A Ibiza trovi anche la casa famiglia per cavalli maltrattati e abbandonati.
E noi ovviamente ci siamo andati. 
Si chiama Can Horse e si trova nell’aperta e sterrata campagna ibizenca.

Questo è l’altro lato di Ibiza, quello hippy e incontaminato, dove incontri gente in pace con il cosmo, rilassata e mediamente felice.
Dove pure i cani e i gatti giocano senza litigare.
Dove i bambini si rotolano per terra, si sporcano e i genitori non se ne preoccupano.
Dove io in tutto ciò, non c’entro nulla.

La verità è che non sono abituata ai paesaggi bucolici, anzi se circondata da troppa natura rischio un malore tipo sindrome di Stendhal.

Ma soprattutto ancora non ho capito dove mi porteranno tutti questi cambiamenti.
Se una volta le incognite mi entusiasmavano, ora mah.
E’ come quando stai per finire un libro, a cui ti sei affezionata e no, non lo vuoi mollare.
Non vuoi lasciare andare la storia, i personaggi, anche se hanno fatto il loro corso e non hanno più nulla da offrirti.
Anche se hai un altro libro pronto sul comodino da iniziare.
Così sospendi la lettura, le storie e i pensieri e lasci lì le ultime due pagine, da concludere.

Poi a fine giornata, mentre metabolizzavo il pomeriggio bucolico e pensavo che ancora non mi capacito che presto arriverà un altro bambino, Thiago mi ha sorpreso disegnando la mamma, il papà, se stesso e il suo piccolo fratellino.

Come dire: i bambini si adattano meglio e prima di noi.