VBCA: cosa significa? Come prepararsi ad un VBCA? Quando è possibile farlo?

VBCA letteralmente significa Vaginal Birth After Cesarean, ovvero parto naturale dopo cesareo. Avere un parto naturale dopo un cesareo è possibile, ma bisogna essere molto decise ed informate perché non tutti i medici sono aggiornati e non tutti i protocolli ospedalieri lo permettono. Io l’ho fatto, sono stata fortunata perché ho sempre incontrato persone che mi hanno sostenuto e incoraggiato e anche nell’ospedale dove ho partorito, a Rimini, sono stati eccezionali.

VBCA: pro e contro del parto naturale dopo cesareo

Non per tutte è così quindi vi lascio l’intervista a MariaLuisa Rota, ostetrica, che vi darà qualche consiglio sulle cose da fare per avere un vbac :

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Vbac cosa fare per avere un parto naturale dopo un cesareo? Come prepararsi?

  • Perché il primo cesareo:

Il primo step è quello di capire cosa ha condotto ad uno o più cesarei in precedenza. Capito il perché (o la mancanza di un perché), si può valutare se affrontare o meno un VBAC.

  • Informarsi:

Il secondo step è quello di informarsi, informarsi e ancora informarsi, tramite tutti i canali possibili. Ad oggi, con un po’ di tempo e buona volontà, si possono reperire moltissime informazioni tramite internet.

Ci sono poi i libri. Il primo, pubblicato nel 1983, è “Silent Knife” di Nancy Cohen, la donna che coniò il termine VBAC.

  • Essere seguite da un’ostetrica, durante la gravidanza:

Questo è molto importante, perché è l’ostetrica la figura deputata a seguire la gravidanza, se fisiologica (un pregresso cesareo non la rende patologica).

Inoltre l’ostetrica è l’esperta di empowerment.

Le donne hanno sempre partorito, ma dal 1700 in poi, con l’entrata in scena degli uomini sui luoghi del parto, nasce la medicalizzazione e le donne diventano oggetto del parto e non soggetto. Quindi devono essere aiutate a comprendere e ad esprimere l’incredibile forza e competenza, di cui le ha dotate la natura. Infatti, l’ostetrica aiuta la donna nel suo percorso di scoperta, applicando l’arte della maieutica, cioè  portando alla luce quelle verità e capacità, che essa stessa non era consapevole di possedere, affinché diventi lei l’attrice del parto.

  • Gruppi di auto aiuto:

I gruppi di aiuto e sostegno reciproco sono molto importanti. Possono essere gruppi in cui ci si incontra di persona, gruppi virtuali o forum. Ce ne sono diversi e alcuni sono molto efficaci. Io stessa, ostetrica e donna, che ha portato avanti il suo percorso per il VBAC, ho trovato un supporto notevole, nel gruppo Facebook “Noi vogliamo un VBAC”, da parte di colleghe e altre donne che avevano già lottato (perché si, spesso, ad oggi, un VBAC va conquistato), per ottenerlo.

Infine è bene coinvolgere nella propria scelta solo chi può capirla. Ritengo eticamente corretto, che, nel processo decisionale, intervenga anche il padre del nascituro.  La scelta finale, però, deve essere della madre e, a fronte di un compagno che non è d’accordo, il percorso sarà complicato, ma non impossibile. Spesso, poi, i padri si “convertono”, quando si accorgono di avere di fianco una donna che sa cosa vuole e sa cosa può avere, perché informata in modo corretto e sufficiente, diventando essi stessi dei supporter formidabili.

Cosa ne pensate?