“Il latte materno rappresenta il miglior alimento per i neonati, perché fornisce tutti i nutrienti di cui hanno bisogno nella prima fase della loro vita, come per esempio certi acidi grassi polinsaturi, proteine, ferro assimilabile. Inoltre, contiene sostanze bioattive e immunologiche che non si trovano nei sostituti artificiali e che invece sono fondamentali sia per proteggere il bambino da eventuali infezioni batteriche e virali, sia per favorire lo sviluppo intestinale.
 
È per questo che tutti i bambini dovrebbero essere esclusivamente allattati al seno per i primi sei mesi di vita (26 settimane). Secondo le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità, dell’Unicef e dell’Unione Europea, recepite anche dal nostro ministero della Salute, l’allattamento al seno dovrebbe poi continuare per due anni e oltre, secondo il desiderio della mamma e del bambino.”
Questo è quello che dicono autorevoli siti sull’allattamento.
Se non volete sapere altro smettete di leggere, questo post non fa per voi.
Se siete talebane dell’allattamento quello che state per leggere vi farà arrabbiare parecchio, perciò se avete di meglio da fare, fatelo.
Se no continuate a leggere.
  • Molto probabilmente vi verranno le ragadi, la mastite o un ingorgo. Non sto a spiegare come si manifestano tali inconvenienti, ma vi assicuro che nessuno dei tre è piacevole. Voi vi chiederete “chi me lo fa fare”, ma non preoccupatevi, è normale e ve lo chiederete tante altre volte.
  • All’ospedale vi consiglieranno l’allattamento a richiesta. 
Allattare a richiesta significa che ogni volta che il bambino piange voi dovete attaccarlo alla tetta. 
Va bene all’inizio per favorire la montata lattea, ma poi, sempre secondo me, anche no.
Allattare a richiesta significa che voi sarete a disposizione del bambino 24 ore su 24.
E poi non sempre se il bambino piange ha fame.
Può anche avere sonno o essersi stancato di fissare il soffitto.
  • Vedranno tutti le vostre tette.
  • Nei momenti meno indicati le vostre tette perderanno latte, lasciando una simpatica chiazza sulla maglietta nuova che non riuscirete a mandare via nemmeno con l’acido.
  • Avrete una fame incoercibile. Unita allo sbalzo ormonale potreste staccare a morsi un orecchio di chiunque proverà a contraddirtvi.
  • Regnerà la siccità a sud dell’ombelico. E le attività suine incontreranno un certo “attrito”.
Chi allatta senza troppi problemi beata lei.
Chi invece incontra delle difficoltà, ha voglia di mollare e una buona gestione del senso di colpa non è una madre snaturata (come ho letto in molti gruppi FB di mamme che sono passate alla formula perchè sfinite o più semplicemente perchè il latte gli ha detto addio)
E che è molto meglio una madre rilassata con un biberon in mano che una mamma depressa-nervosa-stressata con il figlio attaccato alla tetta.
 
E in merito a questo aggiungo che chi è stressata produce un ormone (cortisolo) che passa attraverso il latte e perciò anche vostro figlio sarà nervoso. 
L’allattamento ha anche i suoi pro, tipo la comodità.
Tipo che è sempre pronto e alla temperatura giusta.
Tipo che quando esci è impossibile dimenticarsi la tetta a casa e per una pigra e distratta come me non è un dettaglio.
Una brava mamma non si misura dai mesi di allattamento (e tanto meno dalle ore di travaglio o dal tipo di parto).
Questo post è politicamente scorretto, ma ogni tanto ci vuole.