Treccia a spina di pesce per l’estate

Mi hanno detto che il mio blog è tra 100 fashion blogs più letti d’Italia. Precisamente 99esimo posto.

Io non sono una fashion blogger, spesso ho difficoltà ad abbinare i pensieri nella mia testa, figuriamoci gli accessori e la borsa.

Mi piace la moda, come a quasi tutte le donne e la seguo senza ossessioni particolari.

Ogni tanto qualche post modaiolo lo pubblico, ma lungi da me essere fonte di ispirazione o voler insegnare tendenze. Questa skill non ce l’ho proprio.

Essere originali, visionari e fare tendenza è una dote di pochi, gli altri – me compresa – si fanno influenzare e seguono, più o meno inconsapevolmente, le mode.

Però mi piace fare foto, tante foto, soprattutto alle amiche simpatiche, tipo Caterina.

Treccia a spina di pesce per l’estate:

Caterina mi ha fatto tornare in mente la treccia a spina di pesce, acconciatura caduta in oblio, in età adulta, in favore dell’inflazionata coda di cavallo.

Lei riesce a fare, in pochi minuti e senza nemmeno uno specchio, una treccia a spina di pesce.

Che se la sapete fare (o riuscite a imparare) è un’idea molto carina per raccogliere i capelli, soprattutto in estate.

Caterina divide i capelli in tre parti, prende la parte centrale e da lì inizia con la treccia, poi prosegue unendo le due parti laterali.

Ci sono diversi tutorial in rete, spiegati meglio.

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Caterina, a fare una treccia a spina di pesce, ci ha messo cinque minuti di numero, solo con le dita, senza pettine né spazzola. Potrebbe detenere un record perché in realtà non è così semplice, insomma ci vuole un po’ di pratica.

Il risultato merita.

Anche la treccia merita d’essere ricordata ogni tanto: mette a tacere i capelli nelle giornate in cui non sanno cosa dire, ed è sicuramente molto più elegante di una crocchia in testa.