Nonostante la biologica virata alimentare imposta sull’intera famiglia, il continuo consumo di super food come bacche di goji, alga spirulina, semi di chia e l’embargo di qualsiasi grasso insaturo ed idrogenato, in questa attenta ed equo solidale famiglia ci si ammala ancora.

E tutti e due i bambini malati, no, non l’avevo considerato.

Thiago ha raggiunto la temperatura di 40,8*contemporaneamente Leon tossiva come un novantenne fumatore.

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Così io e Martin prima abbiamo consultato tutti i siti internet di pediatria valutando i sintomi di: meningite, broncopolmonite e qualsiasi altra malattia infettiva mortale, poi siamo andati al pronto soccorso. Alla fine era influenza.

Guardando il lato positivo della faccenda direi che è stata l’occasione giusta per confrontarsi con la burocrazia del sistema sanitario spagnolo.

Infatti il giorno seguente al pronto soccorso siamo andati nella clinica vicino a casa, abbiamo aspettato il nostro turno, parlato con la segretaria spiegandole le nostre necessità  e magicamente, in soli 20 minuti avevamo: il pediatra di famiglia, una tessera sanitaria spagnola per i bambini e un appuntamento dopo venti minuti al piano superiore dello stesso palazzo con il pediatra di famiglia. Per me abituata all’immobilità della burocrazia italiana è stata un’esperienza incredibile.

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Sala d’aspetto del pediatra

Proprio come in Italia che la tessera sanitaria europea di Leon, quella che dovrebbe recapitarmi lo stato a casa, a quasi quattro mesi dalla sua nascita, non è ancora arrivata nonostante le mie continue sollecitazioni.

Spagna – Italia 1 a 0.

Ora siamo quasi fuori dal tunnel influenza, io ho finalmente il sito nuovo e ho capito che due figli malati contemporaneamente sono il miglior strumento di controllo delle nascite di tutti i tempi.