L’Italia non è un paese per mamme e nemmeno per lavoratori.

Io sono innamorata del mio lavoro.

 Che di per sé è una gran sòla: studi cinque anni, fai un anno di tirocinio gratis, dai l’esame di stato, poi fai altri quattro o cinque anni di scuola di psicoterapia e altrettanti di tirocini gratis.
Io nel frattempo ho fatto anche due master di psicologia giuridica che Dio grazie, secondo me, è uno dei pochi ambiti in cui, se sei preparato, puoi lavorare abbastanza.

Perché lavorare alla Freud, con il tuo studio privato e i tuoi pazienti, è da lacrime e sangue e ti devi sbattere non poco.

[volantini, stalking a medici per farti inviare qualche paziente, supervisioni, commercialista, partita iva, tasse.]

Ma questo l’avevo già detto e avevo scatenato le ire di tante persone che mi dicevano che dovevo pensarci prima, non dovevo mettere al mondo una creatura se poi non potevo organizzarmi per lavorare.
Intanto mi sono organizzata e sto lavorando.
Lamentarsi non serve a nulla, ma a quanto pare non solo le mamme hanno problemi, in Italia.

Quindi questa non sarà una lamentela, perché qui preferisco parlare di frivolezze o dare qualche informazione utile, che per il resto c’è sempre tempo.
Questo sarà un racconto, poi mi dite cosa ne pensate, eh.

Per la terza volta mi è arrivata una multa dall’Agenzia delle Entrate.
Che già, solo a sentire quella parola dal postino, si rischia l’infarto.
Io che pensavo fosse arrivata la Glossy Box di settembre e invece no.
Le cifre non erano altissime, ma nemmeno basse: tutte intorno ai mille, duemila euro.

Ovviamente lo sbaglio era il loro. 
Praticamente mi accusavano di un errore nella dichiarazione dei redditi che nella realtà non avevo commesso e infatti, dopo le lettere dell’avvocato e le relative documentazioni, venivano annullate.

Dunque, nella mia famiglia ci sono diversi avvocati, quindi, se ho un problema di questo tipo il costo è praticamente zero.
Però, se la stessa cartella fosse arrivata ad una persona che l’avvocato deve pagarselo, come fa?
Deve pagare per un errore dello Stato? 

Ecco, secondo me questo è il punto dei problemi dell’Italia. 
Perché si fa presto a dire che la gente non è più abituata a fare sacrifici (e in parte è vero), ma quando il sistema ti schiaccia, ti rema contro – se sei madre, sei tagliata fuori dal mondo del lavoro, se riesci ad organizzarti e lavorare ti arrivano delle cartelle esattoriali per errori non tuoi.-
Questo è solo un esempio, chiamiamola romanticamente metafora, del contraddittorio sistema italiano.

Quando noi sbagliamo, anche piccoli errori (come quelli che mi imputavano) dobbiamo pagare, ma quando lo Stato sbaglia, chi paga?

2018-09-26T23:34:34+00:00

12 Comments

  1. CosmicMummy 08/10/2013 at 15:04 - Reply

    sono d’accordissimo con te. e chi ti dice che “non dovevo mettere al mondo una creatura se poi non potevo organizzarmi per lavorare” sbaglia di grosso perchè i figli non sono uno sfizio, un animale da compagnia ma cittadini che domani pagheranno tasse e contributi, e quindi la pensione e l’assistenza sanitaria a persone come chi ti dice quella frase perchè di figli non ne ha. non va bene per uno stato dire “avete dei figli, arrangiatevi”, non si può uscire da questa crisi basando la nostra economia su casalinghe e nonni, come invece accade da noi vista l’inesistenza di politiche per la conciliazione, per le pari opportunità, gli orari ridicoli e le mille carenze delle scuole. e non si tratta neanche di essere femministe, perchè per ogni donna che vorrebbe lavorare c’è un uomo che vorrebbe stare di più con la propria famiglia. la conciliazione e il lavoro riguardano tutti e soprattutto sono diritti non solo degli adulti ma anche dei bambini, perchè una famiglia costretta a vivere con un solo stipendio è una famiglia che non offre le giuste opportunità ai propri figli, e una famiglia in cui i genitori per poter conservare il posto di lavoro hanno poco tempo per i propri figli è una famiglia che toglie ai propri figli un diritto. credo che i genitori debbano iniziare a lottare per avere dei diritti che negli altri paesi europei sono la norma, e a chiedere una politica che metta al centro i bambini. potremmo avere un potere elettorale molto grosso, se solo lo volessimo.

  2. MaryA 08/10/2013 at 15:13 - Reply

    ….direi un gran paese di cacca, dove lo stato è sovrano, altro che il popolo……(ma volevo essere più trucida)

  3. Moky 08/10/2013 at 17:40 - Reply

    Mio marito ha presentato un effetto in banca, non è andato all’incasso perchè la banca che doveva pagarlo l’ha perso, ma si son guardati bene dall’avvisarci. E’ partita la denuncia, quindi avvocato da pagare e bla bla bla. Insomma si dovrà pagare per riscuotere ciò che è nostro!! W le banche italiane. Purtroppo di questi errori ne succedono continuamente, sia negli uffici, che in banca, che all’Agenzia delle Entrate, perchè ci sono persone che non sanno fare il loro lavoro…..e noi paghiamo per non pagare ciò che non dovremmo pagare!!!! Assurdo!

  4. ilmiosuperpapa 08/10/2013 at 20:54 - Reply

    … in generale non è un paese per chi lavora e vorrebbe gestire un minimo la propria famiglia, i propri figli… L’Italia si sta rivelando uno stato che non ha cura dei suoi cittadini… anzi… purtroppo genera norme o impone situazioni per cui la fatica del vivere diventa il pegno che devi pagare per rimanerci… eppure è guidata da cittadini. Da eletti. Da persone che apparentemente dicono di volere il bene della famiglia, dei giovani ecc. meglio bla bla bla… A me quello che cresce dentro è una grande delusione, quella di chi vede nelle persone che ci guidano un profondo distacco (e quindi non comprensione) rispetto a quello che vive la gente “comune” (uso le virgolette solo per intenderci… perchè non vedo le differenze…). In fondo noi italiani non siamo dei rivoluzionari… ci accontenteremmo di un po’ di equità, di speranza nel futuro anche per i nostri figli. Neppure tanto. Credo.

  5. Giuana 09/10/2013 at 14:41 - Reply

    Lo Stato non paga mai. Mai.

  6. Giuana 09/10/2013 at 14:43 - Reply

    Lo Stato non paga MAI. MAI.

  7. Giulia Giannessi 09/10/2013 at 22:42 - Reply

    Questo pezzo fa davvero riflettere, sono rimasta colpita dalle tue parole. Ci dovrebbe essere molta più informazione riguardo questi argomenti!

    http://littleordinarysecrets.blogspot.it/

  8. Come darti torto, accidenti!
    Io non voglio commentare più di tanto perché sono un po’ giù oggi (come il server del mio blog, tra l’altro) e rischierei di portare solo pessimismo cosmico, ma veramente vi chiedo e mi chiedo: quale futuro per i nostri figli? Quale futuro in un paese così!?

  9. Why 10/10/2013 at 15:26 - Reply

    Quoto Giuana qui sopra. E aggiungo che secondo me c’è proprio cattiva volontà: non è possibile che tutti gli anni nella mia famiglia arrivino diverse richieste di pagamento che poi una volta messe in discussione si rivelano da annullare!
    E il problema più grosso per molte famiglie, oltre al costo dell’avvocato che segnali tu, è la mancanza di cultura o preparazione che fanno sì che non venga proprio messo in discussione il pagamento. Ovviamente sono quelle famiglie a cui poi quei soldi fanno davvero la differenza. Mi esce il fumo dalle orecchie.

    • Elena J 10/10/2013 at 15:53 - Reply

      Io ho fatto anche un calcolo approssimativo: la parcella di un avvocato sarebbe stata forse superiore all’importo della multa. Quindi il mio pensiero è: nel caso in cui uno devo sostenersele da solo le spese dell’avvocato conviene pagare una multa (errata).

      Non è che questi ci provano?

  10. Mamma Avvocato 12/10/2013 at 14:23 - Reply

    Ci provano, ci provano, Elena.
    E anche se hai l’avvocato in casa, lo sbattimento di tempo e la preoccupazione la vivi comunque.
    Il sistema legislativo tributario e’ creato per indurre i cittadini a pagare sempre, partendo dalla presunzione che sbaglino sempre e siano sempre in mala fede…uno stato di polizia, insomma.
    Temo che il male peggiore di tutti, però, sia la leggerezza con cui molti, se non la maggioranza, svolgono il proprio lavoro: con leggerezza, tanto le conseguenze non sono loro, e indifferenza verso il prossimo.
    Politici compresi, ovviamente.

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