Quando ero piccola, per Pasqua, andavo a pranzo dai nonni.

Era un pranzo con cibi da grandi. Che io non apprezzavo molto,  ma  mangiavo perché solo così, alla fine, potevo aprire l’uovo di cioccolato. Che puntualmente conteneva una sorpresa orrenda.

Con il tempo ho capito che la vera festa era l’attesa.

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Poi sono cresciuta. Sono diventata mamma. Alcune tradizioni sono rimaste immutate. Qualcos’altro è leggermente cambiato.

Anch’io porto i miei figli dai nonni per Pasqua.

Ma i miei genitori in veste di nonni, da severi nazisti sono diventati filo anarchici hippy.

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Quando ci sono i bambini cucinano solo cibi che piacciano a loro.

A volte cucinano solo per loro.

“E per me c’è qualcosa?”

“Perché tu mangi con noi?”

Giocano a calcio in salotto con i nipoti. E anche se il televisore rischia di frantumarsi chissenefrega. Era lui che era lì in mezzo.

Anche se non sempre fanno rispettare le regole dei genitori, i nonni sono un bene prezioso.

Danno ai bambini un’idea di continuità della vita e questo dà loro sicurezza.

Sanno riportare i nipoti dalla tecnologia di un iPad alla concretezza della terra. Cioè si rotolano proprio per terra con loro, divertendosi un mondo.

Non hanno il peso della responsabilità del genitore, la loro vita l’hanno vissuta, i giochi sono fatti e ora si prendono solo l’onere del divertimento.

Ogni tanto mi guardano sornioni dicendo: “E’ difficile essere genitore, vero?” Mentre se la ridono con i loro nipoti.

A volte i nonni sanno essere migliori nonni dei genitori che sono stati. E questo fa bene a tutti.

Per chi ha la fortuna di averli vicino è una grande risorsa. E anche quando sono troppo invadenti, come dice Silvia Vegetti Finzi, i nipoti sono molto bravi a rimettere a posto gli uni e gli altri. Dando a ciascuno il proprio ruolo.

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Dolci Preziosi per Pasqua, celebra le tradizioni con le sue uova di cioccolato. E sulle sorprese andate sul sicuro.

Post in collaborazione con Dolci Preziosi