Parliamo del figlio preferito e diciamo subito una cosa.

Esiste.

Chi dice che non ce l’ha mente. Forse anche a se stesso.

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Perché il figlio preferito non dipende dal bambino stesso, ma dai genitori e dai loro bisogni. 

Mi spiego meglio. Ogni genitore porta con sé un vissuto, che è un po’ il riassunto della sua storia di bambino, adolescente e adulto e di quello che sono stati i suoi genitori.

Questo vissuto fa riconoscere delle persone come più affini, fa trovare degli incastri con alcuni e grosse repulsioni con altri.

Con i figli è lo stesso.

A volte un figlio ci ricorda una persona che amiamo – il partner, uno dei nostri genitori oppure noi stessi – e questo fa sì che ci sia un particolare feeling.

Altre volte il figlio preferito è quello più facile, quello che ci rende il lavoro di genitore più semplice e ci fa sentire delle mamme e dei papà migliori.

Altre volte ancora il figlio preferito è quello più problematico perché ci fa sentire utili e indispensabili. 

Insomma, spesso il figlio preferito è quello che risponde di più ai nostri bisogni. Assolutamente inconsapevoli.  

Il figlio preferito – cosa fare?

Io credo che il primo passo sia riconoscere  l’esistenza del figlio preferito. Cioè essere onesti con se stessi.

Questo non significa amarne uno di più o di meno, ma riconoscere che ci siano delle differenze. Come i figli sono tutti diversi anche i genitori si comportano in maniera diversa con loro.

Poi bisognerebbe capire perché con un figlio c’è più feeling che con un altro. E riflettere su questo.

Sulla propria storia e sulla coppia, perché spesso i motivi sono lì.

Con la consapevolezza che avere un figlio esplicitamente preferito può avere delle conseguenze. Non solo sull’altro o sugli altri (che potrebbero sentirsi meno amati), ma anche sul preferito stesso. Che se investito di troppe aspettative, può faticare a svincolarsi dal legame privilegiato (che così privilegiato non è) e costruirsi una sua indipendenza e una sua vita.

Letture consigliate:

L’enfant préfère, chance ou fardeaux?   Edizioni Belin

Film : “La scelta di Sophie”