Da quando usare il ciuccio.

Con Thiago ero stata una talebana dell’allattamento esclusivo ed a richiesta. La tetta per lui era tutto: cibo, rituale della buona notte, oggetto transazionale, consolazione ed intrattenimento.

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Con il senno di poi ho realizzato che quell’arrangiamento non faceva per me – non capivo se Thiago avesse realmente fame, l’incertezza non mi rendeva serena e di conseguenza non lo era neppure Thiago.

Inoltre avevo iniziato a pensare che proporre il seno ad ogni bisogno aveva anche qualche pecca da un punto di vista psicologico. (Voi sareste contenti se quando avete sonno vi dessero da mangiare anziché aiutarvi a dormire?)

Così con Leon ho cambiato gestione – “complice” un reflusso importante e fastidioso- e tra questi cambiamenti ho iniziato immediatamente ad usare il ciuccio.

A distanza di più di quattro mesi devo dire che questa scelta si è rivelata vincente.

Dopo diverse prove ho iniziato ad  usare i succhietti della Tommee Tippee. Mi è piaciuta la forma simmetrica e reversibile, studiata per garantire continuità di suzione con l’allattamento: infatti Leon a distanza di quattro mesi non ha avuto nessuna difficoltà nel passare dal seno al biberon al ciuccio.
I ciucci tommee tippee sono anche ortodontici: il design varia a seconda dei mesi e se usati correttamente non danneggiano l’arcata dentale.

Ma torniamo al pianto dei bambini: non sempre corrisponde alla fame! A volte è stanchezza e difficoltà ad addormentarsi, altre volte fastidio, altre volte è proprio fame.

Con il ciuccio ho potuto differenziare le risposte in base ai bisogni: il seno o il biberon per la fame, il ciuccio per l’addormentamento o per tamponare il reflusso.

Leon apprezza e mi aiuta molto a mantenere questa routine: se gli propongo il ciuccio quando ha sonno sorride, ciuccia e si addormenta sereno, se glielo propongo quando ha fame si arrabbia e protesta. Questo per dire che una buona gestione di un neonato non è un’imposizione o un metodo a prescindere, ma una giusta collaborazione tra i bisogni di mamma e figlio.

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Devo dire che Leon è un bambino estremamente tranquillo e sorridente, non so se differenziare le risposte a seconda dei bisogni (e farlo sentire sempre capito?) sia stata la mossa vincente.

So per certo che il ciuccio, in questi mesi, mi ha aiutato molto.

 

 

Tommee Tippee

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2018-09-26T23:34:19+00:00

10 Comments

  1. Lucia Malanotteno 27/11/2014 at 15:39 - Reply

    Io pure ho dato il ciuccio senza tanti sensi di colpa. Anzi, per motivi ragionati e saldi: aiuta nella SIDS e tetta si, ma ogni tanto pure no. Il talebanismo tettico non mi si confa. Basta azzeccare quello giusto alla fine!

    • Elena J 27/11/2014 at 15:47 - Reply

      ciao Lucia! io con il primo figlio sono stata una talebana vittima di me stessa. All’ospedale mi avevano detto “non dare il ciuccio perché si confonde con l’allattamento! non dare biberon perché si confonde con la tetta, dai solo il tuo latte perché altrimenti fa male!” Ho fatto così e a 4 mesi sapevo solo dare la tetta ogni volta che piangeva, non capivo se aveva fame, mal di pancia, sonno o cosa. Ed ero anche abbastanza esaurita. La seconda volta ho pensato “faccio di testa mia”. Non so cosa sia meglio a priori, ma siamo entrambi molto più sereni! (e come dici tu riduce il rischio di SIDS)

  2. Melissa 27/11/2014 at 15:50 - Reply

    Completamente d’accordo con te! Anch’io con Marco ho fatto allattamento a richiesta e non sapevo mai se piangeva per fame, per noia o sonno. Il ciuccio mi ha salvato e se devo dirla tutta anche il latte artificiale.

  3. Elena J 27/11/2014 at 16:58 - Reply

    io con Thiago mai dato ciuccio né LA, con Leon sì. Vedo Leon molto più sereno rispetto a Thiago. Poi davvero non so se sia per questi accorgimenti o solo carattere. Però il dubbio ce l’ho 😉

  4. V 27/11/2014 at 17:01 - Reply

    Sono proprio d’accordo con te… anche io sono stata una Tett-Talebana guidata dai sensi di colpa e dalle indicazioni datemi in ospedale (uno dei più accreditati a Milano, dove fanno terrorismo psicologico alle neo madri che non vogliono allattare).
    A guardare indietro ora è stato proprio un errore che in qualche modo ha reso tutto più difficile tra me e mio figlio: io ero esaurita ed esausta anche perchè non ero abituata e pronta minimamente a diventare la schiava di qualcun altro e con l’allattamento a richiesta senza ciuccio e senza biberon sei una schiava volontaria.
    A questo proposito ti chiedo cosa ne pensi tu di questo articolo che gira su facebook come se fosse il santo graal delle madri: http://www.tuttosteopatia.it/canali/lallattamento-al-seno-spiegato-da-una-mamma-osteopata-africana/
    A me sembra solo il manifesto degli estremismi, ma non sai quante persone su Facebook lo postano come se fosse l’unica vera strada per essere buone madri . Tu cosa ne pensi? Te lo chiedo perchè fra tante mi sembri una delle poche persone equilibrate sul tema allattamento.

    Grazie mille.
    V

    • Elena J 27/11/2014 at 17:21 - Reply

      Non avevo mai letto quel post. Io penso che ogni mamma debba fare quello che la fa sentire bene, con due figli ho capito che non esistono “metodi” ognuno deve trovare il suo.
      Rispetto al racconto mi sento di fare qualche osservazione:
      – tra dieci giorni io riprenderò a lavorare, un tipo di allattamento del genere non potrei permettermelo
      – ho un altro figlio, piccolo, non mi sembra giusto nemmeno nei suoi confronti che la mamma per lui non esista più perché passa la giornata ad allattare
      – Devi avere un contesto che sia coerente con il tuo tipo di allattamento, per contesto intendo il tuo compagno, la famiglia, il lavoro, la città….

      • V 03/12/2014 at 16:26 - Reply

        Grazie Elena,
        sono molto d’accordo con te.
        V

  5. MartaVi 27/11/2014 at 17:53 - Reply

    Ciao anche la mia bambina è stata tetta dipendente….non ha mai voluto il ciuccio…ma se penso ad un altro eventuale figlio, di sicuro cercherò il più possibile di fargli prendere il ciuccio, penso che in alcuni momenti è indispensabile soprattutto quando sono piccoli, l’importante è toglierlo presto, verso i due anni circa. Ho scritto ciò che penso del ciuccio qui http://www.martavi.it/diario-di-mamma/quando-togliere-il-ciuccio/ se ti interessa per uno scambio di opinione e di esperienza. a presto
    Teresa

  6. eleonora 01/12/2014 at 11:39 - Reply

    Ciao Elena! Io ho un bimbo di due mesi che non prende il ciuccio. Questo non perché io non gliel’ abbia voluto dare, ho provato in varie occasioni ma lo ha sempre rifiutato e non me la sono sentita di insistere. Per cui mi regolo cosi: la tetta cerco di dargliela ogni tre ore e tutti gli scompensi che gli si scatenano tra una poppata e l’altra cerco di gestirli con: lo prendo in braccio e ballo, musica varia, Palestrina, specchio, scuotimenti, dondolino e qualunque altra cosa mi venga in mente al momento! Se è solo nervosismo momentaneo si placa quasi subito, se e’ fame me lo fa capire piangendo come un’ aquila fregandosene di Battiato, dei balletti e di tutto il resto! Faccio bene? Sbaglio? Non lo so..! per ora lui mi sembra sereno, cresce e la notte a volte dorme anche sei ore filate! E non meno importante, io x ora mi sento bene così! Questa è la mia esperienza! Un abbraccio da Ferrara

    • Elena J 02/12/2014 at 9:44 - Reply

      Ciao! Facevo così anch’io con Thiago, a dir la verità non ci avevo nemmeno provato con lui! Leon il ciuccio l’ha preso subito, all’inizio lo intingevo nell’acqua (non nel miele), così l’ha preso subito e mi ha fatto un gran favore 😉

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