Il vibratore compie cento anni. Ed è stato inventato prima del ferro da stiro. La storia del vibratore è molto singolare: il vibratore infatti non è nato per gli stessi usi che ne facciamo oggi. O perlomeno gli usi che ne facciamo oggi, cento anni fa, avevano altri nomi.

(ci hanno fatto anche un film: Hysteria)

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La storia del vibratore:

Cent’anni fa non si discuteva di orgasmo femminile, ma di isteria.

Una donna, qualsiasi malessere accusasse – mal di testa, pianti improvvisi, svenimenti, irritabilità – veniva definita isterica.

E le isteriche andavano dal medico, che manualmente gli massaggiava la zona del clitoride (senza penetrazione, almeno in teoria). Solitamente le donne uscivano dalla seduta rilassate e leggere. E se gemevano, durante la sessione, non si diceva che avevano avuto un orgasmo, ma un parossismo isterico.

I medici che non ne potevano più dei crampi alle mani  – comunque era un duro lavoro – avevano perciò inventato il vibratore, che gli rendeva più facile il lavoro.

Quindi il vibratore è nato così: per curare l’isteria.

Il primo elettrodomestico ad avere una versione elettrica fu la macchina da cucire, nel 1889,” scrive Rachel Maines nel suo libro  The Technology of Orgasm: “Hysteria,” the Vibrator, and Women’s Satisfaction. Il vibratore elettrico è stato il nono elettrodomestico della storia. È “venuto nove anni prima dell’aspirapolvere , dieci anni prima del ferro da stiro, e più di una decade prima del tostapane—e questo riflette le priorità dei consumatori.”  Vice

 

Il piacere femminile non era minimamente preso in considerazione. Anzi era alla stregua di una patologia. E la masturbazione femminile era una pratica medica.

Una volta, almeno i medici, sapevano dov’era il clitoride e come si gestiva. Gli uomini di oggi forse no. Io ne ho conosciuti pochissimi che sapevano come usarlo.

Tutti a spingersi nei meandri ma poi la cosa più evidente nemmeno la prendevano in considerazione. Tutti a cercare di fare prestazioni da guinness dei primati ma poi in pochi ad impegnarsi nella cosa più semplice: i preliminari.

I maschi hanno delle potenzialità ma non si applicano. O forse nessuno gliel’ha mai insegnato.

Forse perché l’orgasmo femminile è qualcosa di scomodo. Da una parte molte donne non sono mai sincere fino in fondo con un uomo sulla questione sesso, soprattutto per non urtare la sua parte più fragile: la virilità.

Dall’altra parte una donna che ha difficoltà a raggiungere l’orgasmo è considerata problematica nel mondo di oggi – dove sulla sessualità non c’è più nessun mistero, dove tutti fanno sesso e devono pure esibirlo e dove il parametro di riferimento è il porno. E quindi nella maggior parte dei casi se ne sta zitta.

Le coppie di lesbiche raggiungono molto di più l’orgasmo delle donne nelle coppie etero. Cosa vorrà dire?

Ben venga che il vibratore si sia evoluto da macchinario medico a sex toys, ben venga usarlo per conoscersi meglio, però alla fine bisognerà anche parlare e istruire quest’altra metà del cielo, no?