Andalusia in sette giorni: cosa vedere, dove mangiare, cosa fare!

L’Andalusia è un luogo magico!

Noi abbiamo percorso l’Andalusia on the road, in sette giorni, con tutta la famiglia. Ero un po’ scettica nell’intraprendere questo viaggio con due bambini di sei e tre anni (di cui uno soffre il mal d’auto).

Invece con un po’ di pazienza ce l’abbiamo fatta e ci siamo pure divertiti.

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L’Andalusia è la terra del flamenco, degli antichi sapori, delle tradizioni artistiche e storiche.

L’impatto culturale lasciato dagli arabi, che per secoli hanno dominato questa regione a sud della Spagna, è enorme ed è visibile in tutti i settori: dall’arte all’architettura, fino al cibo.

L’eredità dei musulmani si fa addirittura sfrontata a Granada, dove penserete di essere finiti per sbaglio in un paese arabo!

E proprio Granda è stata la nostra prima tappa! Siamo atterrati a Malaga, abbiamo noleggiato un’auto e da lì ci siamo diretti a Granada.

Dopo un veloce giro nel centro storico e una cena da el Huerto de Juan Rana, (è un posto imperdibile, per la vista, per il cibo e per l’atmosfera) siamo andati a dormire.

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GIORNO 1 ALHAMBRA:

Il simbolo della città è l’Alhambra, il più famoso edificio in stile moresco in Europa.

Si tratta di una reggia fortificata su una collina alta 150 metri che domina Granada, dove visse l’ultima dinastia musulmana sopravvissuta in Spagna.

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E’ uno dei posti più belli, curati e incredibili a livello architettonico, che io abbia mai visto!

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La bellezza di questo complesso monumentale islamico, uno dei pochi arrivati intatti fino ai giorni nostri, è da togliere il fiato. Non a caso è patrimonio mondiale dell’Umanità.

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Pensavo che i bambini si sarebbero annoiati, in realtà gli è piaciuto moltissimo girare in questo castello fantastico. Per visitarlo tutto occorre un giorno intero.

Dopo Granada siamo andati a Siviglia, per tre giorni. E’ una città che sicuramente merita più tempo. Ma non potevamo perdercela!

GIORNO 2 E 3 SIVIGLIA: 

Siviglia, con le sue vie strette, le chiese imponenti e i palazzi in stile arabo vi conquisterà al primo sguardo.

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Una delle tappe obbligate è Plaza de Espana.

Plaza de Espana è una delle opere architettoniche in stile moresco più belle della città: gli edifici hanno una struttura semi-circolare e sono circondati da un laghetto, solcato da quattro ponti in piastrelle di ceramica, che rappresentano i quattro antichi regni di Spagna.

Sempre a Siviglia, da non perdere anche l’Alcazar, dichiarato patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

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Un magnifico palazzo, ancora oggi utilizzato dalla famiglia reale per le visite ufficiali, e che porta i segni delle diverse culture che si sono avvicendate.

Lo stile, infatti, è un mix di moresco, gotico, barocco e rinascimentale. Ha una superficie di 17mila metri quadrati, oltre a un giardino di 7 ettari.

Dove passeggiare e cenare in un ristorante tipico a Siviglia:

Suggestivi anche il Barrio San Bartolomé e Santa Cruz, due quartieri nel centro storico di Siviglia, che all’epoca del re Filippo III, erano abitati prevalentemente da ebrei sefarditi e perciò chiamati con il dispregiativo “la Juderia”.

Qui ci sono anche un sacco di ristoranti e localizzi dove cenare o pranzare.

Uno dei ristoranti più tipici dove mangiare tapas, salmoreco e altre specialità andaluse è il Rinconcillo.

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GIORNO 5 RONDA:

Dopo Siviglia ci siamo fermati a Ronda, per una notte.

Ronda è una città molto suggestiva, arroccata su una rupe, divisa a metà da una gola vertiginosa (El Tajo) scavata dal torrente Guadalevin e riunita dal fiabesco Puente Nuevo.

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E’ un paese molto raccolto, e una giornata per visitarla è sufficiente.

GIORNO 6 MARBELLA:

Abbiamo fatto tappa a Marbella, a casa da amici. Marbella, la cittadina più glamour e chic della Costa del Sol,  Marbella è famosa per il suo lungo mare pedonale, il suo bellissimo centro storico e le lussuose ville di Puerto Banus.

GIORNO 7 MALAGA:

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L’ultimo giorno siamo tornati a Malaga dove dovevamo riconsegnare l’auto e prendere il volo per tornare a casa. L’abbiamo girata in una giornata, ma secondo me merita qualche giorno in più.

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Imperdibile la visita all’Alcazaba, la fortezza di epoca musulmana, che si trova alle falde del monte Gibralfaro, sulla cima del quale si trova anche il Castello omonimo. L’Alcazaba e il Castello sono collegati da un passaggio del monte protetto da una doppia muraglia a zigzag chiamato La Coracha.

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Noi siamo stati anche al Museo Picasso, dedicato al grande pittore spagnolo che era nato proprio qui, non è proprio il massimo andare in un museo con i bambini, ma ci siamo divertiti molto!

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Alla fine della settimana abbiamo ripreso l’aereo e siamo tornati  Ibiza!