Spesso mi chiedo quale sia il modo migliore per preparare un bambino di due anni e mezzo all’arrivo di un fratellino. 
Forse non c’è e forse non sono preparata bene nemmeno io: sono figlia unica, questa gravidanza è davvero volata e ogni bambino e famiglia sono diverse, quindi impossibile trovare un metodo universale.
Insomma, un nuovo arrivo, in famiglia, è sempre un emozionante appuntamento al buio, per tutti.

Da parte di Thiago mi aspetto un po’ di gelosia, qualche tragedia greca e anche un po’ di aggressività, nei confronti di tutti.
Non credo che questi passaggi si possano evitare, è legittimo che lui provi gelosia ed è mio compito contenerlo, aiutarlo e sopportare.

Noi non abbiamo fatto un granché, anzi, gli abbiamo creato un bel po’ di confusione tra il trasloco, i continui spostamenti, il papà che ultimamente vede solo su facetime e lo spannolinamento.
Sarebbe più semplice se la vita scorresse sempre secondo i manuali di psicopedagogia: purtroppo – o per fortuna – la vita a volte è un casino (la nostra spesso), si fa quel che si può e la cosa più incredibile è che i bambini crescono bene ugualmente.

Ovviamente del fratellino in arrivo gliene ho parlato, ma mai insistentemente. 
Ho cercato di incuriosirlo, a volte ottenendo l’effetto desiderato, a volte no.

-gli ho comprato qualche libro, con tante figure, dove vengono raccontate storie di fratelli, sorelle ed emozioni: gli sono piaciuti moltissimo.

- gli ho spiegato che tra un po’ uscirà dalla mia pancia un bambino piccolo piccolo che piangerà sempre e che non saprà fare nulla e se lui vorrà potrà aiutarmi ad insegnargli tante cose.
Non gli ho assolutamente detto che giocheranno insieme, e mi arrabbio quando qualcuno glielo dice: all’inizio non giocheranno insieme (almeno come lui si aspetta) perché creargli illusioni e delusioni?

- quando Thiago mi fa delle domande sul fratellino gli rispondo, con la massima sincerità. Non insisto a parlarne quando lui non ne ha voglia.

Credo che le cose da fare o dire non siano molte.
Piuttosto ci sono cose da non dire a un bambino che sta aspettando un fratellino, secondo me.
E giuro che dalle persone intorno ne ho sentite parecchie di queste frasi, sempre prontamente censurate.

Cose da non dire:

- Adesso che arriva il fratellino diventi grande e quindi devi ….
A parte che queste imposizioni dall’alto mettono una certa ansia a me, figuriamoci ad un bambino di due anni e mezzo.
In più messa giù così, il fratellino e la crescita, sembrano una vera e propria usurpazione al trono dei privilegi.

- Non posso prenderti in braccio perché ho il tuo fratellino nella pancia:
Piuttosto meglio dire che è per il mal di schiena o perché sono stanca (effettivamente non è una gran bugia).
Se tira dei calci o colpi nella pancia allora glielo dico che può far male alla mamma e al fratellino e gli chiedo cosa c’è che non va. 

- Devi volergli bene:
I sentimenti non si impongono. Si accolgono e a un bambino che forse per la prima volta prova gelosia e paura, si spiegano: se lui sarà geloso non bisogno dire non devi essere geloso,   piuttosto dire che è normale che ti senti così – triste, arrabbiato e geloso.  
E soprattutto le relazioni – amorose, genitoriali, amicali – sono sempre ambivalenti: perché non può esserlo anche quella tra due fratelli? Ci si può volere bene, essere gelosi e ogni tanto pensare che sì, per certi aspetti si stava meglio da figli unici.

- Giocherete insieme:
Non è vero, all’inizio il fratellino non potrà giocare con lui. I bambini capiscono e si ricordano tutto, perché creargli un’aspettativa che lo deluderà sicuramente?

Per il resto tanta pazienza e poi vi racconterò.