Perché consiglio a tutti un corso di pronto soccorso pediatrico: 

Stava andando tutto benissimo fino a quando, mercoledì, mentre Thiago faceva il consueto pisolino ha iniziato a tossire.
Io, subito, non gli ho dato peso.
Poi ho sentito che la tosse si faceva sempre più strozzata, quasi un rantolo, quasi un conato di vomito.

Sono andata in camera e l’ho preso in braccio.
Non erano più colpi di tosse.
Era come se qualcosa lo stesse strozzando.
Ed era diventato tutto rosso, in viso.

Se vostro un bambino inizia a tossire in modo strano e avete solo il presentimento che qualcosa ostruisca le sue vie respiratorie chiamate subito il 118.”  Ce lo avevano detto al corso di pronto soccorso pediatrico.”

Ho preso il telefono e ho chiamato il 118 dicendo quello che stava accadendo.
Mentre componevo il 118 ho pensato “non avrei mai immaginato che capitasse a me, e anche se mi sto sbagliando sticazzi, meglio una figura da iperansiosa che la vita di mio figlio”
Non so bene come ho fatto a dare l’indirizzo esatto, ero talmente sconvolta che ero lucidissima. 
Nel frattempo Thiago diventava sempre più rosso, quasi violaceo in faccia.

La manovra, devo fare la manovra.
Cazzo.
L’ho girato, con la mano sinistra e un ginocchio lo reggevo per la pancia, l’altro ginocchio reggeva la mia pseudo lucidità e con la mano destra l’ho colpito nella schiena, dietro la scapola destra.
Due colpi e ha buttato fuori un rigurgito di latte che aveva bevuto prima di addormentarsi.

Ero talmente fuori di me ho eseguito la manovra correttamente. 

Altri due colpi di tosse e poi più niente, come svenuto, come se dormisse.
Il respiro era divenuto regolare.

Mi richiamano dal pronto soccorso, io scoppio a piangere (finalmente torno in me) con l’operatrice, gli dico che è passato, che però è ancora rosso in viso ed è diventato bollente.
“Gli dia un pizzicotto sul piede, risponde?”
“No”
“Glielo dia più forte, risponde?”
“No”
Intanto continuo a piangere, più che altro per lo spavento che mi sono presa.
Sono sicura che anche se non risponde ai pizzicotti non è niente di grave.
“Gli metta una pezza bagnata fredda in testa e lo appoggi su un ripiano rigido, forse è stata una convulsione”.

Gli uomini dell’ambulanza sono arrivati dieci minuti esatti dalla mia telefonata (ho controllato in seguito sul telefono).

Che cosa sarebbe accaduto in dieci minuti se non avessi saputo fare la manovra?
Mi hanno detto che ho fatto bene a chiamarli e a fare la manovra e che forse si sarebbe liberato da solo.
E se non fosse stato così?

Gli hanno misurato i valori, mi hanno chiesto la tessera sanitaria (che non ho trovato) poi ci hanno portati, in ambulanza, in pronto soccorso.

Nel frattempo Thiago si era svegliato ed io ero anche riuscita a scherzare con lui sul fatto che fossimo su un ambulanza – visto che ha una passione per tutti mezzi di trasporto, specialmente per il camion dei pompieri, ma speriamo di non doverli chiamare mai, eh.

Siamo arrivati al Buzzi con un codice rosso, dopo la prima visita mi dicono che i valori sono rientrati nella norma – li misurano sul dito – e ci danno un codice arancione, e prima di dimetterci ci fanno un’altra visita.

Tutto ok.

Adesso siamo a casa con l’influenza, che rispetto allo spavento che mi sono presa, è una passeggiata in via Monte Napoleone.

Intanto vi posto il video delle manovre di disostruzione delle vie respiratorie e consiglio a tutti un corso di pronto soccorso pediatrico sulle urgenze ed emergenze.