La verità è che non ti piaci abbastanza

16 giugno 2014

Le favole per bambine, dei miei tempi, hanno fatto più danni del buco nell'ozono.

Certe fiabe hanno costruito il mito del principe azzurro, dell'uomo salvatore da ogni male, della donna incapace all'autosufficienza.


Purtroppo vedo molte mie amiche che ancora adesso - nonostante siano passati diversi lustri da quando le loro madri o nonne gli leggevano tali storie - stanno scontando la grande fregatura.

Vedi Cenerentola che da casalinga disperata e vittima delle sorelle è diventata una principessa perché era riuscita a sposare un uomo dal sangue blu.
Oppure la bella addormentata, l'emblema della narcolessia, rimessa al mondo col bacio di un principe.
E pure Biancaneve che poteva continuare a fare le gang bang con i suoi amici sette nani alla fine ha preferito accasarsi con un nobil uomo.


Le favole quindi insegnano questo: che tu sia una svampita, una vittima della tua famiglia o una di facili costumi, a un certo punto, il tuo riscatto sociale,  passa sempre e solo attraverso un uomo.

Perché nessuna donna nelle favole ce la fa da sola a venire fuori dalle sue sfighe?

Nella realtà non conosco nessuna donna che abbia avuto questo epilogo, anche perché il matrimonio e la famiglia non sono mai un epilogo, ma un inizio, un percorso, spesso non privo di crisi e difficoltà. 

Sento tante donne che se non piacciono a un uomo pensano di avere qualcosa che non va. 

Il bisogno di piacere ed essere amate è davvero un tranello micidiale: è come chi ha bisogno di soldi e mette in vendita un immobile o un'attività: sarà molto più propenso a trattare e farsi cannibalizzare rispetto a chi di soldi non ne ha bisogno.
Allo stesso modo chi ha bisogno di piacere ed essere amato accetterà molti più compromessi, mancanze e umiliazioni rispetto a chi non costruisce la propria identità sul giudizio degli altri.  

Ripartiamo dalle favole, ma anche dall'educazione: non si deve prima di tutto piacere agli altri, ma a se stessi.


13 commenti:

  1. è un circolo vizioso ... l'autostima come si costruisce?

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    1. Secondo me l'autostima è un'altra cosa ancora... Questa è una questione più di ruoli e trasversale alla cultura, che poi sì può portare un circolo vizioso con l'autostima è vero!

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    2. hai ragione Elena, l'autostima si costruisce su altre basi, più che sul piacere o non piacere a un uomo... focalizzare il baricentro su se stesse e le proprie qualità, non sul piacere o non piacere agli altri.
      E' pur vero che la conquista amorosa fa miracoli! ;-)

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  2. Verissimo però è difficilissimo accrescere la propria autostima da adulti...così si ricade nel tranello.

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  3. Quoto in pieno!
    Per fortuna la Disney ha fatto il cartone animato di Ribelle The Brave in cui una rossa fuoco segue se stessa e sovverte tradizioni per poi accettarle e renderle a sua misura.

    Ci rifletto spesso nei miei messaggi verso Annamaria...
    devi bastare a te stessa è uno dei miei mantra!

    Grazie

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  4. Noi delle fiabe rivisitate da Disney guardiamo solo Mulan:)

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  5. Non sono per niente d'accordo Ele :( Innanzitutto come si spiega che allora piu' che qualcuna ha una buona autostima? Secondo, me la fai al maschile? E che siamo, generazioni di falliti?

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  6. La verità è che vedo tante donne, molto realizzate sul lavoro, intelligenti, belle e capaci che vivono la ricerca del principe azzurro come quello che le libererà da ogni problema, salvo accorgersi che avere unuomo non significa avere una vita migliore ma magari diversa dall'essere single. Cioè secondo me è proprio il mito del principe azzurro che libera da ogni male ad essere sbagliato. Le favole comunque una valenza educativa e culturale ce l'hanno. Più che di autostima parlerei di cultura. Elena

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  7. C'era stata una ricerca dove se un uomo muove una critica alla sua compagna questa pensa di avere qualcosa che non va e si mette in discussione se la stessa critica viene mossa a un uomo questo pensa che lei rompe le palle...

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  8. Secondo me più che di autostima è un discorso di cultura, l'autostima io la vedo più costruita all'interno della famiglia, mentre i ruoli e certi stereotipi sono trasversali alla cultura del posto e del tempo... Un po' come parlare di micro e marco economia (sono sempre io, con l'ipad che non mi fa pubblicare con il mio account) elena

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  9. wow e basta.tutto vero

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