Quando il parto cesareo diventa una sconfitta personale

19 maggio 2014

Quando sei incinta, c'è un inconveniente che prima o poi devi affrontare: il parto. 
Che comunque vada, non è mai una passeggiata.

Il mio primo parto è stato un cesareo, con una ripresa abbastanza veloce, ma faticosa. 
Questa volta vorrei evitarlo. 
I motivi che mi spingono ad un parto naturale sono poco poetici e abbastanza pratici: le linee guida OMS consigliano di non ripetere un cesareo se non ci sono problemi, non vorrei sentirmi spezzata in due ad altezza addominali e odio gli aghi. 

Molte donne purtroppo, a causa del cesareo, si sono sentite meno madri, incapaci di partorire, private della possibilità di mettere al mondo il proprio figlio e a distanza di anni guardano la cicatrice come una sconfitta personale.

Secondo me una buona relazione con il proprio figlio si costruisce con il tempo e un parto non può inficiare irrimediabilmente questo rapporto né misurare il valore di una mamma.

Se una mia amica mi dicesse che si sente meno madre a causa di un cesareo io le consiglierei di approfondire e andare oltre il tipo di parto, perché spesso il cesareo è solo un fattore scatenante di qualcosa di latente e non una causa isolata di malessere o depressione post partum.

Mio figlio è felice quando trascorro del tempo con lui senza distrarmi, quando lo faccio ridere, quando gli lascio sporcare la casa senza arrabbiarmi, quando si sente amato, accolto e compreso.

Mio figlio quando sarà adolescente forse mi rinfaccerà di averlo lasciato troppo tempo con la nonna o con la baby sitter, di avergli fatto odiare le lenticchie perché gliele proponevo più volte a settimana e di avergli fatto venire la fobia delle carie perché ogni sera lo rincorrevo con lo spazzolino e il dentifricio minacciandolo e raccontandogli storie tremende su vermi e buchi neri nei denti. 

Nessun figlio rinfaccerà mai alla propria madre un mancato parto vaginale. 

Questo per far riflettere che lo stereotipo della buona madre spesso è molto differente tra adulti e bambini e in questo caso sempre meglio dare ascolto ai più piccoli.   

40 commenti:

  1. Ma ovviamente !! ! Mi sembra assurdo poter anche solo pensarlo... L'esercizio è emergere da quella pancia verso la luce.. il come è un imprevisto della vita! La vera questione sarebbe accompagnare di più le donne verso questo momento.

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    1. E sull'ultima tua frase andrebbe aperto un capitolo a parte...

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  2. guarda io ho fatto primo parto cesareo xche la bimba era seduta (grinch position) e la seconda naturale. dal cesareo ripresa faticosissima in circa 4 settimane. dal naturale ripresa in teoria in tre giorni, peccato che per riavere una decente vita sessuale senza saltare dal male (ho tirato fuori 4 kg di bimba, piccola episiotomia) c'e' voluto piu' di un anno, insomma io ho avuto fortuna che essendo expat e misera e solitaria non sapevo che c'erano voci che il cesareo era parto di serie b e quando mi chiedono che differenza c'e' tra i due rispondo sempre che dopo due mesi non ti ricordi ocmunque da che parte la creatura e' uscita in ogni caso, hai troppe altre cose a cui pensare

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    1. Interessante questa prospettiva dove solo qua in Italia c'è questa idea del parto naturale vs cesareo! Io la vedo più come una cosa personale: di aspettative su se stesse e culturali...

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    2. Una mia carissima amica aveva fatto yoga corso preparto etc.si aspettava di fare il parto perfetto e ha vossuto molto male come sono andate le cose.pero' aldila' dei macellai con cui e' capitata, il nocciolo del problema e' cge lei si aspettava da se stessa di essere la best partoriente al mondo. A me questo non e' mai passato x la mente, forse xche sapendo che in francia mi avrebbero dato tutta l epidurale che volevo non avevo paura del dolore e non ho fatto nemmeno le lezioni del corso pratiche...ci sono andata pensando:boh, son millenni che si partorisce, con l epidurale non avro' male, in qualche modo faro'.forse e' la prima e unica volta che ho affrontato qualcosa cosi' spavaldamente e Incoscientemente ma ero la prima di tutte le mie amiche ad avere un figlio, nn ho fratelli ne sorelle, mia madre ha avuto cesario in anesteisa totale, percio non avevo nessuno che m avesse mai raccontato com'era

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  3. nato un mese prima con un cesareo, mio figlio ha quasi 4 anni e penso che non cambierá il nostro rapporto, in futuro, quando gli racconteró che é uscito dalla pancia. non solo una scelta, per me é stata l'unica possibilitá visto che dopo 20 ore di rottura acque non dilatavo. prima epidurale, poi anestesia totale visto che il bambino andava in depressione e non c'era tempo per aspettare che la nuova dose d'epidurale facesse effetto. il mio bimbo l'ho visto il giorno dopo. un mese per riprendermi dalla cesarea, ho avuto complicazioni. avrei preferito un parto naturale? ovvio. ma la vita é cosí, l'importante é farlo nascere!! il rapporto con i figli lo si costruisce giorno per giorno, non nella maniera in cui lo fai nascere. quindi che ogni donna si senta libera di decidere come farlo nascere, non ci sono parti di serie A e B, ma solo parti e basta :)

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    1. ovviamente d'accordo :)

      E come dici tu un cesareo salva la vita, in molti casi :)

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  4. Parto cesareo=>mamma di serie B?!?! E' un problema che leggo da poco e che non mi ero mai posta, io madre di due figli nati col cesareo per necessità, ma non è lo stato di necessità che mi fa accettare tranquillamente i miei parti. Importante è che nascano e che nascano senza problemi. Perché il parto naturale sarebbe meglio? Perché appunto, naturale? Ma se per la mamma è un problema tale tipo di parto, cosa cambia? proprio non riesco a capire il problema. Ricordo solo che le mie compagne di stanza, entrambe le volte, il giorno dopo erano già saltellanti mentre io avevo dolori terribili con l'utero che si contraeva pieno di punti e mi ci volle un mese perché potessi arrivare a piegarmi tanto da potermi lavare i piedi da sola. Ma questo cosa c'entra con il mio grado di "mammitudine"?
    Mila

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    1. Credo che se ne parli da poco ma che per molte donne è un vissuto che c'è sempre stato: ovviamente non tutte reagiscono diversamente agli eventi della vita, a volte sono le persone che hai intorno che non aiutano (dall'ospedale ai parenti) "non sei riuscita a partorirlo". Io sono d'accordo con te, ma non sempre si riesce ad elaborare un cesareo e buttarselo alle spalle :)

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  5. Concordo con Mila sul fatto che questa cosa del cesareo come parte di serie B e' un prodotto dei tempi moderni. Io sono nata con cesareo come anche mia sorella. Ho rinfacciato tante cose a mia madre da adolescente, ma il pensiero di dirle che il suo era stato un parto di minore importanza non mi ha mai sfiorato. E lei, che e' donna tendente all'autoflagellazione per tutto, non si e' mai sentita meno mamma!!!

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    1. Infatti è una cosa che le donne si rinfacciano da sole (o in modo molto sibillino gli rinfacciano le persone che gli stanno intorno). Ai figli di come sono stati tirati fuori - quando stanno bene - non gliene frega nulla.

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  6. Non avevo mai collegato il cesareo al sentirsi meno mamma, ma una certa insoddisfazione io l'ho avuta e l'ho ancora per aver dovuto avere un cesareo dopo 36 ore di travaglio: ho sempre pensato che avrei avuto un parto naturale e non esserci riuscita, mi ha lasciato l'amaro in bocca. Razionalmente sento che non ce l'avrei mai fatta a far uscire un torello di 5.3 kg e lungo 57 cm, che non era possibile per nessuno dei due; ma emotivamente la ferita brucia ancora... è una cicatrice che non si è ancora rimarginata!

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    1. Io non sono un medico ma 5.3 non so che parto naturale sarebbe stato. E la frase "non esserci riuscita" secondo me è sbagliata a priori perché tutte vengono aiutate a partorire da ginecologi o ostetriche (anche una Kristeller, una ventosa o un'episiotomia sono degli aiuti molto poco piacevoli)

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    2. Capisco quello che intendi, ma non credo che in questo caso ci sia un giusto o uno sbagliato a priori: io emotivamente sento che non ci sono riuscita, che in qualche modo ho fallito, anche se razionalmente capisco che è andato tutto come doveva andare, con un tentativo di parto naturale che, essendo non possibile, è sfociato in un cesareo!

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  7. Ciao, a me hanno imposto il parto naturale nonostante il bimbo fosse oltre termine e molto, molto grosso (57 cm x 4.5 Kg)...è stata molto dura e per di più ho rischiato la pelle (ho avuto subito dopo il parto emorragia con pedita di 2 litri di sangue). In più un piccolo regalo grazie alle tirate con la ventosa ho avuto prolasso della vescica... Quindi io dico no al parto cesario a tutti i costi ma anche no al parto naturale a tutti i costi....

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  8. Eh, ma ti ci spingono anche! Quella cretina che faceva il corso preparto ci raccontava che i bambini nati con cesareo hanno un qi inferiore, e che lasciarli al nido nelle ore successive al parto li faceva "morire dentro". Tutto ciò in un ospedale senza rooming in. Io sono contenta di aver avuto un parto naturale, e so che per molte il cesareo è vissuto come un piccolo lutto. Per alcune di loro la mancanze del cesareo sarebbe potuta essere fatale, perchè questo non lo dice nessuno? Il cesareo non è solo pigrizia dei sanitari, a volte è indispensabile.

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  9. Ben detto! non solo un figlio non te lo rinfaccerà mai, ma senza cesareo quel figlio non avrebbe forse proprio nulla da rinfacciarti perchè morto. o perchè sei morta tu. certe volte bisogna dire le cose come stanno, anche se sembra brutto.

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  10. E' interessante come nei commenti sia venuta fuori la definizione "mamma di serie B" mentre io non l'ho mai menzionata nel post (volutamente perché una definizione che non sopporto!)
    Ho voluto mettere l'accento più su vissuti - inadeguatezza, sentirsi private di qualcosa che fa parte della maternità -

    Ovviamente il mio non è un giudizio nei confronti di nessuno anzi! A volte certi vissuti per superarli occorre guardarli da un'altra prospettiva :)

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  11. Secondo adesso invece sta passando l'idea che la vera mamma di serie B sia quella che fa l'epidurale, ed è una vergogna!

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    1. E' vero che l'epidurale può inficiare la corretta fisiologia del parto, quindi qualche controindicazione medica ce l'ha, ma anch'io sono dell'idea che spesso viene negata per altri motivi.
      Il vero problema è che il corpo delle donne non viene molto rispettato durante un momento così delicato (spesso a prescindere dal tipo di parto).

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  12. Bella riflessione. Io sono una che non ha accettato di buon grado il cesareo, ma non perché mi faccia sentire "meno madre" o meno adeguata nei confronti di mio figlio. Il fatto di non averlo spinto via dal mio corpo, il fatto che me lo abbiano cavato dal ventre a forza, è una cosa che è dispiaciuta a me. Soprattutto perché avevo fatto tutto il travaglio!

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    1. Ti capisco. Anch'io avevo fatto buona parte del travaglio.

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  13. Dopo due induzioni fallite e tanti dolori, ho scelto il parto cesareo. lo scelsi coscientemente e in accordo con il mio fidanzato. Mi sentivo più serena così e ancora oggi sono contenta della mia decisione. Quello che al tempo mi fece soffrire, fu ciò che riportava la lettera di dimissioni: parto cesareo per rifiuto psicologico del parto naturale. Mi hanno fatto sentire come se io avessi rifiutato di partorire mia figlia.

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    1. Ecco secondo me sono queste cose che poi portano alcune donne ad andare in crisi o comunque a soffrirne (è un momento delicato per tutte).

      Poi ripeto, secondo me la cosa migliore è il parto naturale, senza dubbio, ma quando è veramente naturale (no induzioni, no manovre, no episiotomie, no ventosa, libertà di partorire nella posizione più comoda) quando un parto è così pieno di medicalizzazioni per me A LIVELLO PSICOLOGICO non c'è tanta differenza. Poi è chiaro che a livello fisico per madre e bambino ci sono differenze, ma io non sono un medico e non voglio entrare in quell'ambito.

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  14. ...dopo 27 ore di contrazioni, acque rotte e dilatazione 1 cm, ho rifiutato l'ossitocina e chiesto un cesareo... Apriti cielo!!! L'ostetrica prima ha parlato con mio marito perché mi convincesse ad andare avanti, poi mi ha ripresa dicendo che avevo 37 anni e nn ero un più bambina e che ci sono donne che si fanno anche 48 o + ore di travaglio, poi ha chiamato il ginecologo di turno per farmi dire che nn c'era sofferenza fetale... alla fine ho avuto il mio cesareo e sono uscita dall'ospedale con una diagnosi di "tocofobia" ovvero paura del parto... la seconda era podalica, così ho avuto il cesareo senza problemi... le ho allattate entrambe fino a 8 mesi (alla faccia di quelli che ti dicono che se fai il cesareo nn avrai il latte... eh si ho sentito anche questa), crescono sane e bene e io nn mi sento meno donna o meno mamma...

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    1. con la risposta che ti ha dato l'ostetrica non ti ha certo motivata a proseguire!

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  15. Io ho partorito Filippo e Amelia a 31 settimane perché Filippo non cresceva più e rischiava di morire. Ovviamente con un cesareo. Ho sofferto una settimana per i punti e due mesi nell'avere entrambi i miei figli in TIN. Ora è rimasta una cicatrice brutta ma due figli di 20 mesi sani e meravigliosi! Che mi importa da dove sono usciti? Ora sono con me e siano una famiglia bellissima!! :)

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    1. Ciao Rosaria, poi non dimentichiamo che molti cesarei sono necessari e salvano la vita!

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  16. Due parti cesarei, uno d'urgenza e uno programmato perché le linee guida dicevano che a breve distanza non si consigliava un parto naturale... Non mi sono mai sentita meno mamma. Proprio no. Quello che mi è mancato nel secondo, e non per colpa del tipo di parto ma per altre rwgioni, è il mancato allattamento che invece nel primo c'è stato eccome. Come dici tu: il sentirsi più o meno mamma dipende da ben altri fattori.

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  17. hai ragione!
    anche io dico a Dede di lavarsi i denti sennò chissà cosa gli viene in bocca! ;)

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  18. io ho avuto un parto naturale e sono contenta più che altro perchè poi sono stata bene subito. Ma durante il travaglio volevo il cesareo purchè il dolore finisse! A vedere una mia amica "costretta" al naturale nonostante il bambino fosse molto grosso che dopo 2 anni continua a ricevere interventi perchè si è lacerata completamente, direi che tanto naturale non è stato

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    1. L'ho scritto nel commento di Giuana quello che penso di alcuni parti, ma è proprio una mia opinione personale...

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  19. Quando mi hanno detto che avrei dovuto fare il censareo, perchè mio figlio era podalico, ho sperato fino all'ultimo ci fosse la possibilità di fare il parto naturale.
    Ci tenevo tantissimo e invece....non si è girato e via....in sala operatoria.
    Difficile è stato riprendersi subito dopo l'operazione.

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  20. guarda, io ho avuto la mia prima figlia con un cesareo d'urgenza, dopo che ero arrivata a 10 cm e avevo già dato qualche spinta e dopo tre anni esatti mio figlio con un vbac talmente perfetto che l'ostetrica a capo del progetto vbac mi ha chiesto di lasciarle il numero x andare a raccontarlo agli incontridivulgativi. ti consiglio di provarlo. la sensazione di essere riuscita da sola a fare una cosa così grande ti fa sentire sulla vetta del mondo, sono riuscita a prendere in braccio la mia prima figlia dopo 2 ore, quando mi correva incontro nel corridoio dell'ospedale. ma ricordo che cmq con la mia bimba in braccio del cesareo non me ne fregava più niente, e non penso di essere stata una madre migliore per esserci riuscita questa volta. forse diventando mamme diventiamo anche più fragili, più suscettibili alle critiche altrui, che in altri cambi avremmo semplicemente liquidato. dovremmo imparare a fregarcene, come a ragione facciamo spesso negli altri frangenti, tutto qui

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  21. Difficile oggi avere un vero parto naturale. Il parto oramai e' talmente medicalizzato che di naturale non c'e' ben poco.
    Io ho partorito con cesareo, in Qatar, dove il numero di parti con cesareo e' altissimo perche' costano di piu' e I medici guadagnano di piu' !!! Spaventoso!!

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