Il maschilismo è politicamente scorretto. E’ pregiudizio. E’ arretratezza. Eppure, tutti siamo stati cresciuti – e caduti – nello stereotipo maschilista.

Il maschilismo ha principalmente due forme. Una più ostile e dichiarata – oggi più biasimata – e un’altra più subdola, e socialmente accettata.

Il sessismo benevolo.

Il sessismo benevolo riconosce alle donne una serie di vantaggi e di qualità positive:

maschilismo

Le definisce creature preziose, da proteggere, adorare e adulare perché bravissime a fare tutto ciò che gli uomini non desiderano fare.

Così le donne vengono considerate esseri fragili. Umorali. Da proteggere. E per questo adatte per mansioni relazionali e di cura.

Gli uomini invece, più forti e di indole aggressiva, possono pensare a lavori di comando, economicamente più redditizi.

Le donne che aderiscono a questo stereotipo hanno un vantaggio: la protezione da parte degli uomini, a patto di restare in casa e non acquistare troppo potere.

In realtà, tutte le ricerche degli ultimi anni, hanno dimostrato che psicologicamente uomini e donne sono uguali. Perciò gli uomini non vengono da Marte e le donne non vengono da Venere.

Le differenze esistono solo per come vengono cresciuti maschi e femmine.

Gli stereotipi servono a mantenere una diseguaglianza e un’asimmetria  di potere.

Negli ultimi anni, le donne, di vantaggi ne hanno avuti ben pochi: lavorano quanto gli uomini, guadagnano meno, ma hanno quasi il totale carico della famiglia.

 

Il sessismo benevolo stigmatizza le donne che non stanno al proprio posto.

Chi è sessualmente troppo libera è una poco di buono.

Una madre che toglie del tempo ai figli per il lavoro viene criticata nel suo ruolo principale per la società.

Insomma, per uscire dallo stereotipo occorre perdere qualcosa: o una parte della propria femminilità o sopportare il biasimo sociale.

Ma magari no. Per esempio si può iniziare a smettere di pensare per stereotipi. Smettere di pensare di essere fragili. Pensare di trovare una propria indipendenza e che il peso della famiglia non ricada solo sulle nostre spalle. E diffondere una cultura diversa, soprattutto nell’educazione dei figli.

E’ difficile essere cresciute in un modo e scrollarselo da un giorno all’altro.

Ma ricordatevi che essere poste su un piedistallo può rivelarsi una trappola: soprattutto se si tratta di un piedistallo all’interno alle mura domestiche.

 

L’Italia registra una retrocessione come paese nella disparità di genere: il Gender Gap Report, annualmente pubblicato dal World Economic Forum. Siamo passati dal 2008 al 62 posto al 2012 all’80esimo posto.

 

 

 

Le ricerche e le citazioni provengono dal libro: “Psicologia del maschilismo”