Mi sono sempre interrogata sulla presenza e sull’utilità del papà in sala parto.

Il mio primo parto è stato un cesareo.
Il papà alfa non solo c’era in sala parto, ma ha anche filmato il tutto, dalla prima fila: quindi adesso ho un bellissimo filmato di me, a budella aperte, mentre mio figlio esce fuori dalla mia pancia tra schizzi di sangue e altre schifezze.

Come ho già detto lui è Furio, quindi più che sostenere me, controllava l’operato di chiunque.
Ad esempio l’infermiera, dopo la terza volta che tentava di infilarmi l’ago in vena senza risultato, è stata pesantemente ripresa da Alfa Furio, che le intimava con tono deciso di cambiare ago.
Infatti l’ago era rotto.

Un cesareo è un intervento chirurgico a tutti gli effetti, il parto naturale no.

Durante un parto naturale possono accadere cose.
Tipo che tu a un certo punto diventi un mostro urlante a due teste. E il papà è lì e vede tutto.
Oppure, se fino al giorno prima ti chiudevi in bagno con due mandate e tiravi lo sciacquone mentre facevi pipì per non far sentire strani rumori, durante il parto vomiterai e defecherai non solo davanti al marito, ma anche a tutto il personale medico, assolutamente senza ritegno.
Qualcuno sostiene che tutto ciò sigilli ancora di più l’amore tra mamma e papà.
Altri pensano che assistere in prima linea a un parto, un po’ di maiala passione sessuale la demolisca.

Io penso che sia una questione soggettiva, ma se proprio vogliamo rischiare, possiamo trovare qualche buona idea per fare assistere i papà durante il parto.

1- Ci sarà qualcosa, anche di piccolo, che non vi va giù di vostro marito.
Tipo le partite la domenica pomeriggio, quella ex che all’inizio lo chiamava sempre, quella volta che sua madre è stata maleducata con voi.
Ecco, è arrivato il momento di dirglielo.
O ora o mai più.
E pensate che lui non potrà nemmeno controbattere, ma solo darvi ragione.
Mi raccomando, sempre tra una contrazione e l’altra e nel mentre respirate.

2- Avere qualcuno (il papà) che vi procaccia acqua e cibo, incondizionatamente.

3- Avere una persona più lucida di voi (non sempre) che si potrà interfacciare con il personale medico senza insulti, minacce e richieste ai confini della realtà.

4- Se il papà fa parte di quella categoria di maschi che con 37.2 pensa di essere in punto di morte, forse, assistendo al parto avrà un po’ più di ritegno nel lamentarsi al prossimo raffreddore.
O molto probabilmente voi, in futuro, non lo asseconderete più nei suoi malesseri ipocondriaci.

5- Dicono che il parto riporti la donna in contatto con la sua anima più istintiva, animalesca e primordiale.
Se vi dovesse quindi venire voglia di picchiare qualcuno, è tutto normale, ma parliamone.
Le ostetriche meglio tenersele buone, insomma, loro stanno lavorando, alcune sono più simpatiche altre decisamente meno, ma sono sempre lì per aiutarvi a partorire, quindi meglio mantenere rapporti civili.
Il ginecologo lasciamo perdere, lui ha il bisturi dalla parte del manico.
L’anestesista non ne parliamo.
Chi rimane?
Il papà.

6- Ricordatevi che voi e la vostra metà vi siete promessi amore nella buona e cattiva sorte, ma soprattutto condivisione delle gioie e dei dolori.
Quindi, un piccolo pizzicotto, un morso canino o un pugno ben assestato, fanno parte del vostro patto d’amore e di condivisione, no?

7- Anche il più ottuso e medioevale maschilista, di fronte ad una donna che partorisce, deve arrendersi alla sua evidente superiorità femminile.

Credo che avere vicino il futuro papà possa essere un importante sostegno, anche se non tutti gli uomini hanno questa capacità, anzi a volte riescono a dire, con tutte le buone intenzioni, frasi che innervosiscono ancora di più.
La verità è che loro sono più in panico di noi.

La cosa più bella però, al di là della capacità di supporto o meno e del tipo di parto, è condividere i primi momenti di vita del nuovo arrivato insieme.