Oggi, mentre leggevo il manuale “che cosa aspettarsi il primo anno” ho trovato un’informazione molto utile che mi ha esaltata e vorrei condividere con il mondo intero.

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Capricci? Sei una brava mamma!

Premessa: da un pò di tempo a questa parte il piccolo, con la nonna, con il nonno, con la baby sitter o con chicchessia gioca e si trastulla allegramente, emettendo qualche gridolino di disappunto o micro pianterelli che iniziano e finiscono altrettanto velocemente.

Con me tutta un’altra storia: più pianti, più strepiti, più capricci.
Lo vesto e sembra che lo stiano squartando.
Lo metto sul fasciatoio e tenta di lanciarsi di testa e schiantarsi contro il pavimento.
Ogni volta che gli impedisco di suicidarsi strilla come un indemoniato.
Ho notato che questi show sono riservati a me.
E non è che la cosa mi faccia molto piacere.

Poi oggi ho trovato questa informazione, o forse è lei che ha trovato me:

“la baby sitter dice che mio figlio si comporta benissimo con lei, ma inizia a fare i capricci appena arrivo. sono un cattivo genitore?”

“Non perdetevi d’animo anzi siatene lusingate. Se quasi tutti i bambini fanno più capricci con i genitori che con le persone che se ne prendono cura è perchè con loro si sentono più sicuri. Riflettete: siete genitori così bravi che vostro figlio ha fiducia nel vostro amore incondizionato. Può mettere in scena la sua commedia (anzi, tragedia) senza rischiare di perdere il vostro amore.”

Poi spiega che il tempismo del pianto può coincidere con la fine della giornata, ossia quando prendono il sopravvento l’eccesso di stimoli, la stanchezza e la fame. E che dopo una lunga giornata di lavoro anche la mamma può essere molto provata: così lo stress della madre intensifica quello del figlio e viceversa e finisce che entrambi siano di pessimo umore.

Ho voluto condividere questa informazione perchè a me spesso è capitato che rientrando a casa qualcuno mi dicesse “fino ad ora è stato buono, adesso che sei arrivata tu fa i capricci”.

Quindi ora ho pronta la risposta: “si comporta così perchè sono un’ottima madre” 
tiè.

(cit. che cosa aspettarsi il primo anno di heidi Murkoff)