Lettera alla figlia femmina (che non ho mai avuto):

 

Se fossi arrivata ti avremmo chiamato Charlotte e sono sicura che ci saremmo divertite insieme.

Avrei giocato con te alle principesse, non per spingerti a trovare un principe azzurro e fare la mantenuta, ma perché tu potessi imparare a riconoscere le persone che ti rispettano e che ti amano.

Avrei giocato con te alle principesse non per farti inseguire castelli dorati, dietro ai quali spesso si nascondono grosse fregature, ma per insegnarti a farti trattare come tale.

Avrei giocato con te alle favole per insegnarti che le relazioni d’amore aggiungono e non sottraggono e che il principe azzurro sarà quella persona che ti farà sentire indipendente e sicura.

Avrei giocato con te alle principesse per insegnarti che il vero principe non fa soffrire, non tradisce ed è contento quando tu stai bene, anche se questo vorrà dire essere lontano da lui.

Avrei giocato con te alle principesse per farti sentire speciale, a dispetto di tutti i cliché in cui dobbiamo districarci noi donne.

Certo, il miglior insegnamento passa dal buon esempio, ma anche attraverso il gioco avrei potuto raccontarti che si è principesse non perché salvate da un uomo ma perché si vive nell’amore.

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In occasione del nuovo film Disney di Cenerentola, Chicco ha creato una serie di giochi ispirati alle principesse delle favole: Cenerentola e Biancaneve.

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A me hanno regalato la Trottola Danzante di Cenerentola, un gioco dai sei mesi in su, che stimola le capacità senso motorie del bambino.

L’ho posizionata in camera di Leon, ma la faccio girare per tutte le stanze, per istruire i maschi di casa sul concetto di principessa, ma prima ancora di donna.

Direi che gli piace: 

 

 

Post in collaborazione con Chicco