I bambini ipersensibili percepiscono ciò che accade intorno a loro con maggiore intensità rispetto agli altri.

Spesso, oltre che emotivamente, sono molto sensibili anche ai suoni e ai tessuti: gli danno fastidio i rumori molto forti e alcuni tipi di tessuti proprio non li tollerano.

Questa caratteristica, come spiega lo psicoterapeuta ed esperto di ipersensibilità Rolf Sellin nel suo nuovo libro I bambini sensibili hanno una marcia in più (Urra-Feltrinelli), non è assolutamente da considerare come un “difetto di fabbrica”, anzi.

Una volta gli ipersensibili erano i leader della tribù perché erano i soli a saper interpretare le tracce, ad avvertire i pericoli,  a percepire prima degli altri cosa stava per accadere.

I bambini molto sensibili oggi vengono schiacciati dall’eccesso di stimoli della società, perciò in molte situazioni sono più difficili da gestire, perché sembrano travolti dalle emozioni.

autostima-nei-bambini

Bambini molto sensibili:

1- La prima regola per far stare bene un bambino ipersensibile è accettare la sua natura ed esserne grati. La sensazione di non essere come gli altri, infatti, finirebbe per renderlo insicuro e aggressivo.

2- È molto importante dare limiti e regole “proporzionati” all’età. Le regole e i limiti sono come i lampioni in una strada di notte indicano i limiti e la direzione.

3- Indipendenza: Un bambino ipersensibile va assolutamente aiutato a fare da solo. Bisogna lasciargli il tempo di fare senza l’aiuto di mamma o papà, soprattutto quando non è necessario. I genitori che intervengono continuamente generano in lui una sensazione di impotenza e fallimento.

4- Le emozioni: I bambini molto sensibili, come anticipato in apertura, sono quelli che restano maggiormente coinvolti quando accade qualcosa e spesso tendono a farsi sopraffare dalle emozioni. È importante perciò che il genitore lo aiuti a prendere le dovute distanze da una certa situazione per non farsi travolgere e agire in modo sensato.

Per farlo gli esperti suggeriscono il metodo di “salire sulla montagna”. Se ad esempio il bambino è triste per un litigio con un amico, la mamma o il papà si siedono accanto a lui e lo invitano a salire sulla montagna per guardare cos’è successo a valle. Poi il genitore, fingendo di osservare la scena dall’alto, chiede: “Cos’ha detto quel bambino? Cos’ha risposto quell’altro?” e così via.

In questo modo si insegnerà al bambino a considerare ciò che è accaduto con un sano distacco, senza sminuire o ignorare i suoi stati d’animo.

E’ comunque sempre importante riconoscere le emozioni dei bambini. Quando un bambino dice che è triste o arrabbiato è sbagliato rispondere “No, non devi essere arrabbiato,  non ne hai motivo”.

4- attività fisica: Di solito i bambini ipersensibili non hanno un buon rapporto con il corpo. Gli esperti, infatti, consigliano di fare sport perché l’attività fisica è un buon modo per migliorare il contatto con la propria fisicità e sviluppare l’autostima. Le attività più adatte sono le arti marziali orientali.