Chi non ha figli non può capire.

Da quando sono madre ho avuto una serie di incomprensioni e discussioni, con amiche senza prole, che mai, nella vita, avrei immaginato.

E’ vero, a volte noi mamme siamo di una noiosità infinita.
Appena ci domandi:
“Tuo figlio come sta?” attacchiamo una solfa senza fine, mostrandoti l’album fotografico del pargolo nello smartphone, riportando una dettagliata rassegna stampa su quante parole dice, come le dice, quanto dorme, quante volte fa la cacca, ecc. ecc.
Dettagli di una banalità assurda riportati con l’enfasi di un’impresa epica, mentre la tua era una domanda di circostanza e dei bambini non te ne frega niente.

Comunque.

Chi non ha figli non può capire?

Ultimamente, alcune amiche, figlio sprovviste, si sono lamentate della mia latitanza.

Hanno ragione, tra figli, fidanzato, lavoro, casa io perdo i pezzi.
Mi dimentico cose, ho vuoti di memoria e momenti di disorientamento spazio temporale.

Se ricevo un whatsapp è sicuro che in quel momento mio figlio starà tentando di allagare casa mentre si lava le mani.

E sventato l’attacco, io, del messaggio, me ne sarò dimenticata.

Va da sé che o rispondo con qualche giorno di ritardo o, a volte, non rispondo affatto.

Ho sempre sostenuto che il tempo per un messaggio o una telefonata si trova. 
Se vuoi fare qualcosa la fai.

Ora non più. Non se hai un bambino piccolo. O due.

Non me ne vogliano le amiche, ma nella scala delle priorità di un’economia familiare ci sono cose che vengono prima di loro.

E poi diciamolo, una telefonata con un’amica, che abita lontano, che vedi poco, la fai per chiacchierare, per aggiornarti degli ultimi fatti, pensieri, problemi, sogni, desideri.

Una chiacchierata con un’amica ha bisogno di un po’ di privacy.

Non puoi farla con figlio attaccato alle tue gambe che ti dice che ha fame, sonno, si annoia, mi fa male qui.

Oppure a fianco di marito (perché hai voglia di lamentarti un po’ di tuo marito quindi è meglio che lui non ci sia).

 E quindi pensi: “la chiamo dopo”, “la chiamo dopo”.

Passano i giorni, le settimane, i mesi e quel “dopo” non arriva mai.

Il problema è che quando vai a spiegare le tue motivazioni e l’amica risponde:
“se sei sempre a casa con tuo figlio. non hai niente da fare. ti riposi. perché mentre lui gioca nella sua stanza, tu non trovi il tempo per una telefonata?”

E’ davvero impossibile la comunicazione e la comprensione tra il mondo delle mamme e quello delle non mamme?

Non sempre ma a volte certe cose per chi non ha figli, appaiono molto improbabili.