Dopo le feste, ma anche dopo grandi abbuffate, le persone sentono il bisogno fisico (e psicologico) di una dieta disintossicante: c’è chi digiuna, c’è chi segue un particolare regime alimentare o privilegia determinati alimenti. Alcuni si affidano al fai da te e fanno anche qualche disastro.

 

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Io, grazie ai miei due bambini, non riesco mai a sedermi a tavola per più di dieci minuti: c’è chi deve essere allattato, cambiato, addormentato, chi deve andare in bagno e ha bisogno di aiuto e chi vuole essere imboccato. Alla fine del pasto non so né cosa né se ho mangiato.

Per chi invece vuole seguire una dieta disintossicanteo dopo le feste o dopo un periodo di stravizi consiglio di leggere l’intervista alla dott.ssa Cecilia Verza Falzacappa, biologa e nutrizionista che spiega l’effetto delle grandi abbuffate sull’organismo e in cosa realmente consiste una dieta disintossicante.

1 – Che effetti hanno sull’organismo le grandi abbuffate?

 Innanzitutto c’e da dire che esiste un tempo di latenza, di circa venti minuti, che serve perché il nostro stomaco trasmetta il senso di sazietà al nostro cervello. Questo implica il fatto che spesso rischiamo di alzarci da tavola avendo ingerito un eccesso di alimenti rispetto a quello che sarebbe stato necessario.

Nel caso dell’abbuffata che può essere caratteristica di alcune ricorrenze festive, superiamo poi facilmente quella soglia, introducendo un eccesso di quantità e qualità di alimenti in tempi che possono anche essere più lunghi del normale.

Cosa succede?

Il primo organo affaticato è proprio lo stomaco, che si trova a gestire volumi superiori alle sue abitudini. A complicare le cose è la varietà di alimenti, ognuno che necessita specifici processi digestivi. Sei poi durante il pasto introduciamo anche liquidi, diluendo i succhi gastrici, rendiamo il lavoro dello stomaco ancora più difficile. Da ciò la tipica sensazione di gonfiore e pesantezza con cui spesso ci alziamo da tavola.

Nella varietà di alimenti esisterà sicuramente un apporto maggiore alle nostre abitudini di grassi e zuccheri. I primi contribuiscono all’affaticamento dello stomaco, i secondi invece provocano una risposta ormonale che può portarci alla tipica sensazione di torpore e sonnolenza postprandiale.

L’eccesso di sale può poi provocare una ritenzione di liquidi, di cui ci renderemo conto nei giorni successivi all’abbuffata.

Inoltre l’introduzione di alimenti con alto potere infiammatorio, o alto potere ossidante, provocano nel nostro fisico diverse risposte, di cui non sempre siamo pienamente coscienti, ma che possono essere percepite come un senso di malessere generale nel periodo successivo all’abbuffata.

Gli effetti di un’eccessiva mangiata possono quindi essere sia immediati che a lungo termine, e non sempre di facile percezione.

 

2 – Tutti vogliono sapere come disintossicare il corpo, ma una dieta disintossicante in realtà in che cosa consiste?

 Quando parliamo di grandi mangiate dobbiamo innanzitutto considerare che non si tratta tanto del mangiare in quantità maggiori quello che mangiamo solitamente, ma del mangiare tanto ed in maniera differente dalle nostre abitudini. Spesso aumentiamo la quota di zuccheri, di sale e di grassi saturi, che hanno tutti un alto potere infiammatorio. Per tale motivo può essere utile, nei giorni successivi a questi stravizi, attuare delle strategie che favoriscano l’eliminazione delle tossine accumulate ed il ripristino di un buon equilibrio nel nostro organismo. Per fare ciò è necessario riazzerare il nostro metabolismo, adottando alcune strategie detossificanti per qualche giorno.

Lo scopo quindi di una dieta detox deve essere proprio quello di favorire il ripristino dell’equilibrio nel nostro corpo. Una sorta di reset metabolico, che porti i diversi distretti a ripartire da zero una volta “puliti”.

3- Quali sono gli alimenti maggiormente disintossicanti?

Per riportare a zero il metabolismo possiamo usare degli alimenti specifici, in particolare quelli che abbiano un alto indice antinfiammatorio ed antiossidanti, cercare di favorire il drenaggio degli organi, la diuresi, e non dimenticando mai che un alleato essenziale é il movimento.

Un’altra accortezza importante è quella di aumentare la quantità di acqua assunta, sia bevendo di più, che considerando di utilizzare l’acqua di vegetazione che è presente in alcune verdure ed in alcuni frutti. Aumentiamo quindi la quota di frutta e verdura (che dovrebbero essere consumate in almeno 5 porzioni giornaliere), ma non mischiamone troppi tipi differenti che potrebbero invece avere un effetto contrario.

All’interno della frutta possiamo ad esempio preferire la frutta con buon potere antinfiammatorio e drenanti, come l’ananas, i mandarini e le mele non troppo zuccherine;  tra le verdure sono da preferire quelle a foglia amare, che sono ottimi drenanti, la cipolla, che ha un alto potere diuretico (attenzione però a quella cotta che è molto zuccherina!), i finocchi, i carciofi, che stimolano il fegato, ed il cavolfiore.

 

4- E’ dannoso digiunare o saltare dei pasti?

 Il digiuno è quello che io chiamo un falso amico. Escludendo il digiuno inteso come coadiuvante di specifiche patologie, che venga effettuato sotto stretto controllo medico, il digiuno effettuato al fine di alleggerire il nostro corpo non fa , in realtà, che peggiorare le cose.

Il nostro corpo ha l’istinto atavico ad accumulare nei periodi di fame e a risparmiare nei periodi di carestia, con lo scopo di sopravvivere. Ciò comporta il fatto che in regimi eccessivamente ipocalorici, se non addirittura di digiuno, il nostro corpo entri in uno stato di risparmio metabolico, senz’altro contrario al dimagrimento. Quando avrà di nuovo risorse disponibili il nostro fisico innescherà un meccanismo di accumulo, assimilando più di quello che farebbe in un regime di regolare nutrizione.

E’ quindi più intelligente mangiare ma in modo furbo, tuttalpiù eliminando alcuni alimenti più nocivi per un paio di giorni.

 

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Dott.ssa Cecilia Verga Falzacappa

Biologa Nutrizionista

Biologa molecolare con il pallino della ricerca nell’endocrinologia (ha un dottorato in endocrinologia ed una specializzazione in Patologia Clinica, ed è ricercatrice alla Sapienza di Roma) si è appassionata alla nutrizione, ed in particolare alla capacità che gli alimenti hanno di interagire con le diverse condizioni del nostro corpo. Si occupa di alimentazione funzionale e nutrizione a Roma.

drceciliavergafalzacappa@gmail.com

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