Se il buongiorno si vede dal mattino, io non dovrei nemmeno alzarmi.

Vorrei svegliarmi lentamente, quando tutte le cellule del mio corpo hanno riposato a sufficienza.

Invece no, arriva mio figlio, puntuale come un orologio svizzero a urlarmi nell’orecchio:
“Mamma sveglia! E’ giooonno!”
Fingo di non sentire.
“Mamma apri le finestre, è giooonno!”
Alle sei e mezza di mattina.

foto scattata durante la presentazione dei nuovi biscotti e delle nuove barrette Kellog’s Nutri Grain ovvero come non sara’ mai la colazione a casa mia.

Vorrei scendere dal letto e trovare in salotto la colazione già pronta, un po’ di frutta fresca tagliata, qualche fiore.
E magari anche una lettera d’amore.

Invece no, inciampo su qualche gioco lasciato per terra la sera prima, guardo sconsolata il tavolo della sala dove ci sono ancora i bicchieri di ieri (mi sono dimenticata di metterli in lavastoviglie), in cucina nella credenza non c’è una tazza pulita (mi sono anche dimenticata di far partire la lavastoviglie).
Rassegnata estraggo dalla lavastoviglie lo stretto necessario per la colazione e lavo tutto a mano.

Vorrei essere la Montessori che riusciva a far vestire da soli tutti i bambini già dall’anno di età.

Invece no, io devo aver fortemente sbagliato qualcosa.
Mio figlio non solo non ha nessuna intenzione di vestirsi autonomamente, ma appena capisce che è il momento di cambiarsi, scappa.
Scappa correndo per tutta la casa nascondendosi negli anfratti domestici dove io, gravida e ormai poco snodata, non riesco ad arrivare.
E ride, ride della mia faccia rassegnata e della mia pazienza che già a nemmeno a un’ora dalla sveglia se ne sta andando.

Vorrei essere,  già di prima mattina, una donna organizzata, ordinata e sempre di ottimo umore.
Invece no, proprio non ci riesco.

Questo post e’ in collaborazione con i nuovi biscotti Nutri Grain di Kellog’s.
Le foto sopra corrispondono alla colazione che vorrei trovare tutte le mattine al mio risveglio, sulla mia tavola.
I biscotti al cioccolato e le barrette ripiene di marmellata si trovano gia’ pronti, la tavola apparecchiata e i fiori no.