Io non c’ero e mi sentivo in colpa per essere a lavorare anziché con lui.

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La maggior parte delle volte che Thiago era stato malato, il papà era via per lavoro e a me è sempre sembrato ovvio stare a casa ad accudirlo, da sola.

Mi è sempre sembrato ovvio disdire qualsiasi impegno e mi è sempre sembrato altrettanto normale che il padre non lo facesse.

Questa volta non era possibile.

Mi ripetevo che non era solo, che per una volta c’era il papà, l’altro genitore, genitore come me. Tutto chiaro, no? No. C’era qualcosa che non tornava.

Non siamo forse genitori allo stesso modo? Perché a me doveva pesare così tanto non esserci mentre per il papà era la normalità?

Vi è mai successa la stessa cosa?

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Perché nonostante le pari opportunità, l’idea di  genitore uno e uno bis, se non ci togliamo dalla testa quell’ancestrale rigidità dei ruoli genitoriali – la mamma cura i figli, il papà porta a casa i soldi – le mamme potranno fare tutto quello che vogliono, ma verranno sempre seppellite dai sensi di colpa.

Io per prima.

(Adesso stiamo bene e siamo tutti a casa)

Voi cosa ne pensate?