In pochi sanno che ho iniziato a scrivere questo blog perché mio figlio, Thiago, non dormiva.

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Non solo la notte era costellata da frequenti risvegli ma lui, ogni volta, per addormentarsi, impiegava circa 45 minuti.
Quarantacinque minuti di pianti – nel lettone, in braccio, nel passeggino – ovunque.
Disperata e stanchissima ho cercato in rete consigli e rimedi miracolosi che non ho trovato, così non contenta ho iniziato a scrivere il blog chiedendo aiuto.

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Questa cosa del sonno difficilissima per Thiago è stata molto più semplice con Leon. Non perché avessi trovato la soluzione, ma solo perché Leon, era più portato al sonno.

Oggi mi fanno sorridere quelli che si sentono dei bravi genitori perché i loro figli dormono, e solo per questo credono che la soluzione, che hanno trovato per la propria famiglia, sia risolutiva per tutti!

Certi bambini amano dormire più di altri, c’è poco da fare. Leon ha una facilità e familiarità all’addormentamento quasi da manuale.

Thiago continua ad impiegare 45 minuti per addormentarsi. Fortunatamente ora è dotato di parola e non piange più. Ma ogni sera vuole che gli legga una favola, che gli racconti cosa facevo da piccola e alla fine devo pure cantare.

Qualche sera fa gli raccontavo che quando ero piccola avevo l’amica del cuore, che veniva sempre a giocare a casa mia.

E mi ha detto:

“Giocavate alle macchinine?”

“No amore, giocavamo con le bambole”

“Una volta avete giocato con le macchinine, io vi ho visto”

“Davvero? È come hai fatto a vederci?”

“Sono venuto a vederti e poi sono tornato nel sole e nella luna.”